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‘Ndrangheta, M5S: “Infiltrazioni sono la norma. Finché non ci saranno controlli chiari, stop a grandi opere”

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GENOVA – Il quadro che sembra emergere, di ora in ora, mette a nudo in modo drammatico il livello di infiltrazione mafiosa in Liguria, come purtroppo denunciamo da tempo. Ormai non si può più neppure definire emergenza: è la norma.

Dietro il presunto sviluppo promesso dalle Grandi opere, affiora un vero e proprio “mondo di sotto” in cui le cosche ‘ndranghetiste si spartiscono subappalti per la realizzazione delle linee ferroviarie ad alta velocità, con interessi in particolare sul Terzo Valico, con la complicità di politici e funzionari compiacenti. Su questo fronte, come spiega il procuratore Cafiero de Raho, sembrano emergere importanti riscontri che dimostrano come i clan fossero attivi sul fronte del Si Tav.

È la dimostrazione di quello che il MoVimento 5 Stelle ripete da sempre: servono maggiori controlli su appalti e subappalti, regolamentazioni chiare, protocolli severi e in grado di tutelare l’economia pulita. Sarebbe bastato ascoltare comitati e associazioni che da anni si battono sul territorio per proporre alternative sostenibili al Terzo Valico: una bomba ecologica a orologeria per la presenza di amianto, come riconosciuto anche dal Tar, nel silenzio assordante delle istituzioni.

Per troppo tempo la vecchia politica si è voltata dall’altra parte, fingendo di non vedere quello che era sotto gli occhi di tutti. Finché le amministrazioni pubbliche non saranno in grado di monitorare con efficienza gli appalti pubblici, evitiamo di pompare miliardi di euro in mano alle criminalità organizzate, come purtroppo si sta verificando in troppe occasioni. Concentriamoci prima sulle piccole e medie opere che danno immediato sollievo e una risposta efficace alle esigenze dei cittadini.

Alice Salvatore, M5S Liguria
Sergio Battelli, Matteo Mantero, Simone Valente, M5S Parlamento

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