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LATINA – SPEZIA 0 – 0 | Un tempo a testa, il pari è cosa buona e giusta

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LATINA – Appuntamento con la vittoria ancora rimandato per le Aquile, fermate sullo zero a zero a Latina. Primo tempo col freno a mano tirato, poi nella ripresa le occasioni migliori, ma sono le retroguardie ad avere la meglio. 

LE FORMAZIONI: NOVITA’ PIU PER LE AQUILE, GILBERTO DEBUTTA TRA I LAZIALI

Al Francioni di Latina lo Spezia di Mimmo Di Carlo, reduce dal pari interno contro la Salernitana, cerca la prima gioia stagionale. Nel 4-3-3 del tecnico di Cassino, la novità porta il nome di Piu, al debutto con la maglia bianca. Per il resto tutto confermato con Chichizola in porta, De Col, Valentini, Terzi e Migliore a comporre il pacchetto arretrato, centrocampo formato dall’inossidabile trio Pulzetti – Errasti -Sciaudone, mentre in attacco ecco Piccolo – Nenè e Piu.

Operazione riscatto per i padroni di casa, surclassati al Bentegodi di Verona dagli scaligeri di Pecchia. Vivarini conferma il 3-5-2, lanciando dal primo minuto Pinsoglio tra i pali, Brosco, Dellafiore e Garcia Tena sulla retroguardia, Gilberto, D’Urso, De Vitis, Mariga e Scaglia a centrocampo, Acosty – Paponi tandem d’attacco.

PIU’ LATINA CHE SPEZIA: CHICHIZOLA MANTIENE LO ZERO A ZERO

Prime battute di gioco caratterizzate dai tiri dalla distanza del Latina, ma i tentativi di Mariga e De Vitis non hanno fortuna, terminando abbondantemente a lato. Non manca di certo il ritmo nei primi 20′, anche se, di fatto, latitano le vere occasioni da gol, con Pinsoglio e Chichizola spettatori non paganti. Un tantino più pericoloso è il Mariga 2.0 dai venti metri, ma anche in questo caso Chichizola deve solo osservare la sfera spegnersi sul fondo. Stesso discorso per Acosty, a conferma del fatto che la volontà degli uomini di Vivarini è buona, un pò meno la mira. Per ammirare le doti dell’estremo difensore argentino, più volte accostato al grande palcoscenico della A, bisogna attendere il minuto 28, quando Mariga, su situazione di calcio da fermo, è protagonista con un bel colpo di testa respinto in corner da un ottimo riflesso del numero 1 aquilotto. Risposta spezzina con il tuffo di Sciaudone, ben imbeccato da De Col, ma Pinsoglio fa sua la presa. Ci prova anche il debuttante Piu con una bella progressione sull’ out di sinistra con annesso assist al centro, sventato però da Dellafiore. In chiusura è ancora Mariga a riprovarci dal limite: buona questa volta la mira, ma Chichizola risponde ancora presente. Velleitario, invece, il tentativo di Piccolo dalla destra, con il pallone che attraversa tutta l’area, senza trovare nè la porta nè compagni di squadra. Zero i minuti di recupero, così come le reti dei primi 45′ di Latina – Spezia.

MEGLIO NELLA RIPRESA, BAEZ VIVACIZZA IL GIOCO, MA IL RISULTATO NON CAMBIA: ARRIVA IL SECONDO PARI CONSECUTIVO

Inizio secondo tempo aquilotto all’insegna dell’attacco, con Sciaudone autore di due belle conclusioni dal limite nel giro di pochi secondi: la prima deviata in corner, la seconda a pochi centimetri dal sette. Il clima umido e caldo basterebbe già di per sè a scaldare i ventidue in campo, anche se Pulzetti non è dello stesso avviso, scagliando al quarto d’ora una bordata da fuori che ha il risultato di bruciare le nocche dell’attento Pinsoglio, al primo intervento della serata. L’estremo difensore scuola Juve è ancora chiamato in causa poco dopo, questa volta dal neo entrato Baez – fuori Piu – presentatosi in maglia bianca con un destro troppo debole. Venti minuti di black out per il padroni di casa, che si ripresentano dalle parti di Chichozola al 25′ con un’azione insistita inizata da Acosty e non finalizzata prima da Paponi, poi da Scaglia. E’ però lo Spezia a tenere in mano il pallino del gioco, creando le occasioni più pericolose: alla mezz’ora è ancora Baez a provarci da fuori e sfera di non molto alla sinistra di Pinsoglio. Un pò di stanchezza tra le fila del Latina, con Vivarini che si gioca la tripla sostituzione, gettando nella mischia Rocca, Boakye e Bruscagin, al posto di Mariga, Paponi e dell’infortunato Gilberto. Di Carlo lancia invece gli ultimi arrivati Deiola e Granoche, dentro per Pulzetti e Nenè. Cambiano gli uomini in campo, ma non risultato: in realtà potrebbe modificarsi a vantaggio delle Aquile, ma Baez e Granoche, imbeccati da Migliore sulla sinsitra, si disturbano a vicenda, cozzando l’uno contro l’altro e graziando così la retroguardia latina. Vincono dunque la stanchezza e le rispettive difese, a testimonianza di uno a zero tutto sommato giusto.

Andrea Licari

 

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