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Il Sindaco Massimo Federici ha incontrato Antonio Riccardi vincitore del Premio Lerici Pea 2016

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LA SPEZIA – Si è svolta ieri sera nella tradizionale cornice di Piazza Mentana la cerimonia di premiazione per la categoria poesia edita del Premio Lerici Pea 2016.

Il premio è andato al poeta Antonio Riccardi con la sua raccolta “Il profitto domestico” edito da Il Saggiatore, che ha ottenuto 38 voti. Questa mattina il Sindaco della Spezia Massimo Federici ha incontrato a Palazzo Civico Antonio Ricciardi per complimentarsi per il prestigioso riconoscimento. Il Premio Lerici Pea, nato fra il 1952 e il 1954 per volontà di Renato Righetti, Giovanni Petronilli, Marco Carpena, ai quali si aggiunse presto Enrico Pea, si attesta negli anni come uno dei Premi maggiormente rappresentativi nel panorama letterario italiano, sotto la guida sicura di giurati di alta professionalità, e si impegna ancora oggi nel nobile scopo di diffondere, promuovere e valorizzare la Poesia in Italia e nel mondo.

Ad esprimere il proprio voto erano i cento partecipanti alla Giuria Popolare chiamata a scegliere il vincitore nella rosa dei tre poeti finalisti preventivamente selezionati da una Giuria Scientifica.

I poeti finalisti erano Vivian Lamarque  con  “Madre d’ Inverno” edito da Mondadori, Antonio Riccardi  “Il Profitto domestico” per Il Saggiatore, e Pasquale di Palmo con  “Trittico del distacco”, Passigli Poesia Editore. La serata è stata egregiamente presentata da due giurati, il poeta  Giuseppe Conte, che ha esordito con un commovente e toccante ricordo del poeta Valentino Zeichen recentemente scomparso, e il critico letterario Massimo Bacigalupo.

Ecco la motivazione con la quale Riccardi era stato scelto tra i finalisti:

Il profitto domestico di Antonio Riccardi è un libro unico nella poesia italiana contemporanea: l’autore mette al centro del proprio interesse tematico un podere, quello di Cattabiano, sull’Appennino parmense, che da cinque secoli è di proprietà della sua famiglia. Ce ne mostra  il paesaggio intorno, ci appaiono fugacemente i cinghiali dalla collina e i  gamberi nel fosso. Ma quello che più interessa a Riccardi è la sostanza umana, la vicenda  interna , familiare legata a quel podere. Così il libro si popola di persone e di memorie: si fa storia di vite passate rimaste in una luce dorata come le mosche nell’ambra. E dà all’autore una nuova, personalissima dimensione del tempo: ”Sento il tempo comune alla specie/come profitto domestico”. Il poema , perché di un poema si tratta, si costruisce per frammenti, che ora hanno una sorvegliatissima forma  lirica, ora una forma narrativa che sa muovere verso un’epica domestica, virgiliana. Eppure un libro così  intimo  non si chiude in nessun localismo minimalista, in nessuna arcadia  realistica, allarga la visione da Cattabiano al mondo, riesce per miracolo di stile a  coniugare realtà e simbolo, storia familiare e universale destino umano.

Antonio Riccardi  è nato a Parma nel 1962 ma originario di Cattabiano, frazione del comune di Langhirano, Antonio Riccardi, laureato  in Filosofia presso l’Università di Pavia, ha già ricevuto per le sue opere di poesia prestigiosi premi, tra cui  il Premio Dessì, il Premio Brancati e il Premio Elsa Morante.

È stato direttore letterario della Mondadori Libri e si conferma una delle voci più potenti ed originali dell’attuale orizzonte poetico.

La manifestazione si è avvalsa come ogni anno del contributo organizzativo dei Servizi Culturali del Comune della Spezia e di quello della Società La Spezia Container Terminal.

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