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Nuove tariffe idriche, ACAM risponde al Presidente della Commissione Territorio-Ambiente Andrea Costa

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LA SPEZIA – Acam acque ritiene utile fornire alcuni elementi di chiarimento sulle tematiche toccate dal presidente della Commissione Territorio-Ambiente della Regione in merito a investimenti, tariffe e infrastrutture del servizio idrico integrato. Innanzi tutto occorre precisare che il meccanismo di riconoscimento tariffario degli investimenti voluto dall’Autorità di controllo e regolazione del sistema idrico (Aeegsi) è a totale garanzia dell’appropriatezza ed effettività degli investimenti medesimi. Nessuna componente tariffaria potrebbe mai essere applicata per opere che:

– non siano preliminarmente inserite nel Piano degli Interventi approvato dall’Ato;

– non siano state completate;

– non siano state messe in esercizio.

Si tratta pertanto di un riconoscimento tariffario ex post, possibile solo a fronte di opere già funzionalmente a disposizione degli utenti. Dunque, a totale garanzia degli utenti, se per una qualche ragione il gestore non fosse in grado di portare a compimento un’opera prevista dal Piano d’ambito, la stessa non potrebbe essere ricompresa tra le componenti attive di formazione tariffaria. Questo vale ovviamente per ogni tipo di infrastruttura del servizio idrico, non facendo eccezione il segmento depurativo.

A questo proposito è importante sottolineare che negli ultimi anni sono state portate a termine e pienamente attivate, nella parte dell’Ato gestita da Acam acque (26 dei 32 comuni della Provincia) opere di rinnovamento e potenziamento di importanti centri depurativi al servizio dei comuni di Ortonovo, Ameglia, Lerici, Vezzano, Arcola, Santo Stefano, Vernazza, Levanto, che hanno contribuito ad ulteriormente migliorare un parco depurativo che, rispetto sia al panorama nazionale sia a quello regionale, si contraddistingue per la totale assenza di procedimenti di infrazione aperti dalla Comunità Europea in tema di trattamento delle acque reflue urbane. Inoltre è da chiarire che nessun utente il quale non sia servito da impianto attivo e funzionante è gravato dalla tariffa di depurazione, nel totale rispetto della sentenza della Consulta 335/2008 e del quadro normativo conseguentemente formatosi in materia di esenzione e rimborsi.

Le previsioni di investimento presenti in tema di depurazione nel vigente Piano di Intervento riguardano un ordinario fabbisogno di rinnovamento e aggiornamento tecnologico degli impianti, non certo la loro mancanza.

Passando ai numeri della consuntivazione relativamente alle opere realizzate nel biennio 2014-2015 su tutti i segmenti del servizio (acquedotto, fognatura e depurazione) evidenziamo che, pur in presenza delle inevitabili fluttuazioni fisiologiche (tempi, valori, dettagli esecutivi, ecc.) insite nella fase concretamente realizzativa di una previsione pianificatoria pluriennale quale è il Programma degli Interventi, ci troviamo di fronte ad una consuntivazione, sia riferita al 2014 che al 2015 sostanzialmente in linea con le previsioni pianificatorie dell’Ente dambito. Su 12.898.610 euro di investimenti previsti dal Piano per il biennio 2014 e 2015, sono state realizzate opere per 13.235.353 euro a copertura di interventi di risanamento e potenziamento di impianti e reti di acquedotto e fognatura oltre che di depurazione.

Il Presidente Costa dovrebbe essere più preciso specificando a cosa si riferisce esattamente quando parla di “fallimento dimostrato da chi gestisce il servizio idrico nella nostra provincia” possibilmente soffermandosi sulla vita di Acam degli ultimi quattro anni senza continuamente richiamare solo le antiche, questo si, fallimentari vicende Acam, che per fortuna ci stiamo definitivamente lasciando alle spalle.

Acam Acque S.p.A.
L’Amministratore Unico
Luca Piccioli

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