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Gestione dei rifiuti ad ACAM, dissenso nel Consiglio Comunale di Castelnuovo Magra

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I Consiglieri Comunali: Euro Mazzi – Maria Luisa Isoppo – Giorgio Salvetti – Francesco Baracchini

CASTELNUOVO MAGRA – Nel corso del Consiglio Comunale del 1/8/2016, i consiglieri comunali Euro Mazzi, Maria Luisa Isoppo e Francesco Baracchini (anche a nome dell’assente per impegni Giorgio Salvetti) hanno contestato la proposta di contratto di servizio che affida ad Acam Ambiente il servizio di spazzamento, raccolta rifiuti e gestione isola ecologica. La contestazione ha riguardato vari aspetti:

  • Il precedente contratto stipulato nel 2003 era scaduto il 31/12/2011 e costantemente prorogato fino ad oggi, in maniera illegittima e pur in presenza di variazioni nel servizio erogato e nel suo costo in continuo aumento;
  • Il nuovo servizio “porta a porta” è iniziato nel dicembre 2015 senza una previsione organizzativa e senza la determinazione e valutazione del suo costo, soprattutto senza alcuna delibera e senza sottoscrizione di un nuovo contratto di servizio. In proposito abbiamo ricordato come recenti sentenze abbiano dichiarato che “Il perfezionamento tardivo dei contratti di servizio non risulta conforme alla normativa di settore”;
  • Con sorprendente “disinvoltura” amministrativa la delibera viene ora approvata con efficacia retroattiva dal 1/1/2016 proprio per sanare le dimenticanze e i ritardi nella predisposizione del contratto. In proposito abbiamo ricordato come una diligente amministrazione prima avrebbe regolamentato il rapporto e solo dopo avrebbe fatto iniziare il servizio;
  • Il nuovo contratto di servizi è troppo generico in merito ai reali contenuti del servizio e nel determinarne i relativi costi. In particolare, il piano finanziario è indeterminato nella descrizione di come si formano i costi del servizio che i cittadini poi devono pagare, si sa solo che il prezzo complessivo triennale ammonta a € 3.535.891,85 e che è soggetto a “conguagli” sia sulle quantità di rifiuti prodotti che dei loro costi di smaltimento e recupero.
    Siamo di fronte ad una superficiale redazione di un contratto, che però fa prevalere gli interessi di Acam rispetto ai bisogni dei cittadini: Acam gestisce e propone, il Comune ratifica senza alcuna possibilità di sottrarsi alle sue indicazioni, i cittadini pagano senza alcuna possibilità di controllare se quanto pagato sia la contropartita di un servizio effettivamente svolto.

Ancorché l’affidamento sia in house, è mancata: a) la verifica della congruità dei costi; b) la predisposizione di obiettivi di efficienza, efficacia e economicità da assegnare ad Acam per gli anni di vigenza del contratto; c) le motivazioni dell’affidamento in house ad Acam; d) la fissazione dei  livelli di servizio che si intendono garantire in favore dei cittadini (per esempio con una Carta dei Servizi).

La Giunta Montebello non ha soltanto seguito una procedura diversa da quella stabilita dall’ex sindaco Favini nell’accordo del 12/4/2013, non ha seguito solo una procedura sbagliata rispetto alla normativa e alla giurisprudenza attuale, ma soprattutto ha deliberato un contratto di servizio confuso, impreciso, con evidenti errori e approssimazioni con il risultato di riportare Acam a svolgere un servizio in modo poco controllabile sia nella parte operativa di svolgimento del servizio, che in quella economica di pagamento del corrispettivo.

In conclusione, i cittadini pagheranno questi oltre 3,5 milioni in tre anni senza sapere perché e senza poter né controllare né lamentarsi rispetto al servizio ricevuto (che, giova ricordarlo, in passato è stato pessimo, assai costoso, ma con risultati gestionali per Acam assai catastrofici). Per questi motivi abbiamo espresso il nostro dissenso verso l’attuale Giunta Montebello abbandonando l’aula al momento della votazione della delibera.

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