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Ciampi e La Spezia

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Il ricordo di Giorgio Pagano.

LA SPEZIA – Ricordo con grande commozione Carlo Azeglio Ciampi. Tra i momenti più belli e più alti della mia esperienza di Sindaco – ne parlo perché so che tanti cittadini condivisero con me questi sentimenti – ci furono la sua visita alla città, il 15 giugno 2000, e la consegna della Medaglia d’oro al merito civile per la solidarietà agli ebrei in fuga dai lager nazisti, apposta sul nostro gonfalone al Quirinale il 25 aprile 2006.

Nel 2000 Ciampi scrisse una dedica nel libro d’onore del Comune che è una sintesi molto felice delle linee della “visione” del cambiamento della città: La Spezia “crocevia tra il Mediterraneo e le terre del Nord”, città “che oggi sta costruendo il futuro dei suoi cittadini nell’alleanza tra porto, università e impresa”. In queste parole ci sono indicazioni fondamentali sulla “bussola” della città. Ciampi aveva capito che eravamo impegnati a dare a Spezia un nuovo ruolo nazionale e internazionale: fino ad allora questo ruolo c’era stato grazie all’industria, ora dovevamo -dobbiamo- conquistarcelo anche con il porto, il sapere, la cultura, il turismo, i servizi. Negli anni precedenti, quando ero fuori città, la classica domanda che mi veniva fatta era: come va l’industria delle armi? Lo stesso Ciampi era molto legato alla Marina Militare: tant’è che gli regalai un stampa inglese dell’Ottocento raffigurante il Varignano, e che nel 2003 volle tornare per assistere al varo di un sommergibile. Ma condivideva che il nostro “genio particolare” dovesse avere più campi d’azione. Nel 2006, al Quirinale, mi chiese subito: “Come va il porto? Come va il Museo Lia?”.

Quel giorno, a Roma, l’emozione fu molto grande. Con me c’erano tanti spezzini. Ricordo l’orgoglio dei partigiani Amelio Guerrieri e Giuseppe Fasoli, che erano stati tra i protagonisti dell’opera di solidarietà. La vicenda di Exodus e di Spezia Porta di Sion è un tratto della nostra identità, ma anche un’indicazione per la “bussola” del futuro: la funzione della nostra città come porta di pace nel Mediterraneo, centro di convivenza e di solidarietà. Un compito che ci è assegnato dalla storia e che deve continuare a essere un patrimonio collettivo: anche oggi, più che mai, dobbiamo essere Porta di Sion.

Giorgio Pagano, ex Sindaco della Spezia

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