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Comitato Cernaia: «Che fine ha fatto Scalinata Cernaia?»

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LA SPEZIA – «Sparita dall’elenco delle opere di imminente realizzazione del Comune, sparita da quelle finanziate a bilancio, il restauro della scalinata sembra essere scomparso del tutto dal nostro orizzonte.

Eppure sono ormai più di 6 anni che se ne discute. Sei lunghi anni in cui il comitato ha raccolto quasi 2000 firme, ha interpellato tecnici e amministratori più volte, da Acam, alla Soprintendenza, alla Forestale, al Ministero. Ha incontrato gruppi politici, è stato “audito” in Consiglio Comunale ed è, lo ricordiamo, grazie al voto unanime del Consiglio che è stato fermato il precedente progetto che prevedeva lo sventramento e rifacimento in cemento armato, senza prevedere nemmeno il recupero delle pietre di una delle più belle scalinate storiche della Città.

Il Comitato ha organizzato iniziative, feste, estemporanee di pittura. Ha prodotto relazioni, ricerche d’archivio, studiato il sistema dei sottoservizi, contattato tecnici – ingegneri, architetti, agronomi, restauratori, storici – ha collaborato a incontri, conferenze, visite guidate.

A dicembre 2013, alla fine, la Soprintendenza ha vincolato quella scalinata che “conserva nel complesso immutate le preziose caratteristiche costruttive e compositive del progetto originario…,” dopo un mare di carta, d’inchiostro, di tempo (perso) a incontrare amministratori e tecnici spesso scocciati per il fatto di dover trattare con dei cittadini-tecnici.

Ne abbiamo sentite di ogni genere, dagli alberi morti (oggi miracolosamente risorti) alle cunette scambiate per caditoie, al restringimento dei tubi delle acque piovane motivato con l’argomento che tanto “il calcolo della portata dell’acqua è aleatorio”.

È ormai dal gennaio 2014 che il Comitato ha firmato un accordo molto dettagliato con l’Amministrazione e i tecnici, capitanati dall’ing. Canneti, in cui si concordavano partenza e modalità dei lavori. Accordo che prevede il contatto preliminare con l’agronomo Sani per dettare modalità e seguire il lavoro di scavo vicino alle radici.

Un documento che prescrive nel dettaglio l’intervento di restauro, con il recupero di pietre e di tutti i manufatti d’epoca e la salvaguardia delle piante storiche, oltre alla ripiantumazione degli alberi mancanti.

Nonostante tutto questo a dicembre 2015 il Comune ha dato a gara un progetto che contiene molti degli errori del vecchio, da noi contestato e che fu bocciato dal Consiglio.

Un progetto che, tra le altre cose, non tiene conto dell’esistenza delle radici degli alberi prevedendo scavi molto profondi e non necessari, passaggio di tubi e corrugati concentrati nei punti meno indicati, oltre al restringimento dei cunicoli per lo scorrimento dell’acqua piovana con conseguente limitazione della portata delle acque e rischio di allagamento (fenomeno che vediamo spesso nelle nostre strade appena “rifatte”).

“Qualche tecnico ha fatto un copia-incolla, sbagliando” è la giustificazione che è stata data per questo “errore” dall’Assessore Mori.

L’accordo firmato e controfirmato, dopo anni di “partecipazione” con cui in tanti si sono riempiti la bocca, resterà dunque lettera morta?

Ci è stata promessa una variante per correggere gli errori commessi nel bando che ancora non ci risulta sia stata fatta.

Quando partiranno dunque i lavori? E soprattutto come verranno fatti?

Ad oggi sembra che il capitolo Cernaia (la prima tranche di lavori costa 350mila euro) non sia neppure finanziato a Bilancio e l’agronomo Sani che doveva fare il sopralluogo preliminare, e sovrintendere ai lavori di scavo, non è stato ancora convocato perché “non ci sono i soldi”.

Non è che nei 3 milioni spesi per gli orti di San Giorgio, sono finiti anche i soldi previsti per il restauro della Cernaia?»

Per il Comitato Cernaia: Paolo Bracco, Irene Giacché, Mauro Maraschin, Paola Polito, Roberto Venturini.

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