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Battilani (PD): riflessioni sul voto delle amministrative 2016

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BOLANO – Il Partito Democratico e il progetto del Partito Democratico non è morto e lo dimostrano i tanti Comuni dove si è vinto certo la sconfitta di Torino e di Savona rappresentano un campanello d’allarme che non va sottovalutato, su Roma a mio avviso vista la situazione è già stato un mezzo capolavoro andare al ballottaggio.

Chi ha responsabilità per incarico istituzionale, nel partito, nella società civile deve impegnarsi, me per primo, certo nelle analisi post-voto ma lo deve fare soprattutto e con tutte le energie per capire i motivi della crisi di credibilità nonostante le tante cose positive fatte dal Governo e dagli amministratori locali quotidianamente e agire di conseguenza.

Bisogna ritornare a discutere certo nei Circoli ma soprattutto in mezzo alla gente e con iniziative in modo da valorizzare le cose fatte a livello locale e di Governo nazionale, attraverso la partecipazione riflettere anche sulle cose che non si o non ci convincono. Sul referendum voterò e farò campagna per il SI, sulla possibilità di anticipare la data della pensione con un prestito bancario mi trova contrario. Sulle coalizioni ritengo si debba aprire un dialogo non sulle persone e su veti, ma su programmi, su progetti e se ci sono le condizioni si allargano naturalmente a tutte le forze di sinistra e di centro, programmi chiari e tempi di attuazione devono diventare la base di discussione, oggi prevalgono le divisioni personali rispetto alle idee.

La situazione dei partiti, la difficoltà di parlare e di raggiungere i giovani e il pericolo dei muri.

Oggi i movimenti occupano la scena politica come meteore destinate in un primo momento a brillare per l’elemento novità ma a spegnersi schiacciati dal fatto di essere privi di un saldo fondamento ideologico, nel nostro Paese ce ne sono stati e ce ne continuano ad essere di ogni tipo e specie.

La pluralità di soggetti declinata oggi attraverso la creazione ex novo di movimenti politici o pseudo-civici che di politica sanno poco sta finendo con l’allontanare dalla politica, se è vero che in questa fase c’è un’attenzione verso il Movimento 5 Stelle è altrettanto vero che c’è un allontanamento della partecipazione al voto.

Prima alla politica ci si dedicava per passione, oggi molti vi si dedicano per interessi e particolarismi che niente hanno a che fare con l’amministrazione della cosa pubblica, il proliferare di partiti e movimenti che si legano al carisma del leader o del comico ha prodotto un mix di superficialità, populismo e settarismo.

È dunque necessario che la politica torni alle origini, all’essere rappresentante massima degli ideali che la società nutre e in cui la società stessa si riconosce e per farlo è necessario ribadire il prestigio e l’importanza dei partiti, rassicurando che il “PD non ballerà una sola estate”. E’ singolare che chi oggi critica i partiti e si si rifugia dietro la mobilitazione civica non abbia l’umiltà dell’autocritica. Se oggi la classe politica è più “povera” è anche perché quelli che c’erano ieri hanno pensato più a se stessi che alle generazioni future.

Solo guardando alla storia dell’Italia e dei suoi partiti si può arricchire e modernizzare il panorama politico contemporaneo, non è infatti cercando di sostituire i partiti storici con nuovi movimenti che si persegue l’obiettivo di progresso e miglioramento perché solo conoscendo a fondo ciò che è stato possiamo leggere la realtà attraverso nuove chiavi.

Bisogna infatti trasmettere ai giovani l’amore, l’impegno e la passione nutrita da personaggi politici, che hanno fatto la storia del nostro paese, ne cito uno per tutti Sandro Pertini, così che possano fare una scelta, che possano fare scelte consapevoli senza incorrere nell’attività propagandistica di demagoghi discutibili.

Dai giovani però dobbiamo imparare ed ascoltare perchè spesso chi propone soluzioni semplici a grandi problemi non viene preso in considerazione: i giovani di oggi sono attenti e preparati e hanno bisogno di persone che pongano problemi senza avere la pretesa di risolverli in un attimo ma mostrandone consapevolmente la complessità.

Ai giovani dobbiamo dare fiducia e speranza sapendo che la priorità è il lavoro e su questo tema il Governo ha fatto molto ma deve fare di più.

Scuola, formazione e mondo dell’impresa devono essere gli attori diversi di un progetto comune.

Come ha sottolineato il presidente Mattarella, il nostro sogno deve essere un mondo senza guerra e senza muri, ma mentre senza guerre risulta un sogno a lungo termine senza muri è possibile ed è possibile solo con la politica, con la politica che sappiamo e dobbiamo fare noi.

Sicuramente servono coraggio nell’ affrontare realtà diverse, integrazione, voglia di accettare l’altro in quanto diverso, ma una volta acquisiti questi requisiti,   che sono nostri, che sono i nostri di una sinistra socialista, moderna ed europea, con un forte impegno a creare una società ideologicamente aperta, alla quale i socialisti di tutta Europa lavorano e ambiscono.

Ho voluto soffermarmi sui giovani perchè vi è la necessità di costruire anche nel nostro paese, nella nostra provincia, un Partito Democratico saldamente ancorato alle esperienze positive del socialismo europeo,  tutto quello che è stato fatto è stato importante ma non sufficiente, le nostre idee, i nostri programmi, i nostri progetti vanno portati in mezzo alla gente, ai giovani, agli addetti ai lavori, ai meno giovani perché con serietà sappiamo affrontare e dare soluzioni ai problemi locali, nazionali, europei mostrandone consapevolmente la complessità.

Superficialità, populismo, soluzioni facili possono incantare ma difficilmente risolvono qualsiasi problema.

Alberto Battilani
Sindaco di Bolano
Membro Direzione Provinciale PD

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