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Spettacolo teatrale “Prometeo” di Eschilo al Castello San Giorgio

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LA SPEZIA – Sabato 9 luglio alle ore 21, nello splendido terrazzo superiore di castello San Giorgio a Spezia,  con ingresso libero, nell’ambito della rassegna Notti al castello e dintorni curata dalle Biblioteche civiche e dal Museo del castello di San Giorgio, la Compagnia Teatro Iniziatico diretta da Angelo Tonelli con sede nell’Associazione Culturale Arthena, presenta Eschilo: Prometeo, con la regia di Angelo Tonelli e Susanna Salvi. Libero adattamento da Eschilo, Prometeo nella traduzione di Angelo Tonelli. Genere drammatico. Con Galliana Barabini, Luca Bossi, Jo Errico, Sara Montefiori,  Elisabetta Morellini, Susanna Salvi, Angelo Tonelli, Mauro Vaccà

Scenografia: Giuliano Diofili; Coreografie: Annalisa Maggiani; Musiche e canto dai testi greci: Paola Polito; arrangiamento: Beppe de Ruggiero. Costumi: Maria S. Couture; Maschere: Antonietta Grassi eWomen at work; Editing audio e registrazione: La Loggia Studios.

Il Teatro Iniziatico  è oggetto di tesi presso l’Università di Bologna, e ne hanno parlato, oltre che Il Secolo XIX e La Nazione, la Repubblica, L’Espresso, RAI I, Il manifesto, Panorama, eccetera.

Trama:

Dopo la rivolta di Zeus contro il padre Kronos, e la guerra che ne segue, Zeus si insedia al potere e annienta i suoi oppositori. Prometeo, per aver donato il fuoco agli uomini, subisce la sua collera e viene incatenato a una roccia ai confini della Terra nella regione della Scizia, fra aspri monti e lande desolate. Efesto, il Potere (Κράτος) e la Forza (o Violenza, Βία) lo incatenano a una rupe, e  viene raggiunto da vari personaggi, che tentano di portargli conforto e consiglio: le Oceanine, Oceano e la vacca Iò. Durante il suo dialogo con Iò, Prometeo le predice il tormentoso futuro che ha dinanzi a sé e prevede che uno dei suoi discendenti (il riferimento è ovviamente al semidioEracle) riuscirà a liberarlo dalla punizione divina. Prometeo ha però una via di fuga dall’angosciosa situazione in cui si trova, perché egli conosce un segreto che potrebbe causare la disfatta del potere olimpico retto da Zeus. La minaccia consiste nel frutto della relazione fra Zeus e Teti, che potrebbe generare un figlio in grado di sbaragliare il padre degli dei. Zeus invia il dio Hermes per estorcere il segreto a Prometeo, ma egli non cede e per questo viene scagliato, insieme alla rupe a cui è incatenato, in un burrone senza fondo.

Nota di regia:

Nella nostra interpretazione Prometeo, che ha insieme natura divina e umana (e per questo nella messa in scena ha due voci, una naturale e una amplificata), alla luce del seguito perduto della trilogia, ilPrometeo liberato, in cui si celebra la riconciliazione con Zeus, costituisce uno dei poli della dialettica tra tecnica e Natura: grazie alla sua ribellione e a prezzo della sua sofferenza induce Zeus, garante dell’ordine naturale, a accettare che gli umani ricevano i doni della tecnica, in primis il fuoco, ma a patto che in virtù di questi doni non alterino l’equilibrio della Natura. Di ciò si fa simbolicamente garante, come archetipo vivente in  questi tempi in cui la tecnica, se non sorvegliata, va ben al di là dei limiti dell’equilibrio e delle leggi non scritte della natura e dell’etica.

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