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“Arte ex macchina – Arte, scienza e tecnologia: estetica di un’utopia”

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Presentazione il libro di Valerio Dehò.

LERICI – Mentre prosegue con successo la mostra “Con gli occhi di Caselli – Lerici”, visitabile tutti i giorni nell’orario compreso tra le 18 e le 23 fino al prossimo 30 luglio, organizzata dall’associazione culturale Startè e dall’Archivio Giuseppe Caselli, di cui è presidente l’artista Francesco Vaccarone, un nuovo appuntamento è fissato proprio al castello di San Terenzo, dove è ospitata la mostra.

Venerdì 22 luglio alle ore 19, alla presenza dell’autore, sarà infatti presentato il libro di Valerio Dehò “Arte ex macchina – Arte, scienza e tecnologia: estetica di un’utopia.” Christian Marinotti Edizioni.

Nel corso del Novecento – scrive l’autore – il rapporto tra le arti visive e il mondo della scienza e della tecnica si è sviluppato per contrasti e innamoramenti improvvisi. Dai Futurismi alla Net art si snoda una lunga sequenza di tentativi da parte degli artisti di vivere la contemporaneità in parallelo all’evoluzione tecnologica. Spesso sono stati fatti dei tentativi per usare le innovazioni meccaniche ed elettroniche, come base concreta e teorica per creare nuove opere d’arte. I linguaggi artistici dalla Macchine celibi di Marcel Duchamp fino pannelli led di Jenny Holzer si sono spesso confrontati con le nuove possibilità tecnologiche e della comunicazione. Ma questa storia è anche una lunga serie di fallimenti e di incomprensioni. La stessa arte contemporanea ha dei tempi di assorbimento delle innovazioni tecnico-scientifiche molto lunghi. Lo si è visto con la fotografia che ha atteso oltre un secolo per diventare una forma di espressione riconosciuta come creativa e artistica. In generale le arti visive metabolizzano i cambiamenti con molta lentezza. La mostra epocale “Post human” (1992) viene realizzata attorno alla nuova dimensione del corpo bionico quasi dieci anni dopo un blockbuster cinematografico come “Terminator” (1984). Lo stesso sogno di un’arte in Rete, di una Net art che fa di ogni singolo utente (user) un artista, è stato un sogno durato un giorno. Un’opera d’arte collettiva vera e propria ancora non è stata realizzata e queste esperienze rimangono marginali. Come l’Arte postale (Mail art) degli anni sessanta, l’Arte condivisa attraverso il Web resta un terreno di ricerca soprattutto legato a fatti generazionali o di controcultura. Inoltre dagli anni Novanta a oggi il mercato si è arroccato su valori tradizionali, sull’idea di opera d’arte come originale, unica, fetish su cui investire molto denaro. Per questo ci sono sempre state totali chiusure verso tipi di arte tecnologica che eludono le regole del mercato dell’arte. Ma nonostante questi problemi oggettivi, vi sono stati e vi sono artisti che guardano alla tecnologia e ai new media come ad una frontiera sempre aperta per saldare il mondo della ricerca estetica con quello della tecnica. La visionarietà resta sia in campo scientifico che artistico la capacità per andare oltre il conosciuto e per creare nuovi paradigmi di conoscenza.” Valerio Dehò, storico dell’arte e curatore di mostre di rilevanza internazionale è docente di Estetica all’ Accademia di Belle Arti di Bologna e ha curato il Catalogo Ragionato di Francesco Vaccarone pubblicato lo scorso anno da Umberto Allemandi Editore.

 

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