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Pellegrinaggio delle confraternite a Loreto foto

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LA SPEZIA – Una cinquantina di fedeli spezzini hanno partecipato con gioia al pellegrinaggio delle confraternite a Loreto, lo scorso fine settimana. Il pellegrinaggio, presieduto dal vescovo Luigi Ernesto Palletti, è stato organizzato dal diacono Giancarlo Mostarda, con la partecipazione del priore diocesano, Luciano Currarino, del segretario Oscar Calisto, e delle confraternite di vari paesi della Val di Vara e della Riviera: Buto, Mattarana, L’Ago, Borghetto Vara, Salino, Legnaro, Monterosso.

Il santuario di Loreto – “vero cuore mariano della cristianità”, secondo S. Giovanni Paolo II – custodisce al suo interno la casa di Nazareth, dove Gesù è cresciuto con Maria e Giuseppe. Concelebrando la Santa Messa insieme a Don Italo Sommi, mons. Palletti ha auspicato che la preghiera «nella casa dove Gesù è venuto per salvare l’umanità sia per noi frutto di conversione, ed esperienza forte nell’anno della misericordia».

«La casa è luogo di accoglienza, per tutti. Gesù è vissuto per un lungo periodo nella casa di Nazareth, fino al battesimo. Tale periodo è sintetizzato in modo sublime nel Vangelo: “Gesù cresceva in età, sapienza e grazia”. E “stava sottomesso” a Giuseppe e Maria, nell’umiltà e nel silenzio. Il silenzio evangelico non è assenza di suoni, ma silenzio pieno, di crescita, tipico di quando c’è qualcuno da ascoltare. “Maria meditava queste cose serbandole nel suo cuore”. Il silenzio è Cristo. Gesù è Parola, sapienza, Dio fatto uomo in mezzo a noi. C’è ascolto, perché c’è la presenza che si realizza in mezzo a noi, Gesù. La famiglia si riunisce intorno a Gesù. La capacità di vivere la salvezza ha bisogno della misericordia, la porta del cuore di Dio per cui noi siamo fatti. Mettiamo sull’altare le nostre sofferenze e chiediamo il dono della Grazia per quello che Dio vuol compiere per noi».

«Sull’esempio di Maria, possiamo collaborare alla redenzione di Cristo. Chiediamo a Maria di poterla portare ad abitare nelle nostre case, perché si realizzi la comunione di ogni comunità cristiana con Gesù».

Gioia e gratitudine nelle parole dei pellegrini. Monica: «Mi sono commossa fino alle lacrime, perché ho visto Maria, mamma felice col suo bambino. Bello condividere questa esperienza con gli amici e tanti altri cari pellegrini». Manuela si sofferma sull’architettura della chiesa, sviluppatasi nel tempo a difesa dall’assalto dei turchi, fino a diventare basilica-fortezza, e rileva che, nella statua lignea della Madonna Nera, «il manto avvolge Gesù divenendo quasi come una casa che protegge il bambino».

Prima della celebrazione eucaristica, si è svolta sul sagrato la processione delle confraternite, con l’ingresso al santuario attraverso la porta santa.

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