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Raccolta differenziata. L’assessore Jacopo Tartarini risponde a Graziana Gianfranchi

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LA SPEZIA L’Assessore al ciclo dei rifiuti del Comune della Spezia, Jacopo Tartarini, replica a Graziana Gianfranchi, Presidente comunale di Confesercenti:

Cara Graziana,

in effetti è curioso risponderti a mezzo stampa, ci incrociamo quasi tutti i giorni, ma tant’è.

Trovo sbagliato giustificare a qualsiasi titolo o ragione chi abbandona i rifiuti per strada. Intanto perché questo è il modo più efficace di sporcare la città, quasi come fosse un unico, enorme cassonetto. Non c’è disservizio che autorizzi a questo comportamento che, a tutti gli effetti, produce il disservizio peggiore, dato che disperde le forze di ACAM nell’inseguimento di criticità piccole e grandi, sparse ovunque.

L’altro ieri, nella strada dove abito, un cittadino che tu definiresti insoddisfatto del servizio ha sparso cinquanta cateteri usati. Una pattuglia dei vigili urbani li ha notati mentre passava, ha prontamente segnalato ed ACAM è intervenuta. Vogliamo davvero preoccuparci di quale disservizio lamenterebbe il generoso collezionista di cateteri?

Sabato mattina presenteremo con l’azienda in conferenza stampa integrazioni e modifiche del servizio, pensate anche grazie al contributo costruttivo di chi lavora come te nel commercio, ad esempio gli operatori di Piazza del Mercato, o di chi in città vive e pone in modo ragionevole le proprie osservazioni.

Cosa intendo per ragionevole?

Intendo che si consideri come una scelta definitiva l’abbandono del conferimento indifferenziato nei cassonetti. E’ un ciclo dei rifiuti che le leggi non permettono, capace di conseguenze disastrose dal punto di vista ambientale e con l’unico effetto pratico positivo di non obbligarci ad alcun cambiamento di abitudine.

Leggo con pazienza, talvolta con interesse, tutto quello che mi viene scritto. Così mi è capitato di assistere a una presa di posizione dei Verdi contro la raccolta differenziata e all’evocazione, anche in una mozione consiliare, dell’esempio di Portovenere come un modello di conferimento dei rifiuti alternativo al nostro. Tornerò sull’argomento, ma faccio intanto notare che a Portovenere, d’inverno, abitano meno persone che in uno solo dei quartieri più piccoli della nostra città.

Il sistema che questa Amministrazione ed ACAM hanno proposto da alcuni anni arriva oggi al suo compimento. E il suo compimento è un salto perché non permette più il rassicurante girovagare alla ricerca dell’ultimo cassonetto. Questa ricerca, negli ultimi giorni sempre più affannosa, è curiosamente capace di mettere a posto la coscienza di quelli che, in ogni caso, non hanno il cuore di abbandonare semplicemente in mezzo alla strada i propri rifiuti.

Perché proprio questo è il punto: i rifiuti sono prodotti da noi, nelle nostre case o nelle nostre attività, non li trasportano i gabbiani che, però, ci si dedicano se li trovano abbandonati per strada o che esondano dagli ultimi affollatissimi cassonetti.

Questa impresa di chiudere il ciclo dei rifiuti la realizziamo tutti assieme, chi non fa la sua parte complica la parte degli altri, a partire dal servizio di raccolta, e peggiora gravemente decoro e pulizia della città.

Mi chiedo se sia davvero più semplice fare qualcosa che sappiamo sbagliato oppure organizzarsi, senza pregiudizio, per differenziare i rifiuti. Oggi, tra tutte le rimostranze, non una viene da chi, avendo iniziato a differenziare i rifiuti, trovi che sia ancora difficile dopo i primissimi giorni.

Nel confermarti, giacché te lo chiedi, che noi amministratori viviamo sul pianeta Terra e specificamente alla Spezia, suggerisco di abbandonare toni apocalittici, provare a fare la raccolta differenziata e, semmai, segnalare criticità e possibili migliorie.

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