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Sequestrata un’area di 7.000 metri quadri ed un immobile di 400 metri quadri sulla spiaggia di Ceriale

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SAVONA – Da ex camping e villaggio turistico in riva al mare a discarica di rifiuti e dormitorio abusivo per clochard ed immigrati clandestini. Questa è la fotografia scattata dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Savona dopo il blitz sul lungomare di Ceriale (SV), eseguito nella ricerca di un deposito di merce contraffatta destinata alla vendita sulle spiagge della Riviera di Ponente.

Effettivamente, ammonta a svariate centinaia di capi di abbigliamento contraffatti il resoconto della merce rinvenuta nascosta tra i cespugli ma, durante il blitz, i finanzieri hanno scoperto una triste realtà: l’esistenza di un dormitorio per immigrati clandestini che vivevano in condizioni igienico-sanitarie precarie e di estremo degrado. Gli occupanti dell’immobile avevano allestito degli spazi per poter dormire e delle aree di fortuna ove poter espletare i propri bisogni fisiologici e di “cura personale”.

Si tratta di una vasta area situata sul litorale di Ceriale (SV), che si estende dalla litoranea che collega Albenga a Ceriale sino al mare, su cui anni fa sorgeva un polo turistico-ricettivo affacciato direttamente sulla spiaggia. L’elevato valore paesaggistico è dovuto anche alla vicinanza al Rio Torsero che, come noto, costituisce riserva naturale regionale e riveste fama mondiale tra i paleontologi per l’abbondanza, la varietà e l’eccezionale stato di conservazione dei fossili che risalgono al periodo pliocenico. L’ex villaggio è già noto alle cronache degli ultimi

10 anni a causa di diversi episodi incendiari che l’hanno coinvolto, alcuni dei quali hanno causato anche interruzioni dell’adiacente tratto ferroviario Savona-Ventimiglia. Nel 2015, un ultimo incendio era divampato proprio a causa dell’occupazione abusiva da parte di alcuni soggetti extracomunitari, tant’è che i proprietari dell’edificio, su richiesta degli uffici comunali, avevano deciso di “murare” tutti gli accessi (porte e finestre). Questo non è bastato a dissuadere i nuovi occupanti che, nel frattempo, hanno creato dei varchi di accesso demolendo alcune parti delle nuove murature.

Ma la situazione attuale è ancora peggiorata perché, dopo essere stata via via abbandonata, l’intera area è diventata una vera e propria discarica abusiva di rifiuti tra i più disparati: rifiuti derivati dalle demolizioni e dismissioni dell’attività ricettiva, materassi alla rinfusa, letti a doghe, infissi e finestrature varie, parti di sanitari, registratori di cassa, mobilia varia accatastata, oltre che cumuli di rifiuti organici e liquami ma anche “rifiuti speciali” e “pericolosi” derivati da elettrodomestici ed apparecchiature elettroniche, lastre e tubi in eternit (utilizzati come tettoie), serbatoi, cisterne e materiali ferrosi deteriorati. In prossimità della riva, a ridosso dell’area demaniale, sono state reperite anche carcasse di imbarcazioni ed ulteriori cataste di rifiuti e materiali del vecchio camping.

Questo il drammatico scenario che ha indotto la Guardia di Finanza ingauna, in collaborazione con personale della Polizia Locale di Albenga e Loano e su disposizione della Procura della Repubblica di Savona, a sequestrare tutta l’area onde scongiurare ulteriori gravi conseguenze per la sicurezza pubblica e per l’ambiente. Il provvedimento urgente, per il quale adesso si attende la convalida dell’Autorità Giudiziaria, riguarda l’intero complesso, costituito da una vasta superficie di circa 7.000 metri quadri e da un immobile di due piani di circa 400 metri quadri.

Nel frattempo, i cittadini stranieri che avevano occupato abusivamente l’immobile sono stati tutti denunciati e nei confronti degli stessi sono state avviate le pratiche per l’espulsione.

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