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Il “Comitato stadio per lo Spezia” e la costruzione di un ascensore per disabili nei distinti

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Comitato stadio per lo Spezia.

LA SPEZIA – “Questa mattina l’assessore ai lavori pubblici Corrado Mori ha parlato della prossima costruzione di un ascensore per disabili nei distinti per risolvere un problema annoso che noi attraverso la pagina Facebook “il nuovo stadio dello Spezia” siamo sempre stati gli unici o quasi a denunciare.
I disabili in gradinata hanno davanti un vetro sporco, altissimo, le panchine e tutti gli operatori tv, ci si devono quindi appiccicare per provare a vedere con scarsi risultati la partita finendo quindi anche scoperti dalla tettoia del settore e con il loro accompagnatore che deve stare nelle medesime condizioni e addirittura accucciato non avendo dove sedersi. Chiariamo innanzitutto che cerchiamo una soluzione migliore per tutti, meno costosa e che permetta di vedere meglio e soprattutto in sicurezza la partita a chi è in carrozzina, realizzabile in tempi minori o uguali rispetto alla costruzione di un elevatore.

Noi pensiamo che sia un lavoro dispendioso e poco utile per i disabili. Infatti usare quei soldi o anche meno per togliere le barriere dalla gradinata, spostando in tribuna le panchine, cosa tecnicamente fattibile e con solo 7 giorni di lavori permetterebbe ai diversamente abili di seguire la partita dalla prima fila, al coperto, con l’accompagnatore seduto comodamente al fianco, vicino al campo di gioco con una visuale ottimale e un maggiore coinvolgimento. Addirittura questa soluzione permetterebbe di allargare il campo da 65 a 68 metri incassando le panchine nella pancia della tribuna e porterebbe il Picco in linea con le misure regolamentari internazionali del gioco del calcio e qualche punto in più in classifica alla squadra alla fine di ogni stagione, ma questa è un’altra storia.

Alcuni di noi frequentano la gradinata nella parte alta, in piedi e nelle azioni salienti o prolungate capita spesso che tutte le ultime file si alzino dai seggiolini presi dalla foga della partita. Chi può adesso si arrampica in piedi sullo schienale dell’ultimo sedile e vede lo stesso, ma un disabile cosa potrebbe fare in una situazione del genere? Togliere le attuali barriere della gradinata nel contempo permetterebbe alla metà delle file di quel settore di vedere la partita, cosa ora non possibile a causa degli altissimi vetri, che spesso ha impedito di fare il tutto esaurito al Picco e che oltre ai mancati introiti dà un colpo d’occhio non certo gratificante.

Pare inoltre che il problema dell’eliminazione delle barriere possa derivare dal parere negativo della questura.

Ma i distinti a Chiavari, a 40 chilometri da qua e nella solita categoria sono senza barriere, con solo un parapetto di 1,10 metri come in tutti gli stadi moderni o che si cercano di ammodernare: Trapani, Vercelli, Frosinone, L’Aquila, Torino, Firenze, Cesena, Udine e moltissimi altri sono esempi di stadi senza barriere e mai, sottolineiamo mai, è successo in questi impianti un episodio di violenza dopo l’abbattimento delle divisioni, confermando che togliere le gabbie rende meno bestie e più civili le persone, esponendole e responsabilizzandole come successo in Inghilterra.

La collocazione delle persone in carrozzina a bordocampo è la soluzione attuata in tutti i più moderni impianti inglesi, e tutte le regole degli stadi di oltremanica derivano da grandi e dolorose lezioni delle tragedie del passato.

Cosa succederebbe alle persone in carrozzina in caso di incendio, o di un terremoto, o di un attentato?

Ma basterebbe un semplice black-out, come potrebbe il disabile essere portato velocemente in salvo stando così in alto e con l’ascensore che potrebbe non funzionare in una situazione di pericolo del genere?

Il campo è la principale via di fuga di ogni impianto moderno, per questo è importante rimuovere il fossato dalla curva ed ogni barriera che divide i settori da esso, non bisogna aspettare una tragedia anche da noi per capirlo. Siamo in tanti a pensarla così e siamo disponibili ad un proficuo e collaborativo confronto con tutte le parti in causa, Comune, Spezia Calcio, rappresentanti dei disabili e della questura, sperando vengano valutate attentamente le nostre perplessità prima di commettere errori o sperperare denaro che potrebbe essere impiegato in migliorie più utili e al passo con i tempi.”

Comitato “STADIO PER LO SPEZIA”, gruppo FB al seguente link:
https://www.facebook.com/groups/comitatostadioperlospezia

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