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I misteri del caso Moro

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Incontro con l’on. Gero Grassi membro della commissione parlamentare di inchiesta e tra i massimi esperti italiani su Moro e sugli enigmi della sua fine.

LA SPEZIA – La figura di Aldo Moro è quanto mai di attualità. Quest’anno ricorre il centenario della nascita dello statista pugliese. Me se la sua azione politica, la sua visione strategica, le sue intuizioni anticipatorie di quello che sarebbe stata l’evoluzione della politica e della società italiana sono chiare e cristalline lo stesso non si può dire dei 55 giorni trascorsi tra il rapimento e la sua barbara uccisione.

Proprio per far luce sulle tante zone oscure, sui depistaggi accertati, sulle versioni di comodo fornite dagli appartenenti alle brigate rosse in Parlamento è stata istituita una nuova commissione di inchiesta.

La Commissione Bicamerale Moro 2 infatti è ripartita da zero facendo tabula rasa dei lavori precedenti e andando ad analizzare con metodo certosino ogni dettaglio anche quelli all’apparenza più insignificanti. Il livello di approfondimento è dimostrato dal fatto che in poco più di un anno di lavoro sono state passate al setaccio solamente le prime ore del rapimento e gli avvenimenti che lo precedettero.

E le novità emerse sono a dir poco clamorose. A cominciare dalla misteriosa honda blu presente sul luogo dell’agguato e con a bordo uomini non delle BR ma pare legati ad ambienti dei servizi segreti. Oppure il cablogramma arrivato da un agente dei servizi di stanza a Beirut in cui un mese prima del rapimento avvertiva i suoi superiori dell’imminenza di una clamorosa iniziativa terrorista. E proprio con destinazione Beirut salpò il 2 marzo (14 giorni prima di via Fani) dalla Spezia un appartenente alla rete Gladio sembra per cercare aiuti presso il Fronte di Liberazione Palestinese in merito ad un possibile sequestro di un uomo politico italiano. La commissione ha rilevato inoltre che numerosi testimoni oculari dell’azione terroristica non sono stati ascoltati all’epoca e anche la scomparsa di alcuni rullini fotografici contenenti le primissime immagini della scena del crimine.

Di una cosa siamo ormai certi: gli appartenenti alle br arrestati non hanno detto la verità.

Su questi temi è instancabile protagonista l’on. Gero Grassi, membro della commissione bicamerale di inchiesta e, da corregionale, appassionato alla storia di Aldo Moro e ai misteri della sua fine.

Egli nel corso degli anni ha raccolto una notevole documentazione che desidera condividere con coloro che non si rassegnano a non sapere, documentazione certamente utile a mettere a nudo le verità, le bugie e le false verità che circondano di una nebbia forse sempre meno insuperabile le indagini sulle responsabilità di mandanti, complici ed esecutori del rapimento e l’uccisione di Moro e della sua  scorta.

L’incontro, organizzato dall’Associazione i Popolari – circolo Pietro Scoppola in collaborazione col Gruppo PD della Camera dei Deputati, si terrà martedì 28 giugno alle ore 17 presso il salone del Consiglio Provinciale in via Veneto 2 alla Spezia.

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