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Sarzana accoglie in gran forma il Festival della Mente foto

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SARZANA – E’ cominciato il “rito” collettivo del Festival della mente a Sarzana e tutto procede liscio come da copione. Giunto alla sua tredicesima edizione, quest’anno ha come tema “Lo spazio” in tutte le sue sfaccettature (urbano, della famiglia, della coppia, immaginario, virtuale). Tutti esauriti i biglietti. Ma, andando alle conferenze un po’ prima, è sempre possibile trovare qualcuno che li rivende. Sono migliaia gli affezionati al Festival che giungono da tutta Italia e fanno il pieno negli alberghi, nei Bad & Breakfast, nei bar, nei ristoranti. Sia intellettuali che profani, ansiosi di riempire il loro bagaglio culturale in un tuffo di tre giorni nella filosofia, nella storia, nella psicologia. “E’ una comunità sana e fertile che, come ogni anno, vuole approfondire la propria conoscenza in questi tre giorni di kermesse che siamo orgogliosi di ospitare” Ha esordito il sindaco Alessio Cavarra. Una doverosa riflessione è stata fatta per le popolazioni colpite dal terremoto che hanno visto perduto il loro spazio vitale (restando in tema col Festival).

Matteo Melley, il patron della manifestazione, ha rivelato che tredici anni fa, quando fu partorito il Festival, scegliendo il filo conduttore della creatività gli organizzatori sapevano di andare incontro a problemi perché per offrire ogni anno delle novità sarebbe stata impresa difficile. Ma il successo ha dissipato ogni perplessità. “Questa manifestazione – ha affermato – aiuta ognuno di noi ad aprire la mente attraverso strumenti per affrontare la quotidianità”. L’assessore della Regione Ilaria Cavo, che l’altro giorno ha inaugurato un museo a Sarzana, ha portato i saluti del Presidente Toti dimostrando l’interessamento della Regione per la cultura locale. Dal canto suo il direttore artistico Pietropolli Charmet si è impegnato a trovare una soluzione onde fare in modo che i turisti dell’ultima ora possano trovare i biglietti anche se non prenotati. “Gli affezionati del Festival – ha affermato – è come se volessero una cultura a Km O senza mediatori andando a conoscere direttamente alla fonte i contenuti del Festival.”

L’ouverture è spettata al noto filosofo Salvatore Veca che ha parlato dello spazio pubblico quale bacino di democrazia. “I problemi emergono – ha affermato – quando le voci dei cittadini non trovano corrispondenza nelle istituzioni e nei mediatori politici. Occorre pensare a spazi pubblici che eliminino questo divario” Battezzato il Festival, tutti a correre da una conferenza all’altra come assetati nel deserto. Un esercito di persone, dai vestiti più stravaganti per l’occasione (anche questo un bello spettacolo a vedersi), hanno affollato le vie ed i locali di Sarzana, rendendola come una bella donna sempre pronta ad accogliere chiunque la desideri.

Simona Pardini

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