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Beverino, Pignone e Riccò nel Piano di Gestione del sito Unesco

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Costa: «Un’importante opportunità dal punto di vista turistico e promozionale del territorio». Il presidente della Commissione Territorio-Ambiente sottolinea l’importanza del protocollo sottoscritto questa mattina in Regione, che include i tre Comuni della Val di Vara nell’accordo per la tutela e la valorizzazione del sito UNESCO “Porto venere, Cinqueterre e le Isole Palmaria, Tino e Tinetto”:«Si aprono nuove opportunità anche dal punto di vista dei finanziamenti e degli investimenti».

GENOVA – Anche Beverino, Pignone e Riccò del Golfo rientrano nell’accordo di programma per la tutela e la gestione del sito UNESCO “Portovenere, Cinqueterre e le Isole Palmaria, Tino e Tinetto”, siglato questa mattina nella sede della Regione Liguria alla presenza del sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività culturali e Turismo, Ilaria Borletti Buitoni.

«Si tratta di un riconoscimento importante per i tre Comuni della Val di Vara: si attesta la valenza,di questa zona, che con il suo verde e le sue bellezze contribuisce a rendere completa e variegata l’offerta turistica», ha commentato il presidente della IV Commissione Territorio Ambiente, Andrea Costa (Gruppo Misto-Ncd Area Popolare), sottolineando che la complementarietà di mare ed entroterra sono indispensabili per lo sviluppo turistico del territorio spezzino: «La Val di Vara – dice – garantisce gli spazi che mancano alla costa e nel contempo assicura un’oasi di pace e relax, in mezzo al verde» .

Continua il consigliere: «Per Beverino, Riccò e Pignone la sigla di questo accordo rappresenta una visibilità nuova, un’importante opportunità dal punto di vista turistico e promozionale del territorio. – afferma – E’ chiaro che si aprono anche nuove possibilità di accedere a finanziamenti per la valorizzazione turistica ed il miglioramento infrastrutturale».

Costa conclude: «Sono certo che i tre Comuni sapranno sfruttare al meglio questa nuova opportunità che, a mio avviso, porterà ricadute positive per l’intera Val di Vara».

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