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L’avversaria: Pro Vercelli, una manita non lava l’altra

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Reduci dall’ultima batosta, i sette volte campioni d’Italia devono fare i conti con i preoccupanti numeri di inizio stagione.

LA SPEZIA – Cinque sberle, per di più casalinghe, non si cancellano facilmente. E così, dalle parte di Vercelli, dopo appena tre giornate è cominciato a suonare il primo, fastidiosissimo, campanello d’allarme.

Inevitabile, infatti, che la squadra del debuttante Moreno Longo sia finita sotto accusa per una prestazione eufemisticamente al di sotto delle aspettative.

L’uno a cinque contro il Cittadella ha messo in evidenza i limiti ravvisati in queste prime tre giornate, non a caso condite da due soli punti: giocatori incapaci di reagire dopo il vantaggio ospite, centrali difensivi in totale balia degli attacchi avversari, centrocampo a tre spiccatamente di natura offensiva- Castiglia – Budel – Altobelli – incapace di fungere da diga in mezzo al campo e reparto d’attacco sterile con i vari Ebagua, Vajushy e Mustacchio ancora in fase di rodaggio.

Insomma, poco sembra funzionare nel 4-3-3 di Longo, anche se di certo tre partite non possono costituire un giudizio universale. Tra le attenuanti della squadra sette volte campione d’Italia vi è sicuramente la giovane età, a testimonianza del fatto che molto lavoro deve essere ancora svolto.

I prossimi due appuntamenti esterni contro Spezia e Benevento avranno però già il sapore del dentro o fuori: a Longo e collaboratori il compito di scuotere un gruppo che possiede tutte le carte in regola per giocarsi la permanenza in cadetteria.

Andrea Licari

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