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ANPI e il fantomatico divieto di parlare della riforma costituzionale

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LA SPEZIA – L’ANPI Provinciale della Spezia nel ringraziare il Comitato delle Borgate, l’AP e gli altri enti che hanno reso possibile la presenza di ANPI, con una propria mostra fotografica e video presso il Villaggio del palio in passeggiata Morin, tiene a precisare che quanto uscito sulla stampa circa un fantomatico divieto di parlare della riforma costituzionale da parte del Comune della Spezia in particolare nella persona del Sindaco, o del Comitato delle Borgate, non solo è falso, ma non sembra tenere di nessun conto il ruolo dell’ANPI ed il significato della mostra stessa.

Infatti è la stessa ANPI che ha deciso assieme agli Enti di proporre una mostra che parlasse della Città, del Golfo e del nostro territorio, in aderenza allo spirito della manifestazione, nonché dei protagonisti della resistenza: i Partigiani e le Partigiane che hanno combattuto nella nostra provincia.

Ciò premesso l’ANPI è un’associazione che ha compiuto oltre settant’anni di militanza che non svolge il ruolo di comitato referendario, ma si impegna nelle battaglie in cui crede e deve svolgere il compito fondamentale di tramandare la memoria, le testimonianze e la storia della resistenza cercando di attualizzarla.

Essere ospiti della manifestazione sportiva storicamente più antica ed importante del nostro territorio è stato per l’ANPI un onore ed ulteriore riconoscimento del ruolo svolto dalla nostra associazione; un nuovo legame tra sport, associazionismo ed ANPI da coltivare e far crescere.

La mostra è stata conforme allo spirito del Palio ed al contesto in cui era inserita ; ha visto la presenza di centinaia di visitatori che hanno potuto conoscere il nostro Golfo bombardato e ricostruito, i nostri Partigiani e la nostra associazione.

Le polemiche sterili vengono rimandate al mittente tra i quali Irene Giacchè che forse, esprimendosi sui social, non conosce bene la storia ed i compiti dell’ANPI e/o secondo la quale dovremmo abdicare al ruolo di associazione portatrice di memoria e valori e trasformarci in un comitato elettorale.

Ebbene l’ANPI non finisce con il referendum e non termina lì il suo ruolo.

Chi parla di divieti (inventati) non conosce lo spirito della nostra associazione la quale svolge , come sempre, diverse iniziative su temi diversi.

Basta pensare all’attenzione circa la revisione ed ampliamento del reato di apologia del fascismo che ha come primi firmatari i membri della Presidenza spezzina, le iniziative dedicate alla memoria, quelle nelle scuole, quelle nel sociale (vedi Cirinnà) ed ovviamente quelle dedicate alla difesa, attuazione e conoscenza della Costituzione Repubblicana.

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