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BOSS Gallery: Sergio Fregoso

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LA SPEZIA – L’ultima mostra della BOSS Gallery è dedicata ad una persona alla quale io devo tutto. Fotografo, curatore, insegnante, amico. In una parola, Sergio Fregoso.
Penso alla prima volta che lo vidi, dentro al circolo D’Amore in via Firenze 32, piazza Brin. Fu un’apparizione ad un corso di fotografia, uno di quelli in cui ti spiegano come funziona una macchina fotografica; c’era l’immagine di una Rolleiflex completamente smontata e mi prese il panico, mi chiesi se io sarei mai stato in grado di fare delle fotografie. Mi ricordo perfettamente che, a un certo punto durante gli incontri, Sergio intervenne e mi folgorò, dandomi una speranza nel mondo della fotografia: ci spiegò che il funzionamento delle macchine avrebbero dovuto spiegarlo i commessi dei negozi di fotografia e che, invece, era più importante guardare cosa succedeva dentro l’inquadratura. Da quel momento mi sono innamorato della fotografia.
Dopo anni quel circolo è diventato il Btomic!

Questa piccola mostra di fotografie, scattate al teatro Monteverdi (ora diventato un centro commerciale cinese), è tratta da una serie che Sara, la figlia, aveva nel suo archivio e che la famiglia ha gentilmente messo a disposizione gratuitamente.
Un ringraziamento particolare a Valentina Ciavolino e famiglia per aver contribuito con le stampe della mostra.

(Jacopo Benassi)

Durante l’inaugurazione verrà offerto un’aperitivo da La Pia e Cantina Lunae!

II Teatro Monteverdi è stata la più capiente sala teatrale della Liguria, in grado di accogliere tremila spettatori.
Al suo interno successe un po’ di tutto, dalla rappresentazione dell’Aida con veri elefanti alle esibizioni pugilistiche di Primo Carnera, da Duke Ellington a Josephine Baker, fino a Macario e alle proiezioni di Lascia o Raddoppia? per gli spezzini che ancora non avevano un televisore.
Adibito anche a cinema, l’edificio era soprattutto un teatro elegantemente arredato e dotato di un ampio palcoscenico, tappa obbligata per le maggiori compagnie d’avanspettacolo, vide il suo massimo splendore a cavallo fra le due guerre mondiali.
Chiuso definitivamente nel 1978, ora è una zona commerciale con parcheggio coperto.

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