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Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi

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Chiesa di S. Andrea, Sabato 30 luglio, ore 21.30. 

LEVANTO – Il sesto concerto del XXV Festival Massimo Amfiteatrof ospiterà sabato 30 luglio presso la Chiesa di S. Andrea di Levanto uno degli appuntamenti dimaggior pregio dell’edizione 2016: l’esecuzione delle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi da parte de La Verdi Barocca, diretta da Ruben Jais e accompagnata dal violino solista di Gianfranco Ricci.

Nata nel 2008, La Verdi Barocca (conosciuta anche come laBarocca), è l’ultima in ordino cronologico fra le formazioni artistiche della Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano “Giuseppe Verdi”, istituita nell’aprile 2002 con lo scopo di promuovere, favorire e sostenere l’attività dell’Orchestra Sinfonica di Milano “Giuseppe Verdi” e del Coro Sinfonico di Milano “Giuseppe Verdi”. La Fondazione prosegue l’opera svolta dall’Associazione Orchestra Sinfonica di Milano “Giuseppe Verdi”, costituitasi il 12 ottobre 1992 per sostenere economicamente l’attività dell’Orchestra.
La Verdi Barocca è sorta dalla volontà di Ruben Jais, Direttore Artistico dell’Orchestra Sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano (nota come laVerdi), di costituire un gruppo di artisti esperti nella prassi esecutiva del periodo barocco per esplorarne i capolavori e portarne alla luce rarità dimenticate.
Si tratta di un ensemble di strumentisti specializzati, esterni alla formazione sinfonica (ad eccezione di Gianfranco Ricci, uno dei violini dell’Orchestra), e di coristi (16 elementi, 4 per parte) diretti da Gianluca Capuano.

Universalmente ritenuti le più celebri composizioni di Antonio Vivaldi, i quattro concerti conosciuti come Le Quattro Stagioni compongono la prima parte de Il cimento dell’armonia e dell’inventione op. 8, corpus di dodici concerti per violino (oboe a scelta in due concerti), archi e basso continuo composti da Vivaldi tra il 1723 e il 1725. Il titolo evoca un “combattimento”, un confronto fra l’armonia (ossia la ragione) e l’invenzione (cioè l’immaginazione), e dunque affronta il problema della libertà creatrice attraverso le regole della composizione.
Sette opere di questa raccolta, comprese le Quattro Stagioni, sono concerti “a programma”, le cui musiche presentano una funzione descrittiva: si tratta di uno stile che si pone l’obiettivo di narrare un evento attraverso i suoni.
I concerti delle Quattro Stagioni sono accompagnati ciascuno da quattro “sonetti dimostrativi” che descrivono le caratteristiche proprie di ogni stagione. La non elevata qualità poetica dei sonetti lascia supporre che possano essere stati scritti da Vivaldi medesimo o da un suo collaboratore per facilitare all’ascoltatore la comprensione del linguaggio musicale.

Al fine di raggiungere gli obiettivi “didascalici” attraverso la musica, Vivaldi riuscì ad ottenere parecchi effetti, molti dei quali onomatopeici: di leggerezza (ad esempio usando gli strumenti nella loro tessitura più acuta – per gli uccelli della Primavera – o eliminando gli strumenti più gravi), ma anche di attesa (riducendo l’accompagnamento ad una sola nota tenuta o ad un semplice controcanto dei bassi – come nel canto del cucù all’inizio dell’Estate o nella progressione sul ghiaccio nell’ultimo movimento dell’Inverno) e di mezze tinte (tramite l’impiego delle sordine, come nel riposo dell’Adagio Molto dell’Autunno).

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