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Sindacati trasporti: “Strumentale il blocco del porto della Spezia di Trasporto Unito”

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“I lavoratori non paghino la serrata”. 

LA SPEZIA – abio Quaretti, segretario Filt Cgil,  Marco Moretti, segretario Fit Cisl e Marco Furletti, segretario Uiltrasporti, intervengono a commento della dichiarazione di Trasporto Unito di effettuare il blocco del porto lunedì 4 luglio per protestare contro il problema delle soste:

“Come Sindacati abbiamo sempre dichiarato che avremmo sostenuto quella rivendicazione solo se ci fosse stata la garanzia che ai dipendenti delle aziende di autotrasporto venissero regolarmente pagate le ore di lavoro trascorse in porto. Invece, non si riesce a trovare un terreno di confronto con le associazioni datoriali che, alla richiesta di far applicare i contratti di lavoro, fanno orecchie da mercante.”

Continuano i sindacalisti: “Anche in questo caso, pur di non discutere del merito, Trasporto Unito ha preferito cavalcare il malcontento e chiamare ad un blocco del quale non ci sono state spiegate le reali motivazioni.La normativa che impone la pesatura certificata di tutti i container, a partire da oggi, è una direttiva internazionale volta a contrastare i traffici illeciti e si deve applicare. In fase di avvio è prevedibile che ci sia qualche disagio e ci vorrà qualche giorno prima di andare a regime. Viene, semmai, da chiedersi come mai tutte le aziende non si siano ancora dotate dei sistemi di certificazione delle pesature. Si potrebbe anche pensare che il vero oggetto della protesta è il fatto che le pesature, in assenza di autocertificazione o in caso di difformità, sono a pagamento.”

Concludono i tre segretari: “Il Sindacato, che tutela i lavoratori dipendenti, non sostiene certo rivendicazioni e agitazioni come queste, vere e proprie serrate che si vogliono fare pagare ai lavoratori dipendenti delle aziende che aderiscono. Invitiamo i dipendenti delle aziende che aderiranno al blocco a richiedere che le giornate di fermo siano a totale carico dei datori di lavoro, che non siano utilizzate le ferie e che i lavoratori presenti sul posto di lavoro siano pagati regolarmente. Alle autorità chiediamo invece di intensificare i controlli: con l’aumentare dei tempi di attesa, aumentano anche le richieste da parte dei datori di lavoro di manomettere i cronotachigrafi che misurano i tempi di riposo degli autisti, con tutti i rischi in termini di sicurezza.”

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