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Confindustria appoggia l’operato della propria azienda associata Intermarine

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LA SPEZIA – «La nostra associata Intermarine, già pesantemente penalizzata nel passato in conseguenza delle ripetute esondazioni del fiume Magra si trova oggi ad affrontare nuovamente problemi connessi alla navigabilità del fiume stesso.

Appare evidente come i danni economici e sociali conseguenti all’impossibilità di portare a termine la commessa entro fine luglio da parte dell’azienda associata a seguito degli impedimenti di tipo ambientale risulterebbero assai rilevanti : un ulteriore ritardo nella consegna dell’imbarcazione da parte di Intermarine che fa seguito ai numerosi impedimenti accaduti nel passato potrebbe compromettere definitivamente l’immagine dell’impresa nei confronti della propria clientela che facilmente potrebbe giudicare il cantiere inaffidabile a seguito della evidente rischiosità del sito. Non solo: occorre tenere presente che la ripetitività e l’eterogeneità dei fenomeni conseguenti alle esondazioni del fiume hanno comportato e comportano un aumento dei costi operativi anche in termini di premi assicurativi a fronte di rischi praticamente certi e ciò indebolisce il livello di competitività dell’azienda nei confronti dei competitors sul mercato.

Da tutto ciò deriverebbe non solo una perdita economica ma soprattutto una perdita sociale di ricaduta in termini di occupazione permanente sul territorio.

Ci rendiamo ovviamente conto che il fastidio causato dalla torbidità dell’acqua conseguente al dragaggio, comunque monitorato costantemente dall’Arpal e dall’azienda stessa in modo da verificare che rimanga sempre entro i limiti ammissibili, può generare un impatto psicologico negativo sulla componente turistica, ma appare altresì evidente che tale fastidio non provoca alcun danno permanente avendo carattere di assoluta temporaneità, mentre i danni di immagine e di occupazione da parte della Società sarebbero elevati e prolungati nel tempo.

Per i motivi sopra elencati Confindustria La Spezia ha sostenuto attivamente in quest’ultimo periodo l’azienda associata, di rilevanza strategica per il territorio, adoperandosi nelle sedi opportune per rimuovere gli ostacoli che avrebbero generato i suddetti ritardi come la rimozione del materiale del vecchio ponte della Colombiera, l’apertura del nuovo ponte per il passaggio dell’imbarcazione ed il ripristino della navigabilità del fiume. Nell’iter di sostegno all’attività dell’azienda associata, esprimiamo forte apprezzamento per la sensibilità e la disponibilità mostrata dalle Istituzioni locali nell’affrontare i problemi esposti ricercando le soluzioni ottimali nel rispetto dell’ambiente. Ci auguriamo che questa esperienza porti le Istituzioni a programmare in via ordinaria e non più di urgenza tutte le attività che garantiscono il passaggio delle navi costruite dai cantieri lungo il fiume. Ci teniamo inoltre a puntualizzare che Intermarine costantemente si è impegnata nell’organizzazione del proprio lavoro cercando di risolvere le questioni che da tempo affliggono il sito. Ciononostante, il nostro timore è che l’azienda possa decidere di delocalizzarsi a discapito del territorio con ricadute sociali che tutti possiamo immaginare.»

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