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Riforma dei porti, Vaccarezza: “Necessaria autonomia in fase transitoria. Il Governo ci ascolti”

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GENOVA – «Questa volta il Governo deve ascoltarci. Il ministro Delrio, dopo aver fatto la sua meravigliosa riforma delle province, rendendo il nostro territorio più insicuro, più povero e con meno servizi, oggi sta completando l’opera con la riforma dei porti. Una riforma che doveva restringere le autonomie in Italia e poi, salvando i soliti noti, ha fatto in modo che l’unica Regione a pagarne il dazio fosse proprio la Liguria». Commenta così il capogruppo di Forza Italia in Regione Liguria, Angelo Vaccarezza, il provvedimento del Governo che accorperà i porti liguri.

La richiesta è che rimangano le autonomie almeno in questa fase transitoria, a fronte dei dati sulle movimentazioni container e delle opere di ampliamento in atto, come il complesso collegato alla realizzazione della piattaforma Multipurpose. Ecco il motivo della richiesta, che si unisce a quella della Regione Liguria. «I nostri porti, che movimentano il 50 per cento dell’import-export dei container di tutta Italia, oggi vedono perdere la loro autonomia. Il porto di Genova e quello di Savona diventeranno un porto unico. Almeno in questa fase transitoria, in cui la riforma non è ancora del tutto applicata, noi chiediamo che l’autonomia resti.

Serve per decidere, non per avere più poltrone. Serve per avere gli investimenti che noi abbiamo attratto grazie alle scelte che gli enti territoriali hanno fatto. Migliaia di persone mettono il piatto in tavola grazie ai nostri porti: meritano rispetto come noi meritiamo l’autonomia che un giorno perderemo, ma che oggi chiediamo con una lettera del presidente della Regione, con una delibera di giunta e che pretendiamo ci venga accordata.

Noi vogliamo il rispetto che questa Regione non ha perché conta poco a Roma, ma che noi pretendiamo per fare in modo di portare a casa il massimo risultato. Aspettiamo una risposta – conclude Vaccarezza – questa volta non può essere una delle solite visite durante le tante primarie del Pd. Questa volta deve essere un sì nell’interesse dei liguri».

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