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Guardia di Finanza: scoperti 30 lavoratori irregolari in un emporio cinese

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SARZANA – Nell’ambito del “Dispositivo operativo a contrasto della contraffazione e all’abusivismo commerciale” disposto dal Comando Provinciale Guardia di Finanza di La Spezia e volto, tra l’altro, alla tutela del mercato dei beni, la Tenenza di Sarzana ad aprile aveva effettuato un sequestro di oltre 50.000 prodotti privi delle indicazioni richieste dalla normativa in materia di sicurezza a carico di un esercizio commerciale gestito da cittadini cinesi ubicato nella zona commerciale di Santo Stefano Magra.

I prodotti sequestrati, quali articoli da bigiotteria, accessori e capi di abbigliamento, piercing, articoli di arredamento casalingo, borse da viaggio, abbigliamento per

l’infanzia avevano un valore complessivo di circa 120.000 euro.

Nel corso dell’accesso avvenuto unitamente al personale INPS della Spezia, nel quadro della consolidata collaborazione per le ispezioni inerenti la legislazione sul lavoro, i militari ed i funzionari avevano rilevato i lavoranti presenti all’interno dell’attività, tutti di origine cinese, individuando immediatamente la posizione irregolare di un lavoratore, completamente “in nero”.

Successivamente, il controllo sula posizione amministrativa dei lavoratori è stato approfondito ed esteso e da ciò sono emerse altre 30 condizioni irregolari per le maestranze impiegate all’interno dell’emporio.

Le irregolarità riguardavano, ad esempio, le ore effettive lavorative prestate oppure la fruizione, da parte dei lavoratori, di permessi non retribuiti invece che regolari ferie pagate che avrebbero comportato un aumento del pagamento dei contributi.

Tali comportamenti illeciti alterano le regole di mercato, danneggiando i cittadini onesti e gli imprenditori che agiscono nel pieno rispetto delle norme.

In questo contesto la Guardia di Finanza opera ogni giorno per ripristinare le necessarie condizioni di giustizia e solidarietà tra Stato e cittadini.

Dal controllo è emersa una base imponibile sottratta al calcolo dei contributi previdenziali ed assistenziali di circa 18.000 euro in violazione all’art. 3 c.3 del D.L

12/2002 convertito in Legge nr. 73 del 2002, come modificato dall’art. 22 del D.lgs. 151/2015.

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