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Consiglio Regionale di martedì 5 luglio

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Minuto di silenzio per le vittime di Bagdad e Dacca

Questa mattina il presidente del Consiglio regionale Francesco Bruzzone ha chiesto all’Assemblea di osservare un minuto di raccoglimento per ricordare le persone morte nei due attentati avvenuti nei giorni scorsi in Bangladesh e in Iraq. «Ci ritroviamo, ancora una volta – ha esordito il presidente – ad aprire i nostri lavori prendendo dolorosamente atto dell’ennesima strage, anzi delle ennesime stragi. Sono giorni pesanti, segnati dalla morte di tanti, connazionali e non. Giorni segnati dalla violenza cieca e da una scia di sangue che ha coinvolto anche nove italiani, falciati a Dacca, e centinaia di civili iracheni nell’attentato di Bagdad». Bruzzone ha condannato questi due nuovi tragici episodi: «Il nostro essere uomini si ribella a questa malvagità e che ci impone, ogni volta, di rinnovare con sempre maggiore impeto il nostro “no” e non può esserci assuefazione al ripetersi di tanta barbarie. Stringiamo in un abbraccio solidale i parenti di tutte le vittime – ha concluso – pur nella consapevolezza che non sarà l’ultima volta e, tuttavia, nella certezza che è solo questo gesto che fa da baluardo alla nostra umanità».

Trasferimento provvisorio del ser.t.  presso l’ospedale Celesia

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) è intervenuto sul trasferimento provvisorio del ser.t. genovese di via Sampierdarena a Genova all’ospedale Celesia. «Il ser.t – ha detto – fornirà servizi a circa 1800 persone durante la settimana, all’interno di una struttura sanitaria di modeste dimensioni in cui, attraverso un unico ingresso, affluiscono molti altri pazienti aumentando così l’incontro con soggetti che, presumibilmente con la presenza del ser.t, sono destinati ad aumentare con prevedibili disagi per tutto il quartiere». Pastorino ha chiesto quanto durerà l’insediamento provvisorio e di dotare il territorio interessato di misure di sicurezza, anche suddividendo gli utenti del ser.t. in più strutture.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale. L’assessore ha ribadito che si tratta di una soluzione temporanea, determinata da cause di forza maggiore, e che deve essere il più possibile limitata nel tempo. Per questa ragione – ha sottolineato – sono già stati assunti impegni con sindacati e prefettura per addivenire il più presto possibile ad una soluzione  definitiva e ha sottolineato che il  ser.t è dotato di servizi di sorveglianza e di una guardia giurata.

Allagamento ferrovia nei pressi della galleria Biassa.

Francesco Battistini (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Andrea Melis, Alice Salvatore, Marco De Ferrari, Gabriele Pisani e Fabio Tosi, in cui ha chiesto alla giunta di scongiurare che si verifichi di nuovo l’allagamento della galleria della Biassa, sulla linea ferroviaria fra Spezia e Riomaggiore, avvenuto il 3 giugno scorso. Il consigliere ha ricordato che tra il 2013 ed il 2014 è stato effettuato, da parte delle Ferrovie dello Stato, un corposo intervento di ripristino e messa in sicurezza del doppio tunnel, proprio perché era esposto a infiltrazioni d’acqua e ha spiegato che gli ultimi problemi si sono verificati nella galleria dove transitano i treni diretti a sud, in cui i lavori non sono ancora stati eseguiti.

L’assessore ai trasporti Gianni Berrino ha premesso che in quella giornata i disagi sono stati provocati  da problemi verificatesi non nella galleria  in direzione Genova, che è già oggetto di interventi, ma in quella che si trova in direzione La Spezia .Quest’ultima – ha detto – necessita tuttora di opere di risistemazione e di mitigazione idraulica. Berrino ha quindi puntualizzato che, secondo quanto comunicato da RFI, è in corso la progettazione della ristrutturazione della  galleria e nel frattempo sono stati programmati ulteriori interventi di supporto nel corso del 2016.

Intervento nucleo sommozzatori alluvione del 14 giugno 2016 a La Spezia.

Francesco Battistini (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Andrea Melis, Alice Salvatore, Marco De Ferrari, Gabriele Pisani e Fabio Tosi, in cui ha chiesto alla giunta perché durante l’evento alluvionale del 14 giugno scorso nei Comuni di Arcola, Vezzano Ligure e Sarzana non è stato richiesto l’intervento del nucleo sommozzatori della Spezia, ma di quello genovese e ha chiesto garanzie affinché il nucleo spezzino sia messo nelle condizioni per poter intervenire con tempestività. Battistini ha ricordato l’ordine del giorno, approvato nella seduta del Consiglio regionale del 24 novembre 2015, che impegnava  la giunta regionale a mantenere attivo ed operativo il polo sommozzatori dell’estremo levante ligure.

L’assessore all’ambiente, Giacomo Giampedrone ha ricordato che il suo assessorato non ha competenza diretta sul corpo dei vigili del fuoco, che dipende dal Ministero dell’interno. Le emergenze, come quella oggetto dell’interrogazione, vengono coordinate dalla Protezione civile regionale – ha ribadito l’assessore – ma sono il ministero e le direzioni territoriali dei vigili del fuoco a decidere quali reparti d’emergenza far intervenire. L’assessore ha quindi ricordato la convenzione siglata con i vigili del fuoco, che ha richiesto l’assenso del ministero e che consente, tra l’altro,  di tenere aperta 24 ore su 24 la sala operativa in caso di emergenza. Su questo aspetto Giampedrone si è dichiarato disponibile a relazionare alla competente Commissione.  Per quanto riguarda l’impegno a favore della permanenza alla Spezia del nucleo sommozzatori, l’assessore ha ricordato che di questo aspetto se ne sta facendo carico direttamente il presidente della giunta Giovanni Toti.

Più controlli su Iplom e altri stabilimenti a rischio

Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Andrea Melis, Francesco Battistini, Marco De Ferrari, Gabriele Pisani e Fabio Tosi, in cui, dopo avere ricordato il recente incidente ambientale accaduti a Fegino, ha chiesto il monitoraggio sulle emissioni inquinanti del deposito Iplom, di verificare se viene rispettata la cosiddetta “normativa Seveso” sul deposito Iplom e sull’area del Comune di Genova, in cui si trovano diverse industrie a rischio, affinché i gestori degli stabilimenti di soglia di pericolosità superiore e inferiore che si trovino vicini, predispongano uno studio di sicurezza integrato dell’area secondo quanto previsto dal decreto legge 105 del 2015. Salvatore ha spiegato che la normativa prevede che il Comitato Tecnico Regionale, in accordo con la Regione definisca il cosiddetto “effetto dòmino” tra gli stabilimenti o i gruppi di stabilimenti di soglia inferiore e di soglia superiore, per i quali la probabilità o la possibilità o le conseguenze di un incidente rilevante possono essere maggiori a causa della loro vicinanza e delle sostanze pericolose che vengono stoccate o trattate.

Per la giunta ha risposto l’assessore all’ambiente e alla protezione civile Giacomo Giampedrone: «Per la raffineria la verifica delle prescrizioni contenute nel provvedimento autorizzativo e di quanto contenuto nel piano di monitoraggio sono soggette al controllo annuale di ISPRA che si avvale di Arpal». L’assessore ha aggiunto che per la raffineria di Busalla e il deposito di Fegino la competenza di controlli e ispezioni è del Ministero dell’interno, attraverso i Comitati Tecnici Regionali e che nel programma 2016 il Comitato ha ricompreso ispezioni sullo stabilimento IPLOM di Busalla. Giampedrone ha spiegato che l’incidente avvenuto a Fegino, «pur interessando un’azienda soggetta alla direttiva Seveso III, non rientra tra le competenze gestionali e di controllo del Comitato tecnico regionale». Per quanto riguarda l’effetto domino – ha concluso l’assessore – il Comitato non ha ancora assunto alcuna iniziativa a causa dei tempi concessi dalla normativa per la notifica delle Aziende (scadenza 31 maggio 2016). Giampedrone ha assicurato, però, che una valutazione degli eventuali effetti domino saranno richiesti dal Comitato nelle istruttorie per la valutazione dei rapporti di sicurezza.

Ripascimento a San Michele di Pagana

Fabio Tosi (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Andrea Melis, Francesco Battistini, Marco De Ferrari, Gabriele Pisani e  Alice Salvatore, in  cui ha chiesto se il recente  ripascimento  di un tratto di costa della Baia di San Michele  sia stato autorizzato anche attraverso la  Valutazione di Incidenza e dell’obbligatoria valutazione fisico – chimica del sedimento utilizzato, ai sensi della normativa vigente. Tosi ha sottolineato che nel Golfo di Rapallo è presente un SIC denominato Fondali del Golfo di Rapallo, che è distinto da più subsiti corrispondenti a frammenti di una prateria di posidonia oceanica, un tempo più vasta e impiantata su roccia o su “matte” di notevole spessore, e ha citato una serie di delibere, regolamenti e leggi regionali che stabiliscono regole severe da rispettare durante i ripascimenti delle spiagge per non danneggiare la flora e la fauna esistente sui fondali.

Per la giunta ha risposto l’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone il quale ha evidenziato che il ripascimento stagionale è stato autorizzato dal Comune di Rapallo. Arpal ha effettuato un controllo  – ha aggiunto – e non sono state rilevate difformità rispetto al progetto o evidenti ripercussioni ambientali negative. Per quanto riguarda le praterie di  Posidonia, l’assessore ha ricordato che dal 2009 queste sono costantemente monitorate dalla Regione in tutto l’arco ligure, attraverso Arpal. I risultati  – ha detto – indicano che nessuna delle praterie liguri ad oggi hanno mostrato segni di degrado imputabili ad attività di ripascimento stagionale o strutturale. La prateria di San Michele di Pagana – ha concluso – è controllata presso una specifica stazione di monitoraggio

Intervenire sull’impianto della Volpara di Genova

Matteo Rosso (FdI-An) ha chiesto alla giunta se ci siano degli interventi in atto o previsti da parte di Arpal per verificare la situazione nella discarica della Volpara e, in caso contrario, di intervenire per limitare l’impatto dell’impianto sui cittadini residenti. Rosso ha ricordato in aula le segnalazioni dei cittadini della Valbisagno, relative ai miasmi provocati dalla discarica dove viene convogliata la spazzatura di Genova che comprende, oltre le dodici “fosse” per il compattamento della spazzatura, il fangodotto e un deposito di eternit. «Diversi residenti – ha dichiarato – sono dovuti ricorrere a cure mediche in seguito ai malori provocati dall’aria malsana che ogni giorno respirano e, da quando la discarica di Scarpino è stata schiusa, i rifiuti vengono portati dai mezzi Amiu alla Volpara per venire compattati, poi caricati sui camion per il Piemonte. Questo accade giorno e notte e il fetore è insopportabile, senza tralasciare le polveri sottili dei Tir che restano con i motori accesi durante le operazioni di scarico». Rosso ha rilevato che il Puc (Piano urbanistico comunale) prevedeva la rimozione dell’impianto sedici anni fa,

Per la giunta ha risposto l’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone il quale ha spiegato che la situazione ambientale del sito è stata verificata in diverse circostanze da Arpal che ha evidenziato «problematiche legate alla produzione di emissioni polveri a causa della mancata compatibilità fra i mezzi utilizzati e le aree di scarico dei rifiuti e per la mancata nebulizzazione degli stessi rifiuti». Giampedrone ha sottolineato che il Piano regionale approvato nel marzo 2015 individua il fabbisogno di impianti per i bacini della Liguria e demanda all’Area Metropolitana la pianificazione di dettaglio della localizzazione delle strutture per la gestione dei rifiuti. Giampedrone ha spiegato che un superamento del sito di Volpara è previsto nelle linee di indirizzo dettate dal Comune di Genova ad Amiu e ha assicurato l’impegno della Regione perché il superamento del sito avvenga in tempi rapidi e solleciterà la Città metropolitana affinché siano risolti gli attuali problemi sollevati dagli abitanti.

Raccolta dei rifiuti a Rapallo

Alessandro Puggioni (Lega Nord Liguria-Salvini) ha illustrato un’interrogazione relativa alla  raccolta della spazzatura a Rapallo, sottolineando che recentemente nelle vie della città si sono formati cumuli di rifiuti e ha ricordato che a fine novembre scadrà la proroga per la ditta Aimeri che si occupa dello smaltimento degli scarti. Puggioni ha quindi chiesto alla giunta di attivarsi per risolvere l’emergenza rifiuti che ha colpito la città di Rapallo e «le eventuali misure alternative all’individuazione, da parte della Città Metropolitana di Genova, del Gestore Unico per la raccolta dei rifiuti, a partire dall’1 gennaio 2021».

Per la giunta ha risposto l’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone il quale ha ricordato che, secondo quanto appreso dalla Città Metropolitana e sulle base delle direttive di questo organismo, l’affidamento del servizio  deve essere disposto su base di bacino, congiuntamente ai Comuni limitrofi  che abbiano il contratto in scadenza, e ha aggiunto che la concessione di deroghe, rispetto agli indirizzi definiti dalla Città Metropolitana, spetta alla stessa Città Metropolitana e non può essere decisa dalla Regione.

Inquinamento ambientale causato dalle riparazioni navali nel porto di Genova

Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) con un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo Marco De Ferrari, Fabio Tosi, Gabriele Pisani, Andrea Melis e Francesco Battistini, ha chiesto alla giunta quale tipo di provvedimenti intenda assumere e in quali tempi «per contrastare il gravissimo fenomeno di inquinamento ambientale causato dalle riparazioni navali, altamente nocive per l’uomo e causa di gravi malattie». Salvatore, inoltre, ha chiesto se la giunta ritenga necessario attivarsi al più presto per de localizzare le attività inerenti le riparazioni navali. Il consigliere ha citato i risultati di un’indagine condotta da un ingegnere ambientale, consulente scientifico sull’inquinamento industriale, su incarico dal “Comitato Porto aperto” che rileverebbe la presenza di numerose sostanze tossiche nel sito portuale: composti del cromo, del nichel, del rame, del piombo, cadmio e zinco.

Per la giunta ha risposto l’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone il quale ha spiegato che Regione e Autorità portuale stanno portando avanti un primo progetto per l’elettrificazione delle banchine, che consentirà alle navi di connettersi alla rete di terra riducendo le emissioni durante l’ormeggio. L’assessore ha spiegato che il tasso di inquinamento riferito dal Comitato è stimato sulla base di dati che non sono regolamentati dalla normativa, tuttavia Giampedrone ha dichiarato che la Regione potrà attivarsi, con Città Metropolitana ed Arpal, per approfondire le informazioni di qualità dell’aria gestite dalle amministrazioni pubbliche. Per quanto riguarda la delocalizzazione, l’assessore ha risposto che si tratta di un’ipotesi che richiede il concorso di diverse istituzioni e delle società interessate.

Tempi certi per la fine dei cantieri alla stazione di Rapallo

Alessandro Puggioni (Lega Nord Liguria-Salvini) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto lo stato e i tempi in cui saranno conclusi i lavori di recupero ed adeguamento della stazione ferroviaria di Rapallo. Puggioni ha ricordato le proteste dei pendolari a causa della scarsa manutenzione della struttura. «Nonostante la promessa di RFI e Centostazioni, di concludere i lavori entro l’estate 2013, il rifacimento delle pensiline e la predisposizione di un ascensore per persone diversamente abili al binario 3 devono essere ancora ultimati».

Per la giunta ha risposto l’assessore ai trasporti Gianni Berrino il quale ha condiviso le critiche del consigliere e ha definito «incomprensibile il ritardo». Berrino ha ricordato in aula i ripetuti solleciti rivolti sia Rfi che a Centostazioni per ottenere un’accelerazione dei tempi di chiusura del cantiere rilevando le conseguenze negative dei disagi anche sotto il profilo turistico.

Aggiornare le soglie Isee

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha chiesto alla giunta di adeguare in tempi definiti le soglie Isee ai massimali nazionali previsti. Il consigliere ha ricordato che, attraverso il decreto ministeriale 486 del 14 luglio 2015, il Governo aggiornava la soglia reddituale Isee e patrimoniale Ispe, per l’erogazione di borse di studio universitarie, innalzandole a 23.000 euro di Isee e 50.000 euro di Ispe. «Tuttavia fino ad oggi – ha aggiunto – soltanto Emilia Romagna, Piemonte, Lazio e Abruzzo hanno emanato una delibera regionale che porta a coincidere le soglie di accesso al massimale nazionale, permettendo a molti studenti di rientrare nuovamente nella platea degli idonei, dopo essere stati esclusi dall’introduzione del nuovo Isee. Marche, Lombardia, Puglia, Campania e Friuli stanno per emanare delibere per l’innalzamento delle soglie e Toscana e Veneto hanno portato l’Isee a 23.000 euro tenendo leggermente più basso l’Ispe».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla formazione Ilaria Cavo la quale ha spiegato che la giunta ha già provveduto, attraverso un’ordinanza di Arsel Liguria, ad aggiornare le soglie, che permetteranno per l’anno accademico 2016-17 a 500 studenti in più di accedere alle borse di studio. E’ previsto, in particolare, l’innalzamento delle soglie Isee e Ispe (indicatori patrimoniali) per poter richiedere la borsa di studio: per l’Isee il limite è stato fissato in 20.000 euro (+20,76 % rispetto a quello fissato per l’anno accademico 2015/2016) mentre il limite dell’Ispe è stato efinito in 50.000 euro, cioè è stato applicato il tetto massimo previsto.

Centro iperbarico per il Tigullio

Fabio Tosi (Movimento 5 Stelle), con un’interrogazione sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo Gabriele Pisani, Alice Salvatore, Marco De Ferrari, Francesco Battistini e Andrea Melis, ha chiesto alla giunta se intende creare un centro iperbarico per il Golfo del Tigullio, che renda più tempestivo ed efficiente il soccorso

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale la quale ha spiegato che le camere iperbariche non sono previste per i Dea di I livello: la terapia iperbarica richiede, infatti, una procedura complessa e le relative strutture devono essere allestite in Dea di secondo livello. L’assessore ha concluso rilevando comunque l’opportunità di migliorare il sistema di intervento sulle emergenze.

Gara per la vendita del patrimonio immobiliare del Galliera

Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle), con un’interrogazione sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo Alice Salvatore, Fabio Tosi, Gabriele Pisani, Andrea Melis e Francesco Battistini ha chiesto di conoscere l’esito della gara, deliberata il 18 maggio scorso dall’Ente Ospedaliero Ospedali Galliera, per l’alienazione del patrimonio non strumentale all’Ente da cui si stima di ricavare un totale di 4.450.000 euro. Salvatore ha quindi chiesto quante offerte siano state presentate, quali lotti siano stati aggiudicati e a quanto ammonti il ricavato totale.

L’assessore alla sanità Sonia Viale  ha ricordato che nel novembre 2015 l’Ente ospedaliero ha disposto l’alienazione del patrimonio immobiliare non strumentale finalizzandone tutti i proventi alla realizzazione del nuovo ospedale. L’avviso di pubblico incanto, per la  procedura di evidenza pubblica, prevedeva la presentazione delle offerte entro il 27 giugno e l’apertura delle buste il 30 giugno. Ma la gara è andata deserta. L’assessore ha puntualizzato che l’Ente procederà ora con la trattativa privata e con la valutazione  delle relative offerte.

Riorganizzazione dei ser.t della asl3

Sergio Rossetti (Pd) ha presentato un’interrogazione  denunciando le carenze strutturali dei ser.t dei distretti genovesi 10 e 11 e ha chiesto alla giunta di trovare sedi idonee e quali sono gli obiettivi e i tempi di realizzazione della riorganizzazione complessiva dei ser.t della Asl 3 Genovese. Rossetti ha rilevato che nel maggio scorso  le organizzazioni sindacali hanno denunciato gravi problemi per sicurezza del personale, chiedendo nuove assunzioni e progetti di prevenzione e che Asl 3 si era impegnata a reperire nuove sedi Ser.T. sui distretti 9 e 10. «Il dipartimento aziendale competente – ha spiegato – è stato incaricato di produrre un “piano di riorganizzazione” entro fine giugno 2016, nel quale dovranno essere evidenziate le risorse, gli organici necessari all’attività corrente e all’estensione di progetti di prevenzione e l’assetto operativo dei Ser.T. , ma non esistono ancora ufficiali soluzioni di superamento delle difficoltà “provvisorie” del ser.t dei distretti 10 e 11, il ser.t della Valbisagno non ha ancora sede mentre il ser.t di Piazza Dante non è ancora stato messo in sicurezza».

L’assessore alla sanità, Sonia Viale ha ribadito la provvisorietà della sede del Sert a Celesia. Ha quindi ricordato nel dettaglio  quanto ha fatto l’assessorato per far fronte alla sopraggiunta inidoneità dell’immobile denominato “ex palazzina Bertorello”. Secondo quanto detto dall’assessore, si è ora in attesa di risposte da parte del Comune di Genova e della Città Metropolitana per le parti di loro competenza. Viale ha poi fornito una tabella relativa  a quanto è previsto, in merito ai ser.t,  nei differenti distretti  dell’area genovese.

Circolazione e sosta dei veicoli al servizio di persone invalide

Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini) ha illustrato un’interrogazione con la quale ha ricordato che l’articolo 188 del Codice della Strada disciplina la circolazione e la sosta dei veicoli al servizio di persone invalide che dal 2012 è entrato in vigore in Italia il nuovo contrassegno di parcheggio per disabili “europeo”. I possessori del contrassegno, secondo quanto evidenziato dal consigliere hanno il diritto di sostare nelle aree di parcheggio a tempo determinato, senza limitazioni di orario ed esposizione del disco orario, ove previsto. Ma si è appreso che alla Spezia «si è verificato un caso di sanzione amministrativa emessa nei confronti di un veicolo al servizio di persona invalida e munito di apposito contrassegno perché il regolamento del parcheggio in questione prevede la sosta solo per un’ora mediante esposizione del disco orario». De Paoli ha quindi chiesto alla giunta se il comportamento dell’amministrazione comunale non contrasti con le “Norme per la prevenzione, riabilitazione ed integrazione sociale dei portatori di handicap” e di intervenire sui tempi di sosta permettendo, in questo modo, lo svolgimento di eventuali visite, da parte di pazienti, presso l’adiacente ospedale civile.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale la quale ha spiegato che la sosta del veicolo al seguito di una persona disabile, munita di contrassegno, non è soggetta a limiti di tempo e che è, inoltre, gratuita se il veicolo è posteggiato in un parcheggio diverso, qualora quello delimitato dalle strisce gialle fosse stato già occupato. Viale ha spiegato che, secondo le ultime disposizioni, è compito del Comune stabilire, anche nelle aree destinate a parcheggio a pagamento gestite in concessione, un numero di posti destinati alla sosta gratuita dei disabili, muniti di contrassegno, superiore al limite minimo previsto dalla normativa vigente. I Comuni, infine, hanno la facoltà, e non l’obbligo, di prevedere la gratuità della sosta per i disabili nei parcheggi a pagamento, qualora risultino già occupati o indisponibili gli stalli a loro riservati.

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