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A Genova il Congresso eucaristico nazionale

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di Giuseppe Savoca

Da giovedì prossimo sino a domenica Genova e la Liguria ospiteranno un evento religioso di grande portata e significato, tanto più che si svolge nel cuore dell’anno santo straordinario “della Misericordia”: il Congresso eucaristico nazionale, giunto alla sua ventiseiesima edizione. I lavori saranno aperti e presieduti dall’arcivescovo genovese cardinale Angelo Bagnasco, anche nella veste di presidente della Conferenza episcopale italiana e di legato pontificio. Sarà ancora Bagnasco a presiedere, domenica prossima, la solenne Messa conclusiva, alla quale parteciperanno in gran numero sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli delle diocesi liguri. Anche dalla Spezia saranno in tanti, domenica, a recarsi a Genova. Ma nel frattempo le diocesi liguri, e quindi anche quella della Spezia – Sarzana – Brugnato, vivranno alcuni eventi importanti legati proprio al Congresso eucaristico nazionale. Di fatto, ci sarà una “fase diocesana” del Congresso stesso che, alla Spezia, sarà articolata in due diversi eventi – celebrazioni. Il primo appuntamento è per giovedì prossimo alle 21 nella cattedrale di Cristo Re. Si tratta dello stesso giorno, lo ricordiamo, dell’apertura ufficiale del Congresso nazionale a Genova. Alla Spezia, in cattedrale, il vescovo Luigi Ernesto Palletti presiederà la Messa diocesana “di apertura” del Congresso. Tutti i fedeli della città e della diocesi sono invitati ad intervenire. Il giorno seguente, venerdì, sempre alle 21, si terrà il secondo evento – celebrazione: un’ora di Adorazione eucaristica nella cripta della cattedrale di Cristo Re, con accesso dai portici di piazza Europa. Anche in questo caso, tutti sono invitati a prendere parte alla celebrazione. Saranno due occasioni importanti per testimoniare l’unità delle Chiese liguri con il Papa e con l’intera Chiesa italiana all’insegna del tema eucaristico, centrale nella vita di fede. E per riflettere insieme sul tema del Congresso, che, ricordiamo, è il seguente: “L’Eucaristia sorgente della missione: nella Tua misericordia, a tutti sei venuto incontro”.

Quando il Congresso fu diocesano

La celebrazione del Congresso eucaristico nazionale a Genova richiama alla mente degli spezzini un evento di dodici anni or sono. Ci riferiamo al Congresso eucaristico diocesano, che era stato indetto dal vescovo Bassano Staffieri, oggi vescovo emerito. Il Congresso aveva avuto una lunga fase di preparazione e di celebrazione nelle parrocchie e nelle zone pastorali, per arrivare poi alla celebrazione solenne e conclusiva che si tenne alla Spezia, in una piazza Europa gremita di migliaia di persone, il 20 giugno di quell’anno. La celebrazione fu presieduta dall’allora arcivescovo di Genova cardinale Tarcisio Bertone, che aveva a fianco il vescovo Staffieri e il vescovo emerito di San Miniato Edoardo Ricci. Fu certamente un evento molto importante non solo per la diocesi ma per tutta la città e provincia.

Le celebrazioni solenni in onore di san Venerio

Tutto è pronto, alla Spezia e a Porto Venere, per le celebrazioni solenni in onore di san Venerio, patrono delle Chiese del Golfo della Spezia. La memoria liturgica del santo ricorre il 13 settembre, quindi martedì. Domani pomeriggio, nella vigilia, la reliquia del santo, restituita nel 1959 alla Spezia dalla diocesi di Reggio Emilia (che lo ha come santo patrono), sarà esposta nella cattedrale di Cristo Re, dove alle 17.30 il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti concelebrerà la Messa con i canonici del capitolo della cattedrale e con i parroci del Golfo. Al termine del rito, la reliquia e la statua lignea di Venerio, saranno portati in processione sino al molo Italia, quindi imbarcati su una vedetta della Marina militare e trasferiti a Porto Venere. Martedì mattina saranno poi di nuovo trasferiti all’isola del Tino, il luogo dove Venerio visse insieme ai suoi monaci tra il sesto e il settimo secolo. Sull’isola, nel piazzale della Vela, il vescovo Palletti presiederà la Messa alle 10.30, cui seguirà, alle 12, la benedizione delle imbarcazioni che saranno affluite nello specchio d’acqua sottostante. Le difficoltà rappresentate dai movimenti franosi degli ultimi anni impediscono la visita libera dei fedeli sull’isola, che per molto tempo è stata caratteristica di questa festività e della domenica seguente. E’ stato però possibile, grazie alla collaborazione della Marina e delle altre autorità competenti, organizzare comunque la celebrazione della festa sull’isola, a ricordo dell’impegno pastorale ed anche sociale dei monaci di Venerio. Per la presenza sull’isola di uno storico faro e per la tradizione che voleva i monaci segnalare ai naviganti di allora i pericoli delle secche, san Venerio, come è noto, è anche santo patrono dei guardiani di faro.

Raccolta pro–terremotati

Domenica prossima 18 settembre, in concomitanza con la giornata conclusiva del Congresso eucaristico, in tutte le chiese italiane si terrà una raccolta straordinaria di fondi a favore delle popolazioni colpite dal recente terremoto in Italia centrale. I fedeli sono invitati a contribuire a questa importante azione di solidarietà, che si aggiunge alle iniziative di Caritas italiana attivate sin dalle prime ore dopo il sisma. Coloro che intendessero contribuire in modo ulteriore, possono farlo versando quanto ritengono sul conto corrente bancario Iban IT 03 C 06030 10702 000046323472 presso l’agenzia A di Carispezia, piazza Verdi, La Spezia, con la causale “Terremoto Italia Centrale”. Delle attività effettuate con i fondi raccolti sarà dato adeguato rendiconto.

Assegnato a Venezia il premio Taddei

E’ stata assegnata venerdì al Lido di Venezia, nell’ambito della mostra internazionale del cinema, la decima edizione del premio intitolato al gesuita padre Nazareno Taddei, spentosi a Sarzana nel 2006. Il premio è andato quest’anno ad un film russo–tedesco, “Paradise” (”Paradiso”) del regista russo Andrei Konchalovsky. Il film, ambientato al tempo della seconda guerra mondiale, ha al suo centro le vicende di una coppia tormentata: ex nobile russa finita in un campo di sterminio lei, ufficiale della gestapo lui. La giuria, presieduta da Gianluigi Bozza, critico del quotidiano “L’Adige”, ha rilevato nella pellicola «le capacità di rievocare con efficacia una tragica fase – sempre attuale – della storia dell’Europa contemporanea, con un linguaggio squisitamente cinematografico, evitando facili espedienti narrativi–spettacolari ed affermando l’importanza dei valori cristiani e dell’umanesimo di tutela e valorizzazione della libertà delle persone». In dieci anni, i film premiati con il “Taddei” hanno ottenuto quasi sempre importanti successi di pubblico e di critica al loro apparire sugli schermi: vedremo se sarà così anche quest’anno.

La Giornata del creato

Oggi pomeriggio, al santuario del Mirteto, presso Ortonovo Alto, le comunità cristiane spezzine celebrano insieme la “Giornata del Creato”, dedicata quest’anno alla “Misericordia del Signore per ogni essere vivente”. Alle 15.30 terrà una riflessione il pastore Herbert Anders, della Chiesa battista. Seguirà, alle 16.30, una preghiera ecumenica. Saranno presenti anche i vescovi Luigi Ernesto Palletti e Giovanni Santucci. Tutti sono invitati.

Bolano, festa patronale

Bolano celebra oggi 11 settembre la festa patronale della Madonna del Buon Consiglio. Alle 11 il vescovo Luigi Ernesto Palletti è alla pieve, per la celebrazione della Messa solenne.

Suor Mary e il diaconato

C’è anche una teologa di origine spezzina nella speciale commissione di otto persone – quattro uomini e quattro donne – nominata da Papa Francesco per studiare l’argomento di un possibile diaconato femminile. Si tratta di suor Mary Melone, delle suore Francescane Angeline, attuale rettore a Roma della pontificia università “Antonianum”. Suor Melone è nata alla Spezia nel 1964 ed è stata battezzata nella chiesa dell’ospedale civile di “Sant’Andrea”. In relazione alla commissione di cui è stata chiamata a far parte, suor Mary ha dichiarato tra l’altro: “Credo sia un segnale importante, anche al di là del diaconato in sé. L’affermazione di Francesco esprime ancora una volta la sua volontà seria di assicurare alle donne un ruolo effettivo, decisionale, nella Chiesa”.

Auguri di buon lavoro !

Esaltazione della croce

Mercoledì, festa liturgica dell’Esaltazione della Santa Croce, il vescovo Luigi Ernesto Palletti celebrerà la Messa in due parrocchie: quella della Santa Croce di Beverino Castello (nella foto) e quella di Bocca di Magra. A Beverino la Messa sarà alle 16.30, a Bocca di Magra alle 18.30. Il vescovo conferirà anche le Cresime. Come è noto, nel territorio lunense la devozione alla Croce è molto antica, ed è collegata con il misterioso arrivo nel porto di Luni del Volto Santo e della reliquia del Preziosissimo Sangue. Sono dedicate alla Croce anche le parrocchie di Montebello e di Pignona.

Fiori d’arancio

Si sono uniti in matrimonio nei giorni scorsi nella chiesa di Marola, alla Spezia, Lorenzo Steardo e Martina Puca. Entrambi sono insegnanti di religione cattolica della diocesi della Spezia – Sarzana – Brugnato. Lo sposo è figlio del diacono Pier Ciro, responsabile dell’ufficio diocesano Comunicazioni sociali. Agli sposi gli auguri i più fervidi della nostra redazione: ad multos annos !

Prosegue il corso per insegnanti di religione

Riprende domani alla Spezia, nel salone di Tele Liguria sud, il corso di aggiornamento per insegnanti di religione cattolica. Il corso, organizzato dall’Ufficio Scuola della diocesi, è iniziato ieri mattina con un intervento del Vescovo che ha presentato il suo Messaggio al mondo della scuola. Domani don Franco Pagano terrà una lezione sulle parabole della misericordia. Seguiranno gli interventi di Vicky Porfidio e di Carmela Benevento.

Messaggio del Vescovo al mondo della scuola

Si torna a scuola. Da mercoledi iniziano le lezioni del nuovo anno scolastico in ogni istituto della provincia. Per l’occasione il Vescovo ha inviato il seguente messaggio a tutte le componenti del mondo della scuola.

MESSAGGIO PER L’INIZIO DELL’ANNO SCOLASTICO
  1. E. Mons. Luigi Ernesto Palletti

Vescovo della Spezia-Sarzana-Brugnato

Innanzitutto desidero rivolgere a voi tutti, genitori, alunni, docenti, e a quanti sono presenti nel mondo della scuola, i miei più cordiali saluti.

Un nuovo anno

L’avvio di un nuovo anno scolastico costituisce sempre un momento di particolare rilevanza nella vita sociale e personale di ognuno. Non è infatti semplicemente una questione di lavoro o di obbligo formativo ma segna profondamente la dimensione della persona. Far maturare una sapienza autentica è condizione fondamentale perché il conoscere non sia semplicemente un insieme, sia pur corretto e oggettivo, di nozioni apprese. Sarà così reso possibile ad ogni donna e ad ogni uomo di costruire in modo solido e sereno la propria personalità e come tale porla in relazione autentica e costruttiva con gli altri e con l’ambiente che li circonda.

Nella rete delle relazioni

Pur mantenendo la propria identità e libertà, nessuno di noi può pensare di vivere come se gli altri non ci fossero e tanto meno sentirsi padrone dell’ambiente in cui vive. Diventa infatti fondamentale richiamare in noi la consapevolezza che in qualche modo siamo sempre “connessi” gli uni con gli altri e, insieme, con il creato ci circonda. La correttezza e la maturità delle relazioni caratterizza infatti l’agire di ogni essere umano in modo peculiare e responsabile; anzi diventa condizione alta di crescita e di comunione. Tutto ciò non è però così scontato: dev’essere accolto nella verità, appreso con perseveranza e vissuto con coraggio. È la bellezza e la fatica del crescere e del vivere. È per tutto ciò che desidero condividere con voi alcune piccole riflessioni, soffermandomi brevemente su tre temi che mi sembrano di particolare rilevanza all’interno di un cammino formativo, ovvero: la “pace”, il “rispetto e la cura del creato”, la “misericordia”.

La Pace

“La pace” riveste pertanto un ruolo fondamentale. Non potendosi esaurire semplicemente nell’assenza di un conflitto, essa chiede d’essere vissuta nella pienezza di una relazione. Ma la relazione che qui viene richiamata ha caratteristiche ben precise che incidono profondamente sulla vita delle persone come ad esempio la giustizia, la legalità, l’onestà, l’equità, la solidarietà. Non possiamo sentirci tranquilli semplicemente perché non imbracciamo le armi. Tutti noi siamo consapevoli come le nostre parole, i nostri comportamenti, le nostre abitudini possano di fatto favorire od ostacolare un dono così prezioso. Temi come questi devono essere posti in modo privilegiato all’interno di un cammino di apprendimento e formazione perché le nozioni tecniche senza un autentico rispetto dell’umano non sono sufficienti al vero bene dell’uomo.

Il rispetto e la cura del creato

“Il rispetto e la cura del creato” non può pertanto ridursi ad una semplice custodia della natura. Ognuno di noi deve prendere coscienza che stiamo vivendo in una casa comune. Di conseguenza la nostra vita, il nostro agire devono essere connotati da un rispetto comune e reciproco. Ciò che abbiamo ricevuto dobbiamo saperlo tramandare nella sua integrità e nel contempo l’usare dei beni messi a nostra disposizione non deve trasformarsi nello sfruttamento irresponsabile di queste risorse; così come il ricevere non deve esprimersi in un egoistico possedere.

Grande è il patrimonio ambientale in cui ci troviamo e ancor più grande la responsabilità che insieme dobbiamo apprendere per saperla a nostra volta vivere in modo condiviso. Ovviamente questo viene a toccare le nostre azioni, quelle più semplici, quelle più quotidiane, quelle che saremmo tentati di definire quasi banali ma che al contrario, nell’insieme di quella connessione universale, diventano decisive per la custodia o la distruzione dell’ambiente che ci circonda. Anche in questo dobbiamo essere educati a trasformare i nostri stili di vita perché siano realmente rispettosi e concretamente efficaci.

La misericordia

“La misericordia” poi esprime tutta la sua importanza quando, senza contraddire la giustizia, ci conduce a vivere la relazione dentro la dimensione della gratuità. Non possiamo limitare la nostra vita ad un dare e ricevere correttamente, anche se questo sarebbe già un passaggio notevole nei rapporti di giustizia ed equità. La pienezza del vivere umano richiede un passaggio ben più profondo, quello della gratuità. La vita infatti è dono e come tale non si realizza pienamente se non nell’essere donata. La misericordia ne diventa così l’espressione più alta perché, mentre supera ampiamente la giustizia del dare e dell’avere, permette il realizzarsi di un incontro con l’altro in quelle situazioni che altrimenti rimarrebbero chiuse in se stesse. C’è infatti bisogno di un “di più”, di un andare incontro, di un precedere, di un accogliere che vada oltre la logica quotidiana del nostro agire. Certo non deve contraddire la giustizia, non deve esprimere un agire imprudente, consapevoli che prima forma di misericordia è proprio l’annuncio della verità e lì dove necessario anche la correzione del fratello. Nel contempo però non deve neppure permettere che ognuno di noi rimanga chiuso in se stesso, nella roccaforte delle proprie umane sicurezze.

Nella responsabilità di tutti e di ognuno

È dunque necessario che nel cammino della formazione sia tenuta in alta considerazione il crescere della persona in una sapienza autentica. Nessuno infatti sarà mai veramente sicuro se non è capace a sua volta di costruire insieme un ambiente sereno e corretto. Nel contempo difficilmente si potrà maturare una vera crescita personale senza l’apporto e la relazione con gli altri. Qui il discorso formativo si manifesta in tutta la sua importanza e mette in gioco la responsabilità di tutti.

Pertanto, nel concludere, non posso che rinnovare il mio più sentito grazie a quanti, studenti, famiglie, docenti, si accingono a percorrere un nuovo tratto di cammino, com’è quello educativo, con dedizione e serietà. A tutti e a ciascuno auguro perciò un sereno e fecondo anno scolastico.

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