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9 settembre 1943. Il ricordo del vicesindaco Cristiano Ruggia

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LA SPEZIA – “Il 9 settembre 1943 – ha dichiarato il vicesindaco della Spezia Cristiano Ruggia – è una data di grande importanza nella nostra storia.

Quel giorno dalla Spezia partirono le corazzate Roma, Italia e Vittorio Veneto, cinque incrociatori e sette cacciatorpediniere, dopo aver reso inutilizzabili gli impianti bellici terrestri e le unità navali impossibilitate a partire, sottraendole così ai nazifascisti e successivamente ci furono gli affondamenti della corazzata Roma e del cacciatorpediniere Da Noli e Vivaldi con il sacrificio di migliaia di vite, tra cui l’ammiraglio Carlo Bergamini.

La Spezia, come si legge nella motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare conferita nel 1996 alla nostra Provincia, rimase saldamente in prima linea nel corso di tutta la guerra di liberazione. La sua gente, sull’esempio dell’eroica squadra navale, che il nove settembre era salpata dalla sua base, decise di opporsi, sin dall’inizio, all’invasione nazista.

Questa ricorrenza è anche l’occasione per ricordare sempre Angiolino Falugiani che con la Confederazione Italiana tra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane, si è sempre impegnato perché il 9 settembre venga riconosciuta come Giornata del Riscatto Nazionale.

Il 9 settembre, infatti, oltre all’esempio dei valorosi uomini della Marina Italiana, è stata una giornata che ha visto i primi esempi di Resistenza come Cefalonia e altre isole dell’Egeo, come Santa Maura con l’emblematico sacrificio del nostro concittadino, il colonnello Mario Ottalevi, Porta San Paolo e la scelta di tanti soldati italiani di partecipare alla Resistenza che, di lì a poco, assumerà la sua forma organizzata.

Il 9 settembre rappresenta l’inizio della Guerra di Liberazione, una lotta che vide impegnato tutto il popolo italiano: partigiani, la Marina, l’Aeronautica e l’Esercito ricostituito che risalì la penisola, gli oltre 600 mila internati militari italiani, i deportati nei campi di sterminio, le vittime civili dei bombardamenti e delle stragi nazifasciste, i contadini che aiutarono i partigiani, gli operai che fecero i grandi scioperi nelle fabbriche e tutti quegli italiani che si schierarono e lottarono per restituire dignità e libertà alla patria”.

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