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“Con gli occhi di Caselli” foto

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LERICI – In occasione del 40° anniversario dalla morte dell’artista, che ricorre quest’anno, l’Associazione Culturale Startè ha costituito l’Archivio Giuseppe Caselli avviando così la catalogazione documentale scientifica delle sue opere con l’obiettivo di valorizzare e tutelare la figura e l’immagine dell’artista.

Nato a Villarotta di Luzzara in provincia di Reggio-Emilia nel 1893, Giuseppe Caselli rappresenta, per gli spezzini, una vera e propria icona della pittura del ‘900. Nel corso della sua lunga carriera, ha dipinto migliaia di opere, raffigurando ampiamente il territorio della provincia della Spezia, il suo Golfo e la Lunigiana; ha ritratto numerosi personaggi della storia spezzina e ha raffigurato innumerevoli scene dedicate al mare.

In questi anni, ammirando i lavori di Giuseppe Caselli, mi sono reso conto di come il Maestro abbia scelto di rappresentare fra quanto di più raro e bello c’era nel nostro territorio e di più caro e drammatico c’era nel Suo animo scegliendo di dargli vita per i nostri occhi, lavorando con le Sue mani materie umili e semplici, dimostrando così quanto c’è di prezioso nel genio umano” – questo il commento di Paolo Asti presidente di Startè e grande estimatore dell’opera di Caselli.

L’Archivio svolge anche altre attività collaterali: organizza mostre personali; sviluppa ricerche e studi; realizza attività editoriali e di formazione nelle scuole e nelle università, da qui le due mostre, dove il mare sarà il protagonista assoluto, “Con gli occhi di Caselli – Lerici” e “Con gli occhi di Caselli – Porto Venere”, ospitate rispettivamente presso le sale del castello di San Terenzo, dal 27 giugno al 30 luglio con inaugurazione domenica 26 giugno a partire dalla ore 19,00 e dal 1° al 18 agosto presso la Sala Mantero di Porto Venere.

“Il lavoro di Caselli ha tratto grande ispirazione dal nostro Golfo, di cui ha dipinto migliaia di marine durante la sua carriera. A distanza di 35 anni dall’ultima mostra a lui dedicata, allestita a La Spezia nel 1981, siamo lieti di ospitare l’esposizione che ha per protagonista il nostro territorio e il suo mare in una location d’eccezione come il castello di San Terenzo, che in questa occasione apre per la stagione estiva. E’ un evento importante, che suggella il legame tra il pittore e la nostra città”- dichiara il sindaco di Lerici, Leonardo Paoletti.  

Promosse in sinergia fra l’associazione culturale Startè, l’Archivio Caselli e i comuni di Lerici e di Porto Venere, nelle mostre il pubblico vedrà esposte le opere, di proprietà di collezionisti privati che hanno aderito con entusiasmo al progetto, che l’artista ha realizzato nella prima metà del Novecento in cui è protagonista il territorio, il mare e la costa dei due comuni. L’ingresso sarà gratuito con orario di visita tutti i giorni dalle ore 18 alle ore 23.

Come scrive Valerio Dehò, docente di Estetica all’Accademia delle Belle Arti di Bologna, e membro del comitato scientifico dell’Archivio: “Giuseppe Caselli è un artista figlio del Novecento, secolo che ha attraversato da protagonista coerente e discreto, difensore dei valori irriducibili della pittura. La sua avventura esistenziale segna infatti il secolo da poco tramontato in totale accordo con una ricerca pittorica che ha avuto forti consonanze con l’ambito internazionale, ma sempre vicino alle fonti ispirativi provenienti dal territorio di elezione: La Spezia, il suo golfo e tutta la Liguria”. 

Francesco Vaccarone, Presidente dell’Archivio ricorda così la sua lunga amicizia con il Maestro: “Avevo 16 anni quando, nel suo studio, vidi per la prima volta le sue opere: la bellezza e la tragedia animavano le sue immagini. Era il 1956. Convivevano, sulle pareti, le “Erinni”, gli “Incubi” ed i dipinti nati dalla sua meraviglia per il nostro paesaggio, per la nostra costa.
Vederlo lavorare era sempre un nuovo spettacolo di bravura, di intelligenza, di poesia, di grande padronanza tecnica mai venuta meno anche quando negli anni Settanta dipingeva le ultime opere nello studio di Santo Stefano Magra così ricche di sintesi nelle dense orchestrazioni dei bianchi.
E’ stato per me un Maestro a cui devo molto: mi ha insegnato a dar voce senza timore alle mie inclinazioni, alla mia creatività.”

Collaborano stabilmente con le attività dell’Archivio e del Comitato Scientifico Francesca Rozzi, membro dell’Unità di ricerca psicologia e arte Università Cattolica di Milano e Silvia Ferrari, dottore di ricerca in Filosofia Estetica presso la Scuola Alti Studi Fondazione San Carlo di Modena.

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