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Pellegrinaggio nazionale delle famiglie foto

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GENOVA – “La famiglia è viva, evviva la famiglia!”. E’ questo lo slogan del “pellegrinaggio nazionale delle famiglie per la famiglia”, di sabato pomeriggio a Genova nell’ambito del XXVI Congresso Eucaristico Nazionale. Un corteo di varie migliaia di persone ha percorso le vie del centro, recitando il rosario, dalla stazione Brignole, fino al Porto Antico.

Il pellegrinaggio si era aperto con una serie di testimonianze di vita familiare, tra cui quella eccezionale di Patrizia, di Pescara del Tronto, che nel recente terremoto ha perso i genitori, il marito, un figlio e un cognato. La donna, accompagnata da un cognato e una sorella, ha raccontato le speranze del pre-terremoto, e poi «la tremenda sensazione di aver perso tutto, quando il mondo crolla e ti risvegli tra le macerie». Patrizia ha raccontato che il vescovo di Ascoli, mons. Giovanni D’Ercole, il suo segretario e i frati «mi hanno accolto, senza abbandonarmi un attimo. In quelle ore la tua famiglia si allarga. Ho cercato negli occhi di chi mi ha sostenuto gli affetti e l’amore che avevo perso, e li ho trovati. Non mi sono chiesta perché. La rabbia non mi ha penetrato, perché l’amore non può essere annientato, neanche da un terremoto. So che mi sarà consentito generare da questa tragedia amore. Amore per chi mi ha accolto, ma anche per chi era assente, incapace di darmi affetto. L’amore vince, c’è e ci sarà sempre. La salvezza è solo in quella zattera che dobbiamo chiamare fraternità, che ci insega come ricominciare a vivere».

Varie altre famiglie si sono alternate sul palco – introdotte dal vescovo D’Ercole -, tratteggiando una quotidianità caratterizzata da una generosità multiforme, aperta alla vita e all’accoglienza senza distinzioni, anche di chi viene da lontano e non ha niente. Perché il senso del vivere è nel dare più che nel ricevere.

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Leggendo il saluto di mons. Farrell, neo presidente del dicastero per i laici, la famiglia e la vita, D’Ercole ha sottolineato le parole di “Amoris Laetitia”, in cui Papa Francesco ringrazia e incoraggia le famiglie per la testimonianza che rende «credibile la bellezza del matrimonio indissolubile e fedele per sempre».

Sulle sfide del tempo presente ha parlato – con particolare efficacia – anche l’arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana, card. Angelo Bagnasco, concludendo in serata la festa dei giovani, in una piazza Matteotti gremita di adolescenti.

«Nel clima di menzogna in cui viviamo, bisogna aguzzare l’intelligenza, senza credere alle fandonie degli imbonitori. Voi potete farlo, perché la vostra età è ancora limpida, senza le incrostazioni degli adulti. Se non vi fate ingannare dall’aria che mette l’apparenza davanti a tutto, starete nella verità, e quindi nella libertà. E’ faticoso andare contro quello che fanno o pensano tutti. Ma voi non dovete tradire il desiderio che sentite. Rimanete in piedi nella verità e nella libertà. Non arrendetevi all’opinione generale. Così potrete costruire un mondo nuovo».

«Siate esigenti con gli adulti, pretendete la verità e dite “no” alla scaltrezza del mondo. Se cercherete la verità delle cose, sarete felici. Ma dovrete andare controcorrente rispetto al “pensiero unico”. Bisogna diventare dissidenti e dire il re è nudo».

Parlando ai microfoni Rai al termine della Messa conclusiva, il cardinale Bagnasco ha proposto la partecipazione ai consultori come opera di misericordia preziosa, proprio per consigliare i dubbiosi riguardo a scelte drammatiche relative alla famiglia e alla vita.

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