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Approvato il decreto sulla compensazione degli onorari del gratuito patrocinio

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Associazione dei giovani avvocati della Spezia. 

LA SPEZIA – Le persone non abbienti possono essere difese nei processi civili e penali, sia per agire che per difendersi, da un avvocato a spese dello Stato, purché le pretese non risultino manifestamente infondate.

Fino ad oggi questo diritto era ostacolato da una oggettiva difficoltà dei legali, soprattutto dei più giovani, a fornire una adeguata assistenza, poiché gli onorari venivano loro corrisposti dallo Stato con molti anni di ritardo.

Per questo l’Aiga (Associazione Italiana Giovani Avvocati) già da molti anni chiede che si possano compensare i crediti relativi agli onorari per il gratuito patrocinio con i debiti fiscali nei confronti dello Stato. Questo progetto è finalmente diventato realtà. La segnalazione arriva dalla sezione spezzina dell’Aiga, presieduta dall’avv. Carlo Rossi, che plaude questo provvedimento firmato dal ministro della Giustizia Andrea Orlando (di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze) che disciplina le modalità di compensazione dei crediti vantati dagli avvocati per l’attività svolta a seguito di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, con quanto da essi dovuto per ogni imposta o tassa ovvero a titolo di contributo previdenziale per i loro dipendenti.

Gli avvocati, quindi, che vantino crediti per spese, diritti e onorari, maturati e non ancora saldati, e per i quali non sia stata proposta opposizione, potranno – attraverso la piattaforma elettronica di certificazione predisposta dal Ministero dell’economia e delle finanze – esercitare il diritto ed utilizzare  il credito in compensazione. Tale facoltà potrà essere esercitata dal 17 ottobre al 30 novembre, per l’anno 2016, e dal 1 marzo al 30 aprile per gli anni successivi.

“Si tratta di una proposta più volte avanzata dall’Aiga negli anni scorsi che finalmente è stata recepita” afferma il presidente della sezione spezzina. Lo stesso Ministro Orlando nel proprio comunicato ha sottolineato che il decreto mira ad un sostegno dell’avvocatura più impegnata nel patrocinio a spese dello Stato, il più delle volte composta da giovani professionisti. È un segnale di attenzione verso una categoria di professionisti che sta attraversando una grande trasformazione. Questa misura, come le altre di sgravio fiscale per le risoluzioni alternative alla lite, sono inserite nel più ampio progetto che vuole contribuire ad aiutare la professione forense in questa fase di grandi cambiamenti delle giurisdizione e dopo la crisi che ha colpito duramente anche i professionisti.

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