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Consiglio Regionale di martedì 26 luglio 2016

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Dibattito su Istituzione dell’Azienda Ligure Sanitaria della Regione Liguria e indirizzi per il riordino delle disposizioni regionali in materia sanitaria e socio sanitaria.

Questa mattina è ripreso il dibattito sul Disegno di legge 92 “Istituzione dell’Azienda Ligure Sanitaria della Regione Liguria – A.Li.Sa.) e indirizzi per il riordino delle disposizioni regionali in materia sanitaria e sociosanitaria”.

Francesco Battistini (Mov5Stelle) nella sua relazione di minoranza ha definito l’Azienda «uno scatolone vuoto dai confini incerti e dalle finalità impalpabili». Critico anche sul futuro “Testo Unico di riordino delle disposizioni in materia sanitaria e socio-sanitaria” (che dovrà essere approvato entro 180 giorni dall’approvazione del disegno di legge), il consigliere ha aggiunto: «Sono solo intenzioni, più o meno buone relegate esclusivamente nella testa dell’assessore e di pochi altri. Sono propositi, quindi, che non sappiamo e non possiamo valutare in alcun modo. Noi oggi, dunque, non stiamo discutendo della trama, ma ci stiamo approcciando ad una bozza approssimativa, incompleta e nebulosa». Battistini ha rimarcato che nel provvedimento non sono definiti le competenze delle asl e il ruolo dei direttori generali e ha chiesto di congelare il disegno di legge rilevando che avrà costi elevati: «Per il funzionamento dell’Azienda saranno necessarie figure apicali costose: un direttore generale, un direttore sanitario, un direttore amministrativo ed un direttore socio-sanitario, oltre ad un collegio sindacale. Ricostruiamo, invece, una vera, organica, seria ed utile riforma sanitaria e socio-sanitaria – ha chiesto – Altrimenti rischiamo di produrre danni economici, sociali e sanitari». Battistini, infine, ha rilevato profili di incostituzionalità del disegno di legge, che contrasterebbe con norme regionali e nazionali per quanto riguarda le competenze attribuite all’Azienda.

Valter Ferrando (Pd), vicepresidente della Commissione sanità,  ha riconosciuto la necessità di introdurre «modalità operative e strumenti che consentano un’azione più efficace ed efficiente per far fronte al bisogno di salute dei liguri» e, quindi, ha concordato con la necessità della creazione di una grande Azienda sanitaria  ma  – ha puntualizzato – a fronte di una semplificazione della rete aziendale regionale sul territorio che – ha evidenziato – in questo momento, invece,  non è prevista. «Si tratta di una riforma zoppa», ha ribadito, citando l’esempio del Veneto, che ha creato un’Azienda Zero, una sorta di super Azienda, «accompagnata da una drastica riduzione delle Asl sul territorio». Ferrando ha anticipato che  proprio nella direzione di una semplificazione  va uno degli emendamenti del Pd che  assegna alla giunta un ragionevole lasso di tempo per avviare il processo. Ferrando ha ribadito che l’assenza di semplificazione, a causa di nuovi costi, potrebbe creare «buchi finanziari, da ripianare sicuramente con nuove tasse per i cittadini liguri». Il consigliere ha rimarcato altre criticità del provvedimento ed in particolare il mancato coinvolgimento della Conferenza dei sindaci  che, secondo le normative vigenti,  avrebbe la finalità di verificare  l’andamento dell’attività. E questo, a suo avviso, costituisce non solo un dato politico negativo, ma è «espressione di una scarsa attenzione verso i territori». Per Ferrando, inoltre, c’è il rischio che il nuovo organismo, così come progettato, svaluti le competenze del Consiglio regionale, al quale – ha ribadito – spettano invece, per legge, le funzioni in materia di programmazione sanitaria.

Giovanni Pastorino (Rete a sinistra) ha rilevato che «la situazione della sanità ligure è molto complessa e questo è anche il frutto di scelte sbagliate della precedente amministrazione» e ha sottolineato, in questo senso, il caso della Valpolcevera dove «non c’è stata una rimodulazione dell’offerta sanitaria» dopo la chiusura dei poli ospedalieri della zona. Secondo Pastorino, quindi, «è necessaria – ha aggiunto – una rivalutazione dei bisogni e un’operazione di riforma» e ha ammesso che l’operazione presenta grandi difficoltà. Il consigliere ha condiviso, dunque, l’opportunità di ridefinire la governance della sanità insieme ai contenuti della riforma, tuttavia ha espresso alcune perplessità per l’assenza di alcune risposte in commissione, dove sono stati respinti una serie di emendamenti presentati dalla minoranza. Pastorino ha rilevato, per esempio, la necessità di ridurre il numero delle asl prima di procedere alla nascita di un altro soggetto, l’Azienda ligure, «che comporterà spese aggiuntive e prevede nuovo personale amministrativo». Altri dubbi riguardano – ha detto il consigliere – il rischio che la legge possa entrare in conflitto che la norma nazionale e ha chiesto un livello di partecipazione più ampio che coinvolga le istituzioni sul territorio fra cui la Conferenza dei sindaci.

Minuto di silenzio per l’attentato di oggi in Normandia

Subito dopo avere aperto la seduta pomeridiana il presidente del Consiglio regionale Francesco Bruzzone ha chiesto all’Assemblea di osservare un minuto di silenzio per denunciare l’agguato avvenuto questa mattina in una chiesa vicino a Rouen, in Francia, in cui è stato ucciso l’anziano parroco e ferita gravemente una suora.

«Poche ore fa – ha esordito – un nuovo, sanguinoso attentato ha colpito il popolo francese. Due uomini si sono introdotti nella chiesa di Saint Etienne du Rouvrau, vicino a Rouen, dove si stava celebrando la messa e hanno barbaramente ucciso l’anziano parroco e ferito gravemente una suora. Ci sono stati lunghissimi momenti di terrore per quanti si trovavano in quel momento nella chiesa, prima che i due assalitori fossero neutralizzati delle teste di cuoio francesi. Secondo le prime informazioni raccolte – ha aggiunto Bruzzone – ancora una volta la follia del fanatismo religioso ha armato la mano di spietati assassini per provocare nuovamente morte e paura, per colpire non solo la Francia ma tutta l’Europa e ogni comunità che si riconosce nei valori della libertà, della tolleranza, della democrazia e del rispetto della vita umana». Il presidente ha ricordato l’attentato avvenuto il 15 luglio scorso a Nizza, «dove hanno trovato la morte decine di uomini, donne e, soprattutto, tanti bambini, ma questa volta il terrorismo ha scelto un obbiettivo ancora più simbolico: una chiesa cattolica in un paese della Normandia dove si stava celebrando il rito quotidiano della messa e dove uomini e donne indifesi si erano raccolti in preghiera. Una scelta non casuale – ha spiegato – perché quella chiesa era già stata oggetto delle farneticanti minacce di un fondamentalista islamico, che l’aveva inserita fra i luoghi di culto da colpire nei dintorni di Parigi». Bruzzone ha concluso: «La comunità tutta e le istituzioni democratiche devono mobilitarsi per frenare questa barbarie e per riaffermare, ora più che mai, i principi che hanno informato la nostra lunga storia: la tolleranza, il rispetto della libertà di espressione e di culto e, in sostanza, il rispetto dell’uomo».

Istituzione dell’Azienda Ligure Sanitaria della Regione Liguria e indirizzi per il riordino delle disposizioni regionali in materia sanitaria e socio sanitaria.

Con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra), 15 contrari (minoranza) è stato approvato il Disegno di legge 92 “Istituzione dell’Azienda Ligure Sanitaria della Regione Liguria – A.Li.Sa.) e indirizzi per il riordino delle disposizioni regionali in materia sanitaria e sociosanitaria”.

Il provvedimento rivede il sistema di “governance” della sanità: in particolare vengono unificate e centralizzate funzioni di programmazione e di gestione finanziaria, di controllo, di coordinamento e di indirizzo delle Aziende sanitarie e degli altri Enti del Servizio Sanitario regionale e le funzioni di gestione di attività tecnico-specialistiche attraverso la costituzione dell’Azienda Ligure Sanitaria “A.Li.Sa.

Struttura. La nuova Azienda avrà autonomia amministrativa, patrimoniale, organizzativa, tecnica, gestionale e contabile; si muoverà sulla base delle linee d’indirizzo emanate annualmente dalla Giunta regionale, che ne verificherà i risultati. L’Azienda sarà costituita, fra l’altro, da un direttore generale, nominato dalla giunta regionale, e da un collegio sindacale.

Funzioni. Fra le molteplici funzioni previste, l’Azienda esprime valutazioni e proposte a supporto della programmazione sanitaria e socio-sanitaria di competenza della giunta, provvede alla programmazione finanziaria della sanità regionale nel rispetto dei vincoli posti dalla Giunta, propone gli obiettivi dei direttori delle Aziende Sanitarie e dell’IRCCS “A.O.U. San Martino – IST”;  programma e gestisce le politiche relative agli acquisti e agli investimenti in edilizia sanitaria; definisce il sistema degli obiettivi e dei risultati delle Aziende Sanitarie e degli altri enti del servizio sanitario regionale; definisce e stipula gli accordi con i soggetti pubblici erogatori di prestazioni e i contratti con i soggetti privati accreditati erogatori di servizi; controlla l’attività delle Aziende sanitarie; effettua verifiche nei confronti delle Aziende sanitarie, degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), degli enti pubblici ed equiparati e degli erogatori privati accreditati. L’azienda, inoltre, effettua il monitoraggio delle prestazioni erogate dal servizio sanitario regionale, che devono rispondere a criteri di appropriatezza e di qualità, e redige il bilancio consolidato preventivo e consuntivo del servizio sanitario regionale e dei relativi allegati.

Dotazione organica. Il personale sarà acquisito attraverso procedure di mobilità dalla Regione, dalle Aziende Sanitarie e dagli altri enti del servizio sanitario regionale e da altri enti pubblici, o assunto direttamente. La dotazione organica definitiva è determinata con la corrispondente riduzione delle dotazioni organiche da parte degli enti di provenienza del personale.

Soppressione ARS. Con l’attivazione di A.Li.Sa cessa di esistere il 30 settembre 2016 l’attuale Agenzia sanitaria regionale e entro la stessa data la Giunta regionale nominerà un commissario straordinario che gestirà il passaggio fra l’agenzia e l’azienda e avvierà il nuovo esercizio.

Testo unico di riordino Il provvedimento stabilisce, infine, che entro centottanta giorni dall’entrata in vigore della legge, la Regione approverà il Testo Unico di riordino delle disposizioni in materia sanitaria e socio-sanitaria che riguarderà le funzioni e l’organizzazione delle Aziende Sanitarie e degli altri enti del servizio sanitario regionale, prevedendo l’articolazione delle Aziende Sanitarie Locali in due settori (Area territoriale e Area ospedaliera), la revisione dei distretti delle Aziende Sanitarie Locali e, infine, la riforma della disciplina in materia di autorizzazione, accreditamento e contrattualizzazione di attività sanitarie e sociosanitarie e dei relativi controlli.

Sono stati approvati oggi due emendamenti della giunta: il primo puntualizza che A.Li.Sa

svolgerà  le sue attività “nel rispetto dei piani e dei programmi deliberati dal Consiglio regionale”; il secondo prevede, fra l’altro, che siano definite le modalità con cui un organismo consultivo (composto dai presidenti delle Conferenze dei sindaci, dai presidenti delle Conferenze dei distretti socio sanitari) supporti ALiSa nell’analisi dei livelli assistenziali erogati, nello sviluppo dei percorsi assistenziali territorio-ospedale-territorio, nella promozione di modelli per garantire l’integrazione delle prestazioni sanitarie, sociosanitarie e sociali. Lo stesso organismo potrà formulare proposte e pareri per migliorare l’offerta assistenziale.

Respinti i numerosi emendamenti presentati dai gruppi di minoranza alcuni dei quali tesi a ridurre l’autonomia di ALiSa anche rispetto alla Conferenza dei sindaci e al territorio. 

Dibattito

Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) ha sottolineato che il disegno di legge presenta forti elementi di incostituzionalità  e contrasta con la legge nazionale sulla sanità. Il consigliere ha ribadito che il provvedimento sarà impugnato, con il conseguente spreco del tempo e del denaro impiegati per vararlo.  A.Li.Sa – ha continuato il consigliere – è nata dal nulla e nel libro bianco della Sanità non se ne faceva cenno. Si tratta – ha detto – di un contenitore che non ha contenuti.

Sergio Rossetti (Pd) ha sottolineato che il processo doveva andare verso la semplificazione e la riduzione dei centri di decisione e dei costi degli apparati amministrativi a vantaggio dei servizi di erogazione, ma a suo avviso così non è stato. «Anziché ridurre doppioni, abbiamo un’azienda in più» ha dichiarato, ribadendo anche con questa legge viene depotenziata la rappresentanza territoriale, poiché non prevede la consultazione  con i sindaci .Secondo il consigliere non viene depotenziato soltanto il ruolo dei sindaci, ma anche il ruolo del Consiglio regionale e ha sottolineato che le riforme in sanità devono seguire un percorso condiviso e senza la fretta che avrebbe contrassegnato questo disegno di legge.

Andrea Melis (Movimento 5 Stelle) ha sottolineato che con A.Li.Sa, in realtà, aumenteranno i costi e, a suo avviso occorreva prima definire  e discutere leggi ed interventi per la riorganizzazione della sanità ligure. Melis ha aggiunto che la nascita della nuova Azienda priva la politica , intesa come rappresentazione democratica e toglierebbe voce ai cittadini. Melis ha annunciato che il suo gruppo informerà costantemente i liguri sulle decisioni che verranno prese  da A.Li.Sa

Alessandro Piana (Lega Nord Liguria- Salvini) ha spiegato: «Questo disegno di legge è il frutto di un importante lavoro avviato qualche mese fa ed è un fondamentale punto di partenza nel percorso che porterà all’approvazione del Testo unico. Si tratta di una riforma  pensata e valutata attentamente». Piana ha sottolineato, infatti, che il testo è stato il frutto di un lungo confronto sul territorio con addetti ai lavori, asl e amministratori locali effettuato anche nella competente commissione consiliare in cui è stato dato spazio all’ascolto e al confronto. Piana ha ricordato che il settore sanitario assorbe buona parte delle risorse regionali e che la popolazione anziana della Liguria aumenta i costi dell’assistenza e ha spiegato che gli obbiettivi di ALiSa sono: «Razionalizzare le risorse, unificare le procedure, adottare buone prassi e semplificando gli adempimenti. Con questa Azienda si accentrano funzioni programmatorie che oggi – ha aggiunto – sono esercitate con ampi spazi di autonomia dalle singole asl, enti e istituti». Inoltre l’Azienda – ha aggiunto – sulla base degli indirizzi di programmazione  della giunta, adotterà una strategia per la rilevazione continua dei dati e per lo sviluppo delle funzioni di controllo. Il capogruppo ha concluso sottolineando che il provvedimento va nella direzione di una maggiore tutela della salute dei cittadini.

Luca Garibaldi (Pd) ha criticato i tempi della riforma sanitaria:  «In realtà la riforma non è pronta e c’è bisogno di un periodo di proroga di 180 giorni. Quindi dobbiamo aspettare ancora – ha dichiarato –  per capire cosa vuol fare la Regione mentre questa azienda dovrà gestire una fase difficile di transizione in una governance dove dovrebbero esserci, invece, delle certezze». Il consigliere ha criticato anche il fatto che la programmazione sanitaria sarebbe sottratta ai poteri del Consiglio. Forti critiche, infine, ha espresso il consigliere alla separazione fra governance e contenuti della riforma.

Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha sottolineato che in Liguria vivono oltre centomila persone sotto la soglia di povertà che sono costrette, per motivi economici, a rinunciare all’assistenza sanitaria e, per questo, ha rivendicato  la necessità di una sanità pubblica. Infine De Ferrari ha chiesto che nella riforma sia posta attenzione  alle indagini epidemiologiche e a più efficaci politiche ambientali e di educazione alimentare.

Giovanni Lunardon (Pd) ha dichiarato che «il primo atto, dopo mesi di dibattito sulla sanità, è stata una struttura burocratica». Secondo Lunardon, invece, era necessario procedere deliberando prima i diversi aspetti della riforma e poi definire gli strumenti con cui attuarla: «Questa Azienda, invece, è una sorta di delega in bianco che dà all’azienda  poteri di controllo  e programmazione senza conoscere i contenuti della riforma». Secondo il consigliere  il processo  di accentramento non razionalizza il sistema e ha concluso rilevando che, con questa legge, viene tolto peso al ruolo del Consiglio.

Raffaella Paita (Pd), fortemente critica,  ha detto che con A.Li.Sa si effettua un controllo  burocratico e politico sul sistema e si toglierebbe voce ai cittadini ed ai sindaci. Ha ribadito che il risultato sarebbe solo un contenitore in più, in assenza di un reale disegno sulla sanità. Si tratta – ha detto – di uno strumento per non prendere in realtà alcuna vera decisone, mentre si rischia – ha aggiunto – di portare i costi della sanità completamente fuori controllo.

Matteo Rosso (FdI-An) , che è anche presidente della Commissione sanità, ha spiegato: «Non abbiamo l’arroganza di credere di risolvere i problemi della sanità, ma mettiamo cuore, tempo e passione nel farlo. Del resto – ha aggiunto – è quarant’anni che la situazione è in questo modo, quindi accetto molto meno le critiche da chi ha governato prima di noi questa Regione». Rosso ha rilevato, rivolgendosi ai consiglieri del Pd, che l’allora assessore alla sanità Claudio Montaldo e il presidente della giunta Claudio Burlando hanno amministrato la Liguria per dieci anni, ma non hanno mai posto la questione – ha aggiunto – di fondere le asl e non hanno effettuato una efficace politica di adeguamento delle strutture sanitarie.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha rilevato alcune contraddizioni nelle critiche sollevate dall’opposizione: «Da una parte è stato detto che l’Azienda unica avrebbe troppi poteri, poi altri hanno detto che si tratta di una scatola vuota». Viale ha rilevato, inoltre che, a fronte dell’Istituzione di ALiSa, viene eliminata l’Agenzia regionale della sanità e non viene, dunque, creata una struttura in più. L’assessore ha replicato anche alle obiezioni sulla presunta incostituzionalità della legge: «Vediamo quale sarà il giudizio della Corte Costituzionale rispetto ad un’eventuale impugnazione da parte del Governo. Ci riserviamo di valutare perché abbiamo ovviamente fior di argomenti per affermare che la proposta della giunta, pienamente condivisa anche dalla maggioranza, non ha spunti per poter inficiare la validità della normativa vigente a livello nazionale e regionale». L’assessore ha smentito anche che ci siano interferenze rispetto alle prerogative del Consiglio regionale.

Viale ha difeso il metodo adottato, che ha preceduto l’elaborazione del disegno di legge: «Il nostro metodo è stato basato prima di tutto sull’ascolto perché la sanità è una realtà complicata che riguarda la vita delle persone – ha aggiunto – Abbiamo ascoltato la comunità scientifica, le organizzazioni sindacali e datoriali, compiendo un percorso di conoscenza reciproca di cui abbiamo fatto una sintesi».

L’assessore ha ribadito che le segnalazioni più frequenti degli operatori, riportate anche sul “libro bianco”, riguardavano la mancanza di dialogo fra le Aziende e ha spiegato, dunque, che era necessario intervenire per risolvere il problema: « Il sistema sanitario ligure  non può reggere se cinque asl non dialogano tra di loro e presentano modelli organizzativi diversi. Nel darci delle priorità – ha spiegato – abbiamo ritenuto come giunta di presentare al Consiglio regionale la governance». Viale ha ribadito la validità della decisione assunta, che prelude ad un modello tutto ligure. Rispetto alla riduzione delle asl, Viale ha sottolineato di avere scelto di non procedere in questa direzione : «Abbiamo mantenuto l’ organizzazione territoriale delle asl perché le aziende hanno comunque un rapporto diretto con il territorio e con i sindaci» e l’assessore non ha ritenuto di privare i cittadini di pubblici riferimenti essenziali nel sistema di governance regionale. L’assessore ha concluso spiegando che con l’Azienda ligure verrà accentrato il sistema di vigilanza, di monitoraggio accentrando anche in un unico soggetto le funzioni socio sanitarie con un ruolo di coordinamento liberando, così, le Asl da un carico burocratico, e potranno così essere meglio organizzate per restituire ai cittadini servizi di qualità.

Claudio Muzio (FI) ha sottolineato che lo stesso Partito Democratico, ricordando l’intervento di Ferrando, ha riconosciuto la necessità di intervenire nel settore sanità. Ma – ha aggiunto – i consiglieri del Partito democratico son più volte caduti in contraddizione, auspicando, oggi, l’accorpamento delle Asl, a differenza di quanto, avrebbero sempre sostenuto sul territorio, insistendo anche sulla necessità di mantenere i distretti sociosanitari. Il consigliere ha poi posto l’accento sull’importanza degli emendamenti presentati dalla giunta, uno dei quali chiarisce che le azioni di A.Li.Sa devono svolgersi nel rispetto di quanto deliberato dal Consiglio. Un altro emendamento, inoltre  – ha aggiunto –  definisce un preciso ruolo per la Conferenza dei sindaci nell’ambito dell’Organismo Consuntivo. Infine Muzio ha sottolineato l’importante ruolo della nuova Azienda, capace di far dialogare le 5 Asl: «Credo – ha concluso – che si produrranno risparmi e non costi».

Fabio Tosi (Mov5Stelle) è intervenuto assicurando controlli da parte della minoranza affinché chi guiderà la nuova Azienda sia scelto secondo criteri «meritocratici» : «Non vorrei che, come è accaduto in Lombardia, – ha detto – su questa macchina salga chi ha la tessera della Lega Nord.»

Giovanni Barbagallo (Pd) ha rimarcato i poteri troppo elevati dell’Azienda ligure rispetto alle singole asl e ha criticato il fatto che la riforma, annunciata nel disegno di legge, non è stata ancora presentata..

Interrompere la procedura di licenziamento dei lavoratori di Ericsson

Il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno sulla vertenza Ericsson, sottoscritto da tutti i gruppi e concordato ieri nella seduta congiunta fra la III commissione del Consiglio regionale e le commissioni del Consiglio comunale di Genova. Il documento impegna Regione e Comune a “mettere in atto tutte le azioni possibili per interrompere la procedura di licenziamento avviata da Ericsson e aprire un confronto con il Governo e le Regioni affinché i bandi per lo sviluppo della banda ultra larga prevedano per le aziende partecipanti incentivi e vincoli al mantenimento dei perimetri occupazionali sul territorio e agli investimenti in Italia”. L’ordine del giorno, inoltre, impegna in particolare la Regione a “definire bandi di concorso sulla banda ultra larga in maniera che prevedano per le aziende partecipanti il vincolo al mantenimento dei perimetri occupazionali sul territorio”. L’ordine del giorno, infine, chiede di convocare tutti i sottoscrittori dell’accordo di programma per il Parco Tecnologico di Erzelli per “valutare la ridiscussione dei termini sulla base del principio che le risorse statali siano a favore di politiche e benefici pubblici, a favore del sistema territoriale genovese e ligure e che possano essere destinate al sostegno di iniziative private solo se queste garantiscono una ricaduta positiva dal punto di vista occupazionale, anche nel medio e lungo periodo”.

Protestare contro le recenti azioni repressive assunte da governo turco

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna il Consiglio regionale “a intervenire presso l’Unione europea e il Governo Italiano affinché prendano posizione contro le azioni messe in atto dal governo turco e a partecipare al presidio promosso da Cgil, Cisl e Uil il 28 luglio nei pressi del consolato turco”.

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