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Marco Aime: non c’è un confine tra ‘noi’ e ‘loro’. La base della convivenza è la cultura

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SAN TERENZO – Marco Aime, antropologo e scrittore, è stato il protagonista del secondo appuntamento del progetto dell’Associazione Culturale Mediterraneo “Mediterraneo diviso. Prove di dialogo”, dedicato al tema “Convivenze”. Per Aime “con la scoperta del Dna non è più possibile parlare di razze, perché gli uomini si sono sempre mossi e imbastarditi: non ci sono più le razze, discendiamo tutti dagli stessi antenati meticciati”. E tuttavia, ha proseguito, “se l’idea di razza è stata demolita, il razzismo no, perché vive nella tesi secondo cui ogni popolo ha una sua cultura, che ognuno deve coltivare a casa sua”. Il presupposto è che “le culture hanno identità separate”: ma “qualunque cultura è già il prodotto di un incontro di culture, perché ci siamo sempre scambiati idee”. L’identità è dunque “una costruzione” e anche la tradizione “è continuamente modificata”. Ed ecco la conclusione: “Non possiamo parlare di ‘noi’ e ‘loro’: dove sta il confine?”. Aime è stato introdotto da Giorgio Pagano, presidente di Mediterraneo, che ha fatto riferimento alle sue esperienze di cittadino impegnato in Italia nell’accoglienza dei migranti e di cooperante in Africa per una conclusione analoga a quella di Aime: “Le basi della convivenza sono nella cultura, che è qualcosa che costruiamo ogni giorno nelle relazioni con gli altri”.

L’iniziativa, tenutasi al Parco Shelley di San Terenzo, è stata organizzata in collaborazione con il Comune di Lerici. La prossima iniziativa del progetto sarà la mostra fotografica “Paesaggi e luoghi della civiltà mediterranea”, che sarà inaugurata sabato 24 settembre alle 17,30 agli Archivi Multimediali “Sergio Fregoso”. Per informazioni visitare il sito www.associazioneculturalemediterraneo.com

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