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Restauratori disparità nella categoria: mentre si attende l’esito dell’Albo dei professionisti, il Ministero pubblica un elenco di abilitati

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LA SPEZIA – I restauratori si mobilitano a causa delle ulteriori problematiche legate alla definitiva pubblicazione del Bando che abilita la propria professione. Senza attendere la conclusione della selezione pubblica ancora in corso, destinata a chiudersi il prossimo 31 luglio, e senza tenere conto degli altri titoli previsti nelle Legge 7/2013, che stabilisce i necessari requisiti professionali, il ministero tramite propria direttiva ha pubblicato il 21 luglio un elenco di quanti in possesso della qualifica per partecipare concorso pubblico per funzionari restauratori: solo diplomati delle Scuole di alta formazione.

Una selezione discriminante verso il resto degli operatori del settore, che già hanno dovuto attendere 21 anni (1994-2015), per vedere pubblicato il bando di selezione in modo da poter acquisire la qualifica di restauratore e veder riconosciuta istituzionalmente la propria professionalità, e pur avendo presentato regolari domande tramite la procedura on line e aver ricostruito il proprio curriculum formativo e lavorativo, ancora attendono l’esito di questa procedura.

Un ritardo dovuto alle tempistiche legate alle analisi dei curricula che rischia di penalizzare concretamente l’acquisizione di lavori, ora anche di più vista la corsia preferenziale riconosciuta solo ai professionisti riportati nell’elenco ministeriale.

“I diplomati uscenti dalle scuole  di formazione sono una minima parte del comparto. Come restauratori richiediamo parità di trattamento e valutazione: la selezione ministeriale non è legittima dal momento che ancora si attende la valutazione dei curricula di tanti professionisti che lavorano da anni nel settore e sommano formazioni ad esperienze decennali con Enti e Sovrintendenze” ha commentato Stella Sanguinetti Presidente CNA Artistico Tradizionale La Spezia e Liguria. “Si tratta di una selezione parziale che avvantaggia solo una parte dei restauratori danneggiando gli altri che si ritrovano in attesa di un titolo che li autorizza a partecipare ad appalti pubblici. Un ulteriore svantaggio dopo che il decreto di nomina del gruppo di lavoro istituito per esaminare e proporre modifiche relative al nuovo codice appalti per i beni culturali, non ha previsto alcuna rappresentanza proveniente delle associazione di categoria.”

Si ricorda al Ministero dei Beni Culturali, che i requisiti per la qualifica di restauratore sono definiti dalla Legge 7/2013 di modifica dell’art.182 del D.lgs 22 gennaio 2004 n. 42 “Codice dei Beni Culturali”; per cui, quando si parla di qualifica di restauratore di beni culturali si deve far riferimento a tutti i soggetti che ne siano in possesso, se il soggetto richiedente è in possesso dei requisiti previsti dalla norma di settore, quali che essi siano, egli acquisisce in forza di legge la relativa qualifica professionale.

Un professione che invece meriterebbe la massima attenzione nel nostro Paese, depositario di un patrimonio artistico senza pari al mondo.

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