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Consiglio Regionale di martedì 28 giugno

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Interventi a favore delle vittime di reati della criminalità

Con 16 voti favorevoli (maggioranza di centro destra) e 15 contrari (minoranza) è stato approvato il disegno di legge “Interventi in favore delle vittime della criminalità”. La legge prevede che La Regione favorisca gli interventi di assistenza e di aiuto ai familiari degli esercenti un’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque economica, vittime della criminalità, mediante assistenza legale e contributi utili ad affrontare emergenze economiche causate dal decesso. La Regione, inoltre, prevede il patrocinio a proprie spese nei procedimenti penali per la difesa dei cittadini che, vittime di un delitto contro il patrimonio o contro la persona, siano indagati per aver commesso un delitto per eccesso colposo in legittima difesa, ovvero assolti per la sussistenza della legittima difesa. La giunta regionale definisce i criteri e le modalità per l’applicazioni delle disposizioni illustrate, dando priorità ai soggetti con più di 65 anni

Respinto fra gli altri, un emendamento del Pd che estendeva gli interventi non solo alle categorie economiche indicate nella legge. Respinto un emendamento di Rete a Sinistra che esclude dal patrocinio della Regione chi è indagato per eccesso di legittima difesa. Respinto, fra gli altri, un emendamento del Movimento5Stelle che prevedeva contributi per l’assistenza legale alle vittime dell’usura.

L’assessore alla sicurezza Sonia Viale ha spiegato di avere accolto alcune osservazioni avanzate in Commissione dalla minoranza e di avere presentato, a questo scopo, una modifica, poi approvata in aula, che chiarisce meglio che il contributo va esclusivamente alle famiglie di chi ha perso la vita in seguito ad un’azione criminosa.

Nel dibattito hanno presentato gli emendamenti Luca Garibaldi (Pd), Gianni Pastorino (Rete a Sinistra), Fabio Tosi (Mov5Stelle).

Sono intervenuti nelle dichiarazioni di voto contro il disegno di legge Sergio Rossetti (Pd), Alice Salvatore (Mov5Stelle), Giovanni Barbagallo e Raffaella Paita del Pd.

Andrea Costa (Gruppo misto Ncd Area-Popolare), Alessandro Piana e Stefania Pucciarelli della Lega Nord Liguria- Salvini, Angelo Vaccarezza e Claudio Muzio di Forza Italia hanno annunciato il voto favorevole al provvedimento.

 

Nuove misure sulle Marina Resort: iva ridotta dal 22 al 10%

Il Consiglio regionale ha approvato con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra), 1 contrario (Rete a Sinistra) e 13 astenuti (Pd e Mov5Stelle) la Proposta di legge 67 , presentata da Angelo Vaccarezza e Claudio Muzio di Forza Italia, che toglie alcuni limiti previsti dalla vigente normativa regionale per le Marina Resort in Liguria: in particolare i servizi ricettivi potranno essere esercitati anche per le unità che sostano per un periodo superiore ai 45 giorni consecutivi, consentendo l’applicazione dell’aliquota Iva del 10% in luogo di quella del 22% con un risparmio complessivo annuo, per chi sceglierà i porti liguri, di circa 17 milioni di euro visto il giro di affari di 125 milioni. I marina resort sono strutture ricettive destinate ai turisti a bordo di imbarcazione ai quali, oltre all’offerta di ormeggio per il pernottamento, viene fornita una serie di servizi (bagni, docce, sale comuni, aree verdi, impianti ed attrezzature sportive, piscine, ristoranti) che completano il soggiorno. La legge intende eliminare una disparità di trattamento che penalizza le strutture della Liguria rispetto a quelli di altre Regioni italiane e che contrasta anche con la normativa nazionale e consente ai marina resort liguri la possibilità di svolgere la propria attività turistico-ricettiva al massimo delle potenzialità, anche alla luce dell’attuale momento di grave difficoltà economica.

Il provvedimento, inoltre, elimina la scadenza quinquennale per il tesserino rilasciato alle guide turistiche, ambientali ed escursionistiche e agli accompagnatori turistici.

Respinti alcuni emendamenti presentati dalla minoranza fra i quali uno illustrato da Marco De Ferrari (Mov5Stelle) con il quale si chiedeva, tra l’altro,   che la  giunta individuasse i requisiti – a basso impatto ambientale ed ecosostenibile – delle imbarcazioni approdanti.

Bocciato anche un emendamento presentato da Giovanni Lunardon (Pd) che prevedeva un nuovo limite temporale di 90 giorni per l’ormeggio in transito.

Claudio Muzio (Fi) relatore di maggioranza ha sottolineato che  la proposta di legge «intende eliminare una grave ed iniqua  disparità  di trattamento nei confronti  dei marina resort  della Liguria  rispetto a quelli di altre regioni italiane».  Il consigliere ha ricordato che  oggi  in Liguria, prima  regione italiana per posti barca, la legge promulgata dalla precedente giunta Burlando, di fatto non consente  ai marina resort di accogliere  imbarcazioni per un periodo  continuativo superiore  ai quarantacinque giorni  e inferiori all’anno come  è, invece, previsto dalla normativa statale. Togliere  il limite temporale  dei quarantacinque  giorni e l’obbligo  del solito transito  – ha sottolineato –  significa «eliminare  una differenza  pregiudizievole  e priva  di senso  tra strutture ubicate  in regioni diverse, ma soprattutto  significa consentire anche ai marina resort  liguri la possibilità  di svolgere  la propria  attività turistico-ricettiva al massimo  delle loro  potenzialità», soprattutto in considerazione dell’attuale momento di grave  difficoltà economica  in cui versa l’Italia. Muzio ha sottolineato che il testo è stato oggetto di dibattito in III Commissione  e di un fruttuoso approfondimento  ed ha auspicato l’approvazione  ad ampia maggioranza di voti.

Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle) nella relazione di minoranza, dopo aver sottolineato che le coste liguri da molti anni subiscono un pesante processo di cementificazione,  anche in seguito della realizzazione di porti turistici, ha preannunciato che il gruppo chiederà  «che le tariffe siano tarate proporzionalmente in funzione della sostenibilità ambientale delle imbarcazioni approdanti: tassazioni al minimo sindacale per piccole imbarcazioni a emissioni zero o eco-compatibili a nullo o ridotto impatto ambientale; tariffe più alte e maggiorate per grandi yacht e grandi imbarcazioni non sostenibili e a impatto ambientale elevato». Il consigliere ha aggiunto: «Chiediamo altresì che i marina resort posseggano i requisiti, individuati dalla Giunta regionale con apposita deliberazione che ne definisca le modalità di apertura e di esercizio, la classificazione, basata anche sulla classificazione dei motori e la presenza di autopompe per acque nere». De Ferrari ha concluso: «Non vorremmo che questo provvedimento continui a incentivare nella nostra regione il processo devastante di cementificazione e privatizzazione del mare».

Giovanni Lunardon (Pd) nella relazione di minoranza ha rilevato che l’applicazione del ribasso dell’Iva determinerebbe un calo di gettito fiscale pari a 8 milioni di euro e che questo provvedimento esporrebbe la Regione a ricorsi da parte dell’Agenzia delle Entrate. Lunardon ha sottolineato che la disciplina dei marina resort «si riferisce agli ormeggi in transito cioè per l’affitto giornaliero e stagionale, e non per i servizi resi nell’ambito dei contratti annuali per lo stazionamento dell’imbarcazione». Secondo il consigliere, dunque «l’agevolazione tariffaria vale per l’ormeggio in transito giornalieri e stagionale e non per periodi più lunghi, legando la ricettività alla temporaneità dell’ormeggio». Lunardon ha ricordato che la Liguria, nella precedente amministrazione, era stata la prima Regione a inserire una normativa specifica sui marina resort. Secondo il consigliere la «proposta di legge tende a snaturare il senso di queste strutture, così come è concepito dalla legge nazionale» perché viene a mancare ogni riferimento temporale e rischia di eludere la norma tributaria. Secondo il consigliere, inoltre, «potrebbe avere conseguenze negative per il comparto alberghiero, che vive in Liguria una situazione di particolare difficoltà».

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha annunciato voto favorevole solo nel caso fossero accolti gli emendamenti presentati da Lunardon. Secondo il consigliere, infatti, « la norma nella forma attuale produce come conseguenza un possibile intervento degli organismi deputati a combattere l’evasione fiscale. Inoltre – ha aggiunto- gli interessi delle marina resort rischiano di andare in conflitto con gli interessi del comparto alberghiero» .

Angelo Vaccarezza (FI) ha difeso la proposta di legge, che elimina una disparità fra le condizioni delle marina resort in Liguria rispetto alle altre regioni. Vaccarezza ha rilevato che la Liguria ha un elevatissimo numero di posti barca e questa legge rappresenta un’opportunità per il comparto nautico e ha replicato che le misure previste non sono tali da determinare un danno per il comparto alberghiero.

 

Modifiche al Piano Casa: recepite le osservazioni di natura tecnica del governo

Con 16 voti favorevoli (maggioranza di centro destra) e 15 contrari (minoranza) è stato approvato il Disegno di legge numero 82   “Modifiche alla legge regionale 3 novembre 2009, n. 49 (Misure urgenti per il rilancio dell’attività edilizia e per la riqualificazione del patrimonio urbanistico-edilizio)”. Le modifiche proposte si rendono in particolare necessarie per superare i rilievi di legittimità costituzionale mossi dal Governo. Si è, pertanto, provveduto ad adeguare la formulazione di alcuni articoli mediante esplicito riferimento alle procedure e agli adempimenti di legge in materia di approvazione delle varianti ai piani dei Parchi, di valutazione ambientale strategica, di valutazione di incidenza e delle procedure per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche disciplinate dal D.lgs. n. 42/2004 e s.m. Si tratta di procedure ed adempimenti obbligatoriamente prescritti dalla vigente legislazione, la cui mancata espressa menzione nella formulazione degli articoli, modificati con il disegno di legge, non implicava la volontà del legislatore regionale di prevederne la disapplicazione, diversamente da quanto ritenuto nel ricorso costituzionale. Si è quindi resa necessaria l’esplicita indicazione delle relative procedure.

Approvato un emendamento tecnico presentato dalla giunta

E’ stato respinto un emendamento presentato da Marco De Ferrari (Mov5Stelle) secondo il quale la presente legge è da considerarsi sospesa fino a che ciascuno dei 235 Comuni liguri dichiarati a rischio idrogeologico  dall’Ispra nel rapporto  datato 2 marzo  2016 “Dissesto  idrogeologico  in Italia” non sarà messo in completa sicurezza.

Il relatore di maggioranza, Andrea Costa (Gruppo Misto-Ncd Area Popolare),  ha sottolineato che le modifiche riguardano le osservazioni di natura squisitamente tecnica fatte dal governo nei confronti del Piano Casa. In particolare è stato esplicitato che le varianti ai piani dei Parchi sono soggette alle procedure ordinarie di approvazione da parte della Regione e all’osservanza delle discipline in materia di valutazione ambientale strategica e di valutazione di incidenza. Costa ha ribattuto che il Piano casa è nato non per rilanciare l’economia, ma per dare  una risposta al territorio, consentendo ai cittadini di eseguire determinati interventi. Contestualmente il Piano fornirà nuove opportunità di lavoro. Costa ha sottolineato che non è stato impugnato nessuno dei punti contestati dall’opposizione, a partire dal carattere non transitorio del provvedimento e ha ribadito che l’opposizione avrebbe strumentalizzato politicamente il Piano Casa.

Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha illustrato nella sua relazione di minoranza alcuni rapporti dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) dichiarando che il provvedimento «determina un ulteriore e gravissimo consumo di suolo», che deve rappresentare, invece, «una risorsa fondamentale per la sopravvivenza del pianeta», e ha definito il piano casa «devastante». Il consigliere ha elencato con precisione l’incremento di costruzioni in Liguria negli ultimi decenni.

Giovanni Lunardon (Pd) nella relazione di minoranza ha dichiarato che il Governo ha sollevato questioni non solo tecniche, «a dimostrazione che nella sua versione originaria il provvedimento era inadeguato e conteneba il rischio di non essere nemmeno legittimo sotto il profilo costituzionale, per quanto riguarda parchi e il paesaggio». Lunardon ha, comunque, confermato il giudizio negativo anche sulla versione attuale, ritenuta, fra l’altro, troppo centralista rispetto al ruolo dei Comuni.

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha ribadito il parere negativo già espresso dal suo gruppo alla legge nella votazione precedente, soprattutto sotto il profilo ambientale e urbanistico.

L’assessore all’urbanistica, Marco Scajola ha sottolineato che il Piano Casa è uno strumento per riqualificare l’esistente, senza consumo di suolo e ha ribadito che i Comuni sono stati coinvolti nel percorso che ha portato all’elaborazione del Piano e una larga parte lo sta applicando. Limitazioni  – ha sottolineato – sono state poste dai Comuni  maggiormente politicizzati, quali – ha detto – Genova e La Spezia. Ha ricordato che nelle passate settimane c’è stato un incontro con il Ministero dei beni culturali per approfondire le questioni legate al Piano. «Ci è stato chiesto di spiegare in maniera più chiara quanto, a nostro parere, sembrava già esplicito e – ha aggiunto – non abbiamo avuto alcuna difficoltà a farlo». L’assessore ha preannunciato la sottoscrizione di un accordo con i competenti ministeri per l’elaborazione del  piano paesistico.

Raffaella Paita (Pd)  ha detto che i problemi della realtà ligure non verranno risolti aumentando il processo di edificazione e ha criticato il carattere permanente del piano. Paita ha spiegato che « la pezza», che è stata messa per cercare di far fronte ai rilievi del governo a suo avviso, non è sufficiente.

Respinte le modifiche allo Statuto.

Il Consiglio regionale ha respinto con 25 voti contrari (maggioranza di centro destra, Pd e Rete a Sinistra) e 6 favorevoli (Mov5Stelle) la proposta di legge presentata da Alice Salvatore, Marco de Ferrari, Francesco Battistini, Andrea Melis, Gabriele Pisani e Fabio Tosi del Movimento 5Stelle che chiedeva di riportare il numero dei componenti dell’Ufficio di presidenza da 3 a 5 membri, attribuendo il secondo vicepresidente e il secondo consigliere segretario ai consiglieri dei gruppi di minoranza, che attualmente non sono rappresentati in Ufficio di presidenza. I due nuovi vicepresidente e segretario – stabiliva il disegno di legge – hanno facoltà di rinunciare ad ogni emolumento ulteriore che derivi da questa carica.

La riduzione da cinque e tre membri era stata decisa nella precedente legislatura, insieme alla riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori, in coerenza con le disposizioni nazionali relative al contenimento dei costi della politica.

Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha illustrato la proposta di legge criticando la decisione assunta nella precedente legislatura «che ha arrecato un vulnus ai diritti di rappresentanza di tutte le minoranze presenti in Consiglio». Il consigliere ha sottolineato che la proposta introduce la facoltà di rinuncia al compenso.

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha definito la decisione assunta nella precedente legislatura di riduzione dell’Ufficio di presidenza coerente rispetto alla relativa riduzione del numero dei consiglieri e ha rilevato che l’aumento dei componenti dell’Ufficio di presidenza determinerebbe un incremento dei costi legati alla necessaria dotazione di personale.

Raffaella Paita (Pd) ha annunciato il voto contrario esprimendo perplessità sulla proposta di legge perché prevede all’interno dell’Ufficio di presidenza componenti retribuiti e altri no e ha specificato che le funzioni di controllo sull’organizzazione dei lavori del Consiglio si volge anche attraverso la Conferenza dei capigruppo e la Commissione Controlli.

Sono intervenuti nel dibattito anche Angelo Vaccarezza (FI), Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini) e Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini), il quale ha espresso parere contrario al provvedimento ribadendo che il controllo può essere esercitato dalle minoranze non rappresentate nell’Ufficio di presidenza attraverso la Commissione Controlli e la Conferenza dei capigruppo.

Marco De Ferrari (Mov5Stelle) è intervenuto ribadendo che il controllo sull’organizzazione dei lavori del Consiglio si svolge attraverso l’Ufficio di presidenza.

Valter Ferrando (Pd) ha ribadito che il Pd, essendo il primo partito della minoranza, ha il diritto di essere rappresentato nell’Ufficio di presidenza.

Fabio Tosi (Mov5Stelle) e intervenuto a favore della proposta di legge.

Giovanni Barbagallo (Pd), in qualità di presidente della Commissione Controlli, ha ricordato che la commissione stessa si è riunita tutte le volte che sono giunte richieste di convocazione da parte dei consiglieri.

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