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“L’economia della Liguria” foto

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LA SPEZIA – Si è svolto, nella Sala del Consiglio Provinciale del Palazzo del Governo, alla presenza delle Autorità civili e militari, delle Istituzioni locali, delle Associazioni datoriali e delle Organizzazioni Sindacali, il convegno organizzato da questa Prefettura, d’intesa con la Sede di Genova della Banca d’Italia, dal titolo “L’economia della Liguria”, occasione per la presentazione della relativa pubblicazione della Banca d’Italia.

Il Prefetto Mauro Lubatti ha introdotto i lavori evidenziando che il documento sull’economia della Liguria è una descrizione della realtà economica regionale ed una analisi approfondita, ineludibile per tutti gli operatori ed i decisori che, nella predetta pubblicazione, troveranno certamente una guida illuminante.

Lo stesso, citando l’art. 41 della Costituzione :“L’iniziativa economica privata è libera”, ha affermato che, di conseguenza, è libero anche il mercato del credito, cioè l’intermediazione finanziaria volta al finanziamento dell’economia. Le imprese si rivolgono alle banche per ottenere i prestiti necessari per avviare o sostenere la loro attività. I privati per affrontare le spese necessarie per la loro vita.

Lo stesso ha proseguito sottolineando che le risorse sono reperite anche attraverso il risparmio, che riceve il suo riconoscimento costituzionale nell’art. 47: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme” ma anche “disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”.

Il Prefetto ha inoltre illustrato le funzioni di vigilanza svolte dalla Banca d’Italia sulle aziende di credito e di governo del settore valutario e monetario, rappresentando che le filiali della Banca d’Italia svolgono sin dal 1907 la funzione di Tesoreria provinciale dello Stato e che, dal 1999, la succursale di Roma svolge anche la funzione di Tesoreria centrale.

Il predetto ha sottolineato il coinvolgimento della Banca d’Italia nelle iniziative che in tutte le province i Prefetti hanno adottato – conformemente alle condizioni socio – economiche ed ambientali di ciascuna realtà territoriale – per attivare misure di prevenzione e repressione dell’usura.

In questo ambito ad elevato rischio sociale l’opera di Bankitalia è stata fondamentale per governare l’accesso al credito agevolato dei soggetti in difficoltà e per attivare la tutela preventiva delle possibili vittime dell’usura.

Il dott. Lubatti ha poi chiuso il cerchio dei richiami costituzionali citando l’art. 2: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.

L’intervento del dott. Mario Venturi, Direttore della Sede di Genova della Banca d’Italia, dal titolo “L’economia italiana”, ha evidenziato che, nel 2015, l’economia italiana ha riportato il primo anno di crescita dall’inizio della crisi del debito sovrano, grazie al contributo della domanda interna, consumi e investimenti mentre la contrazione dei prestiti alle imprese si è quasi arrestata. Il miglioramento ha riguardato anche il Mezzogiorno: ciò nonostante, il divario di quest’area rispetto al resto del Paese ha continuato ad allargarsi. L’occupazione ha seguito una dinamica migliore del previsto, crescendo in una varietà di settori, aree e categorie di lavoratori. Lo stesso ha evidenziato, d’altro canto, che i livelli dell’attività economica e degli investimenti rimangono ancora molto distanti da quelli precedenti la crisi; ugualmente, la disoccupazione, seppure in calo, resta alta, specie per la popolazione più giovane.

Il dott. Enrico Beretta, economista della stessa sede di Genova, ha illustrato la tematica: “I bilanci delle famiglie italiane: uno sguardo di lungo periodo”, facendo presente che la fase recessiva prolungata ha avuto riflessi anche sulla ricchezza detenuta dalle famiglie, che si mantiene comunque elevata nel confronto internazionale e in rapporto al PIL. L’analisi dei bilanci delle famiglie segnala inoltre che le condizioni dei più giovani appaiono maggiormente legate rispetto al passato a quelle della famiglia di origine, con il profilarsi di disuguaglianze indipendenti dalle capacità individuali.

L’intervento del dott. Alessandro Fabbrini, anch’egli economista della sede di Genova della Banca d’Italia, sul tema: “L’economia della Liguria”, ha evidenziato che anche l’economia ligure ha segnato una moderata ripresa, grazie alla domanda interna ed ai settori dell’industria, del commercio e del turismo. Il comparto edilizio ha registrato residue difficoltà, che potrebbero annullarsi nel 2016. Gli investimenti delle imprese industriali sono rimasti modesti; per vi hanno influito gli ampi margini di capacità produttiva inutilizzata e l’incertezza del quadro macroeconomico. Il mercato regionale del lavoro ha beneficiato del tono congiunturale più favorevole, con una crescita dell’occupazione indipendente e un maggiore ricorso, in quella dipendente, a forme contrattuali a tempo indeterminato. La diminuzione dei prestiti bancari si è progressivamente attenuata, accompagnandosi a segnali di stabilizzazione nella qualità del credito.

Il dott. Stefano Senese, Segretario Generale della Camera di Commercio Riviere di Liguria – Imperia La Spezia Savona ha svolto un intervento su: L’economia locale tra presente e prospettive”.

Il medesimo ha rappresentato che il perdurare della crisi economica ha determinato una diminuzione delle imprese attive (17.146 ad aprile 2016 ) rispetto al 2014 (17.427) e al 2015 (17.279).

Fiore all’occhiello per la provincia della Spezia sono il settore dei Servizi e quello del Turismo. I primi dati del 2016 confermano un incremento del turismo ligure ed in particolare di quello spezzino. Nel primo trimestre di quest’anno gli arrivi alla Spezia sono cresciuti del 32%, rispetto allo stesso periodo del 2015 e le presenze del 43,0%. Le presenze degli italiani sono aumentate del 38,4%, quelle degli stranieri del 50,3%.

Anche il porto rappresenta un’eccellenza e continua a registrare un trend in crescita. In particolare, nel 2015 l’export è aumentato del 9,2% rispetto al 2014. Il 44% del valore delle merci esportate è attribuibile al settore difesa e a quello navale.

Il dott. Senese ha poi evidenziato che la sfida per l’economia locale riguarda l’incremento della digitalizzazione dei servizi. Secondo la Digital Economy society index 2015, l’Italia è al 25° posto della classifica dei Paese Europei.

Nei prossimi anni la domanda di competenze digitali continuerà ad aumentare e questo rappresenta il vero obiettivo per la

modernizzazione del Paese e la sua capacità di essere competitivo. Il divario tra la domanda e l’offerta potrà essere superato solo attraverso una formazione orientata alle competenze digitali sia nel settore pubblico che nel settore privato.

Il predetto ha infine sottolineato che il ruolo del Sistema camerale è la promozione del processo di digitalizzazione e il sostegno delle imprese verso questo fondamentale obiettivo di cambiamento in tempi brevi.

La dott.ssa Francesca Cozzani, Presidente di Confindustria La Spezia, ha svolto il suo intervento sul tema: “Situazione economica delle attività produttive della provincia”. La stessa ha evidenziato la dinamica delle imprese spezzine, in cui si registra un lieve decremento nel 2015 delle imprese operanti nel comparto industriale:1.557 (-0,7%) a fronte di 1.569 nel 2014 e un conseguente calo degli occupati. Nel 2015, l’incidenza delle imprese industriali della nostra provincia sul totale regionale si attesta al 14,5%, dato leggermente migliore rispetto alla sola Imperia. Settori trainanti quelli della meccanica, anche in ambito militare con la presenza, sul territorio di imprese di Leonardo Defence System e quello delle costruzioni navali con il sito produttivo di Fincantieri. La stessa ha comunicato che, a maggio 2016, Confindustria La Spezia ha dato l’avvio ad un importante progetto sullo sviluppo dell’indotto.

Significativa, nel 2015, la diminuzione del -47,8% delle ore della Cassa Integrazione Guadagni:(ore 1.181.276) rispetto al 2014 (ore 2.262.625).

Infine l’avv. Matteo Melley, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia, ha illustrato il “Sistema finanziario locale nel contesto nazionale”. Lo stesso ha sottolineato che la Liguria è una regione che detiene una ricchezza di circa 480 miliardi di euro, di cui 345 relativi ad attività immobiliari, produttive di una ricchezza che non circola, determinando così uno squilibrio economico tra la popolazione, che desta preoccupazione, tenuto conto che il 26% della popolazione è costituito da famiglie povere. In proposito ha sottolineato l’opportunità di promuovere sul territorio iniziative per lo sviluppo di una maggiore cultura finanziaria.

L’avv. Melley ha poi sottolineato che occorrerebbe immettere ricchezza sul mercato, non solo attraverso i finanziamenti bancari, ma anche con altre forme creditizie, come i “minibond”, introdotti nel 2012 dal Governo Monti con il Decreto Legge 6.12.2011, che potrebbero essere di estrema utilità per le piccole e piccolissime imprese, che costituiscono la gran parte delle imprese italiane. Lo stesso ha accennato infine al tema del “credito deteriorato” e alle conseguenti “sofferenze” di tanti istituti bancari”, concludendo che solo la buona qualità del credito garantisce alle banche la possibilità di erogare credito alle imprese e alle famiglie.

Le domande dei presenti e le risposte dei relatori ai quesiti posti hanno concluso l’evento, molto apprezzato per gli approfondimenti forniti su tematiche che suscitano molto interesse per le implicazioni sull’economia del Paese.

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