laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

Guerri: “Acam e bollette dell’acqua, un’altra piaga spezzina”

Più informazioni su

Il consigliere all’attacco contro la stangata decisa da provincia e sindaci.

LA SPEZIA -“Con i nuovi rincari dell’acqua, decisi dalla provincia e dai sindaci dell’ambito spezzino, ancora una volta la classe politica ha manifestato platealmente il proprio modo di intendere i cittadini: niente più e niente meno che una mandria di vacche da mungere, condannata a dover espiare, senza alcun limite e senza battere ciglio, i danni e gli errori fatti da altri. È un dato di fatto che, fra i recuperi retroattivi delle somme fra il 2008 e il 2011 e i continui rincari introdotti ogni anno alla media del 5% a botta dal 2014 ad oggi, il costo dell’acqua per gli utenti spezzini è divenuta l’ennesima piaga con cui gli abitanti e gli attori economici della nostra città devono fare i conti a causa dell’operato disastroso dei nostri amministratori”.

Così si apre la nuova interrogazione scritta dal consigliere comunale Giulio Guerri (“Per la Nostra Città”) rivolta a denunciare i recenti ulteriori rincari delle bollette dell’acqua.

“In barba al suo carattere intrinseco di bene primario e di servizio essenziale, l’acqua è arrivata a costare 1,90 euro al metro cubo, solo per rimanere alla fascia base di consumo delle utenze prima casa. Per non parlare delle cifre che si raggiungono nel tariffario per le seconde case o dell’importo eccessivo dei costi di gestione addebitati in bolletta insieme ai consumi. Una situazione pazzesca. Dovuta alla decisione di far pagare i cittadini i danni fatti da chi ha avuto in mano le sorti di Acam e di Acam Acque in particolare. Danni dovuti ad errori ben precisi:  l’errata valutazione dei consumi e l’attivazione di prodotti finanziari, come i derivati, che oggi si definiscono tossici e che al tempo furono acquistati senza conoscerne gli effetti, con il risultato di dilapidare parte delle casse aziendali. Ci piacerebbe sapere come mai si continuino a massacrare i cittadini per far entrare soldi a una società come Acam Acque che nel 2014 aveva segnato un utile di 2milioni di euro e cosa ne sia stato di questi soldi. Forse perché i miracoli al contrario, in cui i vertici di Acam e la classe dirigente spezzina si sono rivelati dei maestri assoluti, hanno portato al punto che, dopo anni di salassi tariffari, tagli ai servizi, sacrifici imposti ai lavoratori e polverizzazione del patrimonio aziendale, l’unica cosa che rimane ai cittadini sono i debiti. Fare peggio di quello che hanno combinato i responsabili della vicenda Acam è davvero difficile. Anzi impossibile”.

Più informazioni su