laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

Il Consiglio Regionale di venerdì 17 giugno

Più informazioni su

Minuto di silenzio per ricordare Jo Cox

Su invito del presidente del Consiglio regionale Francesco Bruzzone questa mattina l’Assemblea ha osservato un minuto di silenzio per ricordare Jo Cox, il deputato britannico ucciso ieri.

«L’omicidio di Helen Jo Cox, giovane e coraggiosa deputata del partito laburista inglese, sostenitrice della permanenza della Gran Bretagna nell’Unione Europea, – ha detto in aula il presidente – rappresenta una sconfitta per tutti noi, una pagina triste e buia per la civiltà». Secondo Bruzzone «questa nuova tragedia, figlia dell’odio e dell’intolleranza, ci spinge ancora una volta ad una profonda riflessione sull’importanza del dialogo, del rispetto delle idee, del libero confronto, anche su temi così importanti sui quali si sta misurando il nostro Continente. Alla famiglia di Jo – ha concluso – che lascia due figli ancora piccoli, a tutta la comunità britannica, a tutto il mondo libero va il cordoglio della nostra Assemblea».

Potenziare il Registro ligure dei mesoteliomi

Gianni Pastorino (Rete a sinistra) ha presentato un’interrogazione  in cui ha chiesto alla giunta di attivarsi urgentemente per integrare il personale dedicato al COR Liguria (Registro mesotelioma della regione) aggiungendo 2 figure professionalmente esperte da impegnare nella raccolta ed analisi scientifica dei dati clinici ed eziologici, consolidando così il servizio di ricerca e sanità pubblica offerto dalla Regione Liguria e di assumere a tempo indeterminato il personale “precario” che ha già operato per il COR Liguria, integrandolo con un trasferimento interno con un’altra figura part-time da dedicare ad una puntuale analisi dei dati. Pastorino ha sottolineato che  la Liguria è ancora caratterizzata da un’altissima incidenza di malati di mesotelioma maligno (MM) asbesto-correlato in 3 provincie su 4 e che tali provincie, in ordine decrescente, sono: La Spezia, Genova, Savona. «E’ necessario continuare quindi il monitoraggio del MM – ha detto – tuttavia il COR Liguria non è ancora considerato una struttura semplice dell’IRCCS San Martino, né dell’ARS Liguria, non possiede alcun budget e può, attualmente, contare solo su una persona strutturata a livello amministrativo e riceve collaborazioni solo da personale volontario costituito da 2 persone part-time».

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha chiarito che l’epidemiologia, seppur fondamentale nel segnalare l’incremento di rischio, non deve esser confusa con la prevenzione: i due aspetti sono molto differenti dal punto di vista dei compiti assegnati. Ha quindi evidenziato che il Cor si avvale in particolare di un medico, due biologhe a tempo pieno e di una volontaria. L’incremento di personale – seppur legittimo – deve essere valutato, secondo l’assessore, in un contesto più complessivo, rispettando le giuste proporzioni. Viale ha garantito la massima attenzione al tema, nella speranza di poter arrivare ad un potenziamento delle strutture, che nell’immediato non è attuabile.

Sostenere il Premio Exodus 2016

Raffaella Paita (Pd), insieme al collega di gruppo Juri Michelucci, ha chiesto alla giunta di sostenere l’edizione 2016 del Premio Exodus. Paita ha rilevato che quest’anno ricorre il 70° anniversario della partenza delle navi Fede e Fenice dal Porto della Spezia verso la Palestina e il decennale della consegna alla città della Medaglia d’Oro al valore Civile, per il ruolo svolto in quella vicenda, e ha ricordato che la Regione Liguria, nel passato, ha sostenuto il Premio Exodus come evento di interesse regionale ai sensi della legge regionale 21 del 1986.

Per la giunta ha risposto, su delega del presidente e assessore al Bilancio Giovanni Toti, l’assessore Giacomo Giampedrone il quale ha rilevato che in passato il sostegno economico era stato erogato sulla base di criteri non corretti rilevando che anche l’istanza presentata dal Comune della Spezia nel febbraio scorso non rispettava le modalità previste. Giampedrone, infine, non ha escluso il finanziamento della manifestazione richiamando, però, l’amministrazione comunale alla presentazione di una domanda nel rispetto della normativa vigente.

Non modificare Piano di bacino per aree ex Boero

Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle), con un’interrogazione sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Alice Salvatore, Fabio Tosi, Francesco Battistini, Andrea Melis e Gabriele Pisani, ha evidenziato che, secondo il Piano di Bacino della Regione Liguria, l’area dell’intervento Boero, a Genova, risulta essere in zona rossa, cioè “a rischio idraulico molto elevato” ,«ma, contrariamente a quanto previsto dalle normative, si assiste a un cambio di destinazione d’uso da industriale a residenziale». Il consigliere ha chiesto, quindi, alla giunta se questa valutazione avrà ripercussioni su una nuova variante al Piano di Bacino del torrente Bisagno «con la conseguente temibile eliminazione della zona rossa a rischio idraulico molto elevato». De Ferrari ha ribadito che l’area è alluvionale e quindi resta a rischio.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla protezione civile Giacomo Gampedrone il quale ha spiegato che i rischi sono legati ai rivi Ca Dei Rissi e Olmo e che il proponente del progetto di intervento sull’area ha presentato anche un relativo piano di sistemazione idraulica, vincolante per potere utilizzare l’area. Giampedrone ha ricordato che la Provincia ha approvato una riperimetrazione preventiva dell’area nel Piano di bacino, che prevede la messa in sicurezza in caso di piene di portata 200ennale. Secondo gli uffici regionali, quindi, gli interventi progettati risultano adeguati all’obbiettivo della messa in sicurezza del rio Ca Dei Rissi, che insiste sull’area interessata dal progetto, e solo una volta che saranno completati questi interventi, l’area ex Boero potrà essere riclassificata in fascia C, cioè compatibile con le opere previste.

Nominare il presidente dell’ Ente Parco dell’Aveto

Sulla situazione dell’Ente Parco dell’Aveto e la nomina del nuovo presidente sono state presentate un’interpellanza, sottoscritta da Luca Garibaldi (Pd), ed un’interrogazione, presentata da Fabio Tosi (Movimento 5 Stelle) e firmata anche dagli altri componenti del gruppo Gabriele Pisani, Alice Salvatore, Marco De Ferrari, Francesco Battistini e Andrea Melis.

Garibaldi (Pd) ha ricordato che il Consiglio dell’Ente Parco è giunto a scadenza il 15 febbraio 2016, che i componenti la Comunità del Parco hanno già individuato i propri rappresentanti e che anche la giunta regionale lo scorso marzo ha individuato il proprio rappresentante. Tuttavia «ad oggi il presidente della giunta regionale non ha ancora proceduto al rinnovo del Consiglio dell’Ente Parco e del suo presidente e risulta ampiamente superato il periodo di prorogatio degli organi amministrativi scaduti entro il quale debbono essere ricostituiti». Garibaldi ha quindi chiesto alla giunta i motivi per i quali non sia stato ancora nominato il Consiglio dell’Ente Parco ed il suo Presidente e in che tempi si procederà alla nomina.

Fabio Tosi (Movimento 5 Stelle), dopo aver evidenziato l’importante ruolo svolto dal Parco ed i disagi derivanti dall’assenza del massimo responsabile dell’organismo, ha chiesto se ci siano degli sviluppi in merito alla nomina del Presidente.

Per la giunta ha risposto l’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone il quale ha rilevato che l’operatività del parco dell’Aveto è comunque garantita dalla presenza efficace del direttore, con cui l’amministrazione regionale ha uno stretto e positivo rapporto e che svolge il ruolo decisionale all’interno dell’ente. L’assessore ha comunque annunciato che in tempi brevi il presidente della Giunta Toti indicherà il nome del presidente del parco spiegando che i tempi della designazione sono legati al fatto «che questa nomina deve, naturalmente, avere una condivisione a livello territoriale».

Contributi agli Enti Nazionali per mutilati e degli handicappati.

Sergio Rossetti (Pd) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Raffaella Paita e Valter Ferrando, in cui ha chiesto alla giunta se nel 2016 verranno erogati i contributi agli enti nazionali che perseguono a livello regionale la tutela e la promozione sociale dei mutilati e degli handicappati, recuperando anche i fondi non erogati del 2015, alle “associazioni storiche” e non, per un totale di 160 mila euro circa. Rossetti ha ricordato che questi enti appartenenti alla FAND (U.I.C. – Unione Italiana Ciechi, U.N.M.S. – Unione Nazionale mutilati ed invalidi per servizio, A.N.M.I.L. – Associazione nazionale mutilati ed invalidi per lavoro, A.N.M.I.C. – Associazione nazionale mutilati ed invalidi civili, E.N.S. – Ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordomuti) e le associazioni cosiddette ”non storiche”, «svolgono un’importante e insostituibile azione di promozione e integrazione delle persone disabili associate».

Per la giunta ha risposto l’assessore alle politiche sociosanitarie Sonia Viale la quale ha manifestato grande apprezzamento per il ruolo svolto da queste associazioni e ha spiegato che nel 2015 non è stato possibile erogare i fondi perché questi sono stati necessariamente indirizzati al contratto di solidarietà, rivolto alle famiglie con casi di gravi disabilità. Viale, però, ha annunciato che nel 2016 sono disponibili 80 mila euro e che le associazioni interessate possono presentare domanda agli uffici regionali competenti entro il 30 giugno prossimo.

Commissione ad hoc sui problemi delle mense scolastiche genovesi

Matteo Rosso (FdI-An) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta di costituire una commissione permanente di esperti, nutrizionisti e responsabili Asl per affrontare i problemi delle mense scolastiche genovesi e «garantire così un’alimentazione sana, equilibrata ed adeguata alla sviluppo di bambini e ragazzi». Rosso ha rilevato che nel primo raiting dei menù scolastici italiani, presentato dalla Rete nazionale delle Commissioni mensa, Genova si colloca in ventunesima posizione su ventinove classificate. «Il giudizio ottenuto da Genova è preoccupante dal momento in cui la Liguria potrebbe offrire molti prodotti del territorio da poter servire nei pranzi dei 20 mila alunni, che mangiano a scuola, – ha spiegato – anche per educarli a uno stile di vita sano e a un’alimentazione corretta, introducendo piatti di pesce in alternanza all’abuso della carne rossa ma anche più frutta e verdura».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale che ha condiviso l’importanza di coinvolgere le famiglie su questo tema così delicato. Viale, inoltre, ha ricordato le iniziative assunte dalla Regione, fra cui le Linee guida per la ristorazione scolastica del 2015, elaborate con criteri di scientificità, gli interventi per combattere l’obesità infantile e i progetti per prevenire le allergie alimentari.

Costi troppo elevati per l’acquisto di defibrillatori

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) con un’interpellanza ha chiesto alla giunta per quale motivo la Regione acquisti defibrillatori «a un prezzo oggettivamente sproporzionato rispetto ai costi di mercato e se la Regione non ritenga opportuno rivedere gli acquisti al riguardo, spendendo in maniera assai più oculata i soldi pubblici». Il consigliere ha spiegato che la Regione ha stanziato 265 mila euro per acquistare 50 apparecchi con un costo medio di 5 mila 300 euro per ciascun defibrillatore «mentre da una semplice ricerca on line si evince che un defibrillatore con teca per esterni allarmata si acquista al prezzo massimo di 1600 euro».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale che ha fornito una dettagliata relazione in cui ha spiegato che i costi riguardano anche la formazione del personal, non medico e volontario, che deve essere in grado di utilizzarli in situazioni di emergenza, la capillare formazione all’autosoccorso, l’informazione e formazione dei cittadini, l’implementazione della rete di defibrillatori semiautomatici nelle zone di difficile accessibilità. I Comuni individuati – ha spiegato – sono quelli che distano dalle strutture sanitarie di riferimento di livello superiore più di 60 minuti. I costi riguardano, infine, anche lo sviluppo del “data base” regionale di raccolta dati su arresti cardiaci e la mappatura informatica sulla presenza di defibrillatori sul territorio.

Avvio dell’attività della Casa della Salute presso l’ex ospedale Pastorino in Valpolcevera.

Giovanni Lunardon (Pd) con un’interrogazione sottoscritta anche dagli altri componenti del suo gruppo Sergio Rossetti e Valter Ferrando, ha chiesto alla giunta se è stato attuato il trasferimento di funzioni presso l’ex ospedale Pastorino per l’avvio dell’attività della Casa della salute. Lunardon ha ricordato che all’interno della struttura permane l’“hospice” dell’Associazione “Gigi Ghirotti” che risulta abbia presentato una richiesta di ampliamento. Secondo il consigliere gli spazi a disposizione sono sufficienti e compatibili con tutte le funzioni per la Casa della Salute.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale. L’assessore ha annunciato che la prossima settimana ci sarà un incontro con i sindaci dei Comuni dell’alta Valpolcevera, il Municipio e la direzione regionale delle Politiche sociali e ha ribadito che «il Pastorino diventerà l’unica sede per l’accesso ai servizi socio sanitari del territorio, con l’obbiettivo di facilitare i livelli di comunicazione e la presa in carico integrata». Viale ha specificato che verranno insediati, fra gli altri servizi, il consultorio, il servizio disabili, le cure domiciliari palliative, il Sert, i servizi sociali alla persona, l’equipe sociosanitarie per la disabilità e la sede del distretto socio sanitario

Attivare studi epidemiologici sulla qualità della salute

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) con un’interrogazione   ha chiesto alla giunta un «approfondito esame epidemiologico per comprendere scientificamente quali siano le condizioni che incidono sulla qualità della vita e della salute dei cittadini, attraverso uno studio sinergico tra ASL, l’IRCCS dell’ospedale San Martino e ARPAL e di  riordinare la propria organizzazione sanitaria sulla base di tale analisi». Il consigliere ha rilevato che crescono i dati sanitari relativi all’incidenza di patologie che confermano la correlazione con esposizioni dirette e indirette in edilizia, nei cantieri navali, durante la movimentazione delle merci in ambito portuale nei trasporti marittimi, nelle industrie chimiche e raffinerie di petrolio, impianti metallurgici e acciaierie e industrie termoelettriche.  E gli ultimi fatti avvenuti in Valpolcevera circa lo sversamento di petrolio – ha aggiunto –  hanno nuovamente portato alla ribalta il problema della salute dei cittadini in relazione all’ambiente e all’inquinamento. Negli ultimi dieci anni, inoltre, luoghi come Cornigliano, Bolzaneto, Rivarolo hanno tassi di mortalità molto più alti di altre zone della città.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha detto che l’amministrazione è fortemente impegnata per migliorare i servizi sanitari. Viale ha tra l’altro ricordato che è stata attivata una stretta collaborazione con la struttura complessa di IRCCS San Martino, che coinvolge, oltre alla Regione, diversi organismi, capace di consentire puntuali indagini epidemiologiche collegate a analisi geografiche.

Più verifiche sull’impianto a biogas ad Isola del Cantone

Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interpellanza, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Alice Salvatore, Fabio Tosi, Francesco Battistini, Andrea Melis e Gabriele Pisani, relativa alla realizzazione di un impianto per la produzione di energia elettrica da biogas derivante dal trattamento anaerobico della frazione organica dei RSU e speciali non pericolosi in località Camposaragna nel Comune di Isola del Cantone.  De Ferrari ha chiesto perché sia stato chiuso con un annullamento il procedimento di verifica di VAS e  perché, nonostante i reiterati contributi istruttori e pareri di improcedibilità del settore urbanistico, è stato deciso di avviare ugualmente il procedimento di screening e poi di VIA ordinaria. Il consigliere, inoltre, ha domandato per quale ragione,  nonostante l’ultimo parere dei due dirigenti del settore Urbanistica e Pianificazione Territoriale, si sia tenuta ugualmente la prima udienza dell’inchiesta pubblica e, infine, perché, invece di pronunciarsi sulla improcedibilità del procedimento di VIA, è stato deciso di chiedere un parere al settore  affari legislativi della Regione sul parere di improcedibilità.

Per la giunta ha risposto l’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone il quale ha chiarito che il percorso di questo progetto era già stato tracciato dalla precedente giunta e, in particolare, l’aspetto tecnico di fatto è già stato chiuso.  L’assessore ha spiegato che la giunta attuale ha deciso di intervenire con gli strumenti a sua disposizione, assoggettando il progetto a Valutazione di Impatto ambientale e non al semplice screening. Questo  – ha ribadito l’assessore – in considerazione del fatto che la localizzazione dell’impianto è prevista nelle adiacenze dello Scrivia e, inoltre, al confine tra due regioni, in un territorio con una particolare orografica. Giampedrone ha  sottolineato che è stata anche autorizzata l’inchiesta pubblica. Infine l’assessore ha detto che si stanno facendo verifiche anche dal punto di vista urbanistico, per controllare se ci siano  o meno elementi che possano determinare l’interruzione dell’iter. Verifiche – ha concluso – si stanno facendo anche dal punto di vista  giuridico.

Investimenti della Giunta nel comparto turistico

Andrea Melis (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo,  Alice Salvatore, Gabriele Pisani, Francesco Battistini, Fabio Tosi e Marco De Ferrari in cui ha chiesto alla giunta quali sono gli investimenti per il comparto turistico e  le linee di indirizzo. Il consigliere ha illustrato le voci relative al settore nell’assestamento del bilancio 2015: fra queste ha citato 3.304.685 euro, come  trasferimenti per il turismo fondi provenienti dallo Stato per i progetti di eccellenza per lo sviluppo e promozione del sistema turistico nazionale;  5.106.773,85 euro per interventi promozionali per il turismo; 12.033 euro per  lo sviluppo dell’attivita’ alberghiera ed extra alberghiera e di strutture di supporto all’offerta turistica; 15.493,71 euro per interventi per il turismo itinerante. «Nel bilancio di previsione 2015‐2017  le spese, per quanto riguarda il Turismo, relative alle previsioni di competenza dell’anno 2015 – ha aggiunto – ammontano a 8.713 migliaia di euro,  per l’anno 2016 ammontano a 3.491 migliaia di euro, e per l’anno 2017 ammontano a  3.460 migliaia di euro. Inoltre il bilancio di previsione 2015 sul turismo, relativamente al totale di cassa ammonta a 17.135.790 euro, mentre il bilancio di previsione 2016 sul turismo, relativamente al totale di cassa ammonta a 12.516.136 euro».

Per la giunta ha risposto l’assessore al turismo Gianni Berrino, il quale ha innanzitutto ribadito che il settore turistico è al centro delle attenzioni dela giunta. Ha quindi puntualizzato  che la competenza effettiva a bilancio 2016, in relazione al bilancio di previsione 2015-2017,  ammonta a 6.858.356 di euro. Ha aggiunto che la differenza di bilancio tra il 2015 ed il 2016 è dovuta sostanzialmente  alla spesa per le funzioni attribuite,  relative a funzionamento e gestione Iat che ora non sono più a carico  dei fondi per il Turismo, ma rientrano nei costi del personale ex Province, che è entrato nei ruoli regionali e che figurano in un’altra parte del bilancio regionale. Berrino ha poi illustrato una lunga serie di iniziative nel settore, anche al livello interregionale, che muoveranno cofinanziamenti statali .

Trasporto pubblico savonese

Andrea Melis (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo,  Alice Salvatore, Gabriele Pisani, Francesco Battistini, Fabio Tosi e Marco De Ferrari, con la quale ha evidenziato che sono stati effettuati pesanti tagli ai trasferimenti destinati al  trasporto pubblico locale nel savonese, stimati in 2 milioni di euro,  da parte della Provincia, anche in considerazione della riforma Delrio, e dal Comune di Savona. Il consigliere ha sottolineato che, in seguito a ciò, «si genererà, nelle casse della TPL Linea di Savona, una mancanza di liquidità tale da garantire il servizio». Melis ha, quindi, chiesto alla giunta di intervenire per garantire il servizio di trasporto pubblico.

Per la giunta ha risposto l’assessore ai trasporti Gianni Berrino. L’assessore  ha chiarito che sono le   Province a gestire i contratti di servizio stipulati  per l’esercizio del servizio di trasporto pubblico e tale gestione scadrà al 31 dicembre 2017. Ha però assicurato che la Regione svolgerà, così come  previsto dalla normativa, il ruolo di coordinamento, programmazione e definizione del livello ottimale del servizi di Tpl, efficace a soddisfare  la domanda di trasporto   e a tal fine solleciterà i soggetti coinvolti a garantire quanto di relativa competenza. 

Disagi con l’orario estivo sulla linea ferroviaria Genova – Ovada – Acqui T.

Giovanni Lunardon (Pd) attraverso un’interrogazione ha sottolineato che permangono anche con l’orario estivo il disagi sorti  sulla linea ferroviaria Genova – Ovada – Acqui Terme: rimangono  13 coppie di treni nei giorni feriali, 9 al sabato e 8 la domenica. Secondo il consigliere si creano  “buchi” in determinati orari, in particolare  un buco di due ore tra le 14 e le 16 da Genova e – ha aggiunto –  continua a restare penalizzato il sabato in cui la fascia oraria pomeridiana tra le 11 e le 19 in direzione Acqui Terme è servita solamente da 4 treni (con tempi di attesa tra un treno e l’altro di 2 o 3 ore), nonostante il sabato sia un giorno lavorativo per molte persone. Lunardon ha quindi chiesto alla giunta  cosa ha fatto in questi mesi per cercare di migliorare il servizio su questa linea e di intervenire presso Trenitalia per cercare di garantire un servizio minimo nella fascia pomeridiana per agevolare il rientro dei pendolari in uscita dal lavoro reintegrando, almeno per qualche convoglio, la partenza da Genova Brignole anziché da Sampierdarena.

Per la giunta ha risposto l’assessore ai trasporti Gianni Berrino, il quale ha innanzitutto rimarcato il forte impegno finanziario della Regione per l’area oggetto dell’interrogazione dove operano quotidianamente 13 coppie di treni. Ha quindi tra l’altro evidenziato che larga parte dei disagi indicati dipendono dai lavori al momento in atto sul nodo ferroviario genovese, tesi a garantire  più tratte di viaggio. Berrino ha ricordato che ci sono stati numerosi incontri con i rappresentanti dei pendolari per individuare le migliori soluzioni. Ma per quanto riguarda  la questione relativa  al cosiddetto buco orario  fra le 14 e le 16 finora dai pendolari non è arrivata una risposta univoca. Berrino ha ricordato, infine, che per oggi pomeriggio era previsto un ulteriore tavolo tecnico  per chiarire le questioni rimaste aperte.

Più informazioni su