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Fratelli d’italia dice no all’apertura di una nuova moschea

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LA SPEZIA – «Magari non ne avrà saputo veramente niente il sindaco Federici della possibilità dell’apertura di una moschea in via Chiodo, ma di fatto la scellerata politica di apertura verso un’ideologia come quella islamica in palese contrasto con i principi della nostra civiltà, di cui egli stesso si è sempre fatto portavoce, di certo non favorisce il clima di chiarezza di cui ora avremmo bisogno.

Sgombriamo infatti il campo da dubbi: una moschea non va aperta in via Chiodo e non va aperta da nessun’altra parte! E questo non solo per motivi commerciali, ma semplicemente perché noi e l’Islam siamo incompatibili ed è  arrivato il momento di tutelare ciò che siamo e di essere assertivi.
Una civiltà che si fonda sulla filosofia greca, sul diritto romano, sui valori cristiani, sull’illuminismo, non ha niente a che vedere con i precetti oscurantisti e mortiferi dell’Islam che vengono scambiati per legge.

Quanto da lei esternato all’inaugurazione della moschea di via Mantegazza è inconcepibile, caro sindaco: noi non dobbiamo “fare le regole insieme” ai musulmani e i loro bambini non sono “il nostro futuro”. Le regole su cui si basa la nostra società qui sono già sufficienti, chiarissime e non in discussione, visto che questa è casa nostra. Il nostro futuro, invece,  sono le nostre famiglie, che agonizzano grazie a una politica che le vessa senza tregua, nonostante siano proprio queste  a mantenere con la proprie tasse anche una classe politica che dovrebbe trovare soluzioni, in primis per gli italiani.
Chi finanzia, poi, l’apertura di questi sedicenti “centri culturali”?
Ci dica il sindaco quanto deve preoccuparci il fatto che Paesi considerati finanziatori del terrorismo e che finanziano moschee in altre zone d’italia stiano banchettando con aziende della nostra provincia e vengano in città per parlare di affari!

I 20.000 euro al mese richiesti per l’affitto in effetti non sono proprio alla portata di tutti! Da qui la richiesta del portavoce di FdI avv. Rosson della provenienza del denaro presso la Procura della Repubblica e la Guardia di Finanza.
Un notevole contributo a questo tipo di evoluzione sociale arriva poi da chi cinicamente sfrutta il denaro pubblico spacciandosi per benefattore. Tra  questi eroi della bontà a breve scadenza, visto che nessuno si preoccupa mai del dopo, c’è anche chi, per esempio, folgorato sulla via di Damasco, passa senza colpo ferire dalle acrobazie finanziarie al meraviglioso mondo dell’accoglienza e del “volantariato”. Peccato, però, che la Provvidenza tanto amata da Giovanni Ricchetti abbia un nome e un codice fiscale. Nel caso dei migranti, per esempio, si chiama bando della Prefettura e vale 32.5 € a testa al giorno…e così è, chiaramente, per tutti i nuovi Tycoons del settore che non hanno nulla a che fare, quindi, con il volontariato (quello vero). Quello che in più ci mette l’eroe di Brugnato sono le favole con cui ci intrattiene nelle sue uscite pubbliche, come la selezione alla CNA sostenuta da uno dei sui “assistiti” per entrare a un corso, facendo passare per straordinari requisiti di accesso minimi che tutti pretendono. E sottolineando dettagli di un’assistenza che non è beneficenza, ma è profumatamente pagata da tutti noi.

Chi entra nel nostro Paese deve entrare con un contratto di lavoro. I profughi sono solo il 5% del totale dei migranti. La disoccupazione nella nostra provincia, però, è ancora in crescita. Chi racconta la favola  della manutenzione del verde come percorso professionalizzante per gli immigrati è soltanto un mistificatore e un venditore di fumo.»

Amanda Giardini – Resp. Immigrazione Fratelli d’italia La Spezia

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