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ARPAL: attenti al bruco foto

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GENOVA – Arriva dall’Asia e da adulta è una farfallina di colore prevalentemente bianco o bruno chiaro. Ma, soprattutto nella fase larvale, mangia insaziabilmente foglie, intaccando senza sosta gli arbusti di bosso.

La Cydalima perspectalis, nota anche come farfallina o piralide del bosso (di cui è ghiotta), è stata trovata in Val Graveglia da tecnici Arpal impegnati in attività di rilevamenti cartografici finalizzati alla miglior definizione degli habitat naturalistici oggetto di protezione da parte delle norme europee.

Segnalato precedentemente dalla Guardia Forestale in alcune zone dello spezzino, questo lepidottero è una specie aliena invasiva, che ha già infestato ettari di vegetazione con milioni di esemplari.

Allo stato larvale è un bruco lungo qualche centimetro, con peli fortunatamente non urticanti, che produce filamenti setosi; segue la formazione della crisalide, inizialmente verdastra; quindi lo sviluppo adulto in forma di farafalla, con apertura alare di 4-5 centimetri.

Nonostante le dimensioni contenute, il gran numero di esemplari sta minacciando il bosso in alcune zone del levante ligure: le piante defogliate seccano rapidamente, favorendo, fra l’altro, la propagazione di eventuali incendi, come si vede nelle foto a pagina seguente.

Nelle due figure, il bruco di Cydalima: si notano i peli non urticanti, i filamenti setosi e le foglie del bosso, ancora intatte e già mangiate.

«Abbiamo provveduto ad inserire la segnalazione della Cydalima dentro Libioss – spiega Valter Raineri, referente Arpal per la biodiversità – l’Osservatorio ligure sulla biodiversità consultabile dal nostro sito, che conta 130.000 record georeferenziati, con 191 funghi, 1249 piante e 1541 animali. Questo lepidottero è una delle 391 specie aliene che vi si possono trovare, non ha antagonisti naturali, e si diffonde rapidamente, dal momento che si riproduce diverse volte l’anno. L’aspetto delicato della vicenda è che il bosso, suo alimento, rappresenta un “Habitat Natura 2000” ossia uno di quegli habitat di cui l’Unione Europea tiene periodicamente controllata l’estensione e lo stato di salute. La Cydalima, se non opportunamente contrastata, può seriamente minacciarlo».

Ricevuta la segnalazione, Regione si è subito attivata per affrontare la questione.

«Solo la conoscenza del territorio – chiosa Giacomo Giampedrone, assessore regionale – permette una sua gestione ottimale e non sull’onda di questa o quell’emozione. Strumenti come l’Osservatorio ligure sulla biodiversità forniscono, fra le altre funzionalità, anche gli elementi scientifici su cui operare scelte di programmazione. Nello specifico, ho dato mandato ad Arpal e ai miei uffici di verificare presso altre regioni del Sud Europa come stanno affrontando questa problematica. Mi risulta ci sia la possibilità di finanziamenti dedicati per la tutela degli habitat anche da questo tipo di impatti, e ci attiveremo, appena acquisiti tutti gli elementi necessari, per ottenerli».

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