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“Indossare e protestare per maglietta ACAB non è reato”

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LA SPEZIA – Tre giovani ultras appartenenti alla Curva Ferrovia erano stati denunciati e sottoposti a procedimento penale perchè il 22 novembre 2015, in occasione dell’incontro di calcio Novara Spezia uno di essi indossava una maglietta con la scritta “ACAB” ritenuta gravemente offensiva per tutte le forze dell’ordine, mentre gli altri due avrebbero serbato una condotta illecita “dichiarando che se non fosse stato consentito l’ingresso al tifoso che indossava la maglietta avrebbero ordinato l’uscita di tutti gli altri tifosi spezzini già presenti nel settore ospite in segno di protesta.

I reati loro attribuiti sono stati quelli di oltraggio a corpo politico, amministrativo e giudiziario (art 342 c.p.p.), violenza aggravata o minaccia a pubblico ufficiale art 336 e 339 c.p.p. , istigazione a delinquere ed istigazione a disobbedire alle leggi art 414 e 415 c.p.p. che prevedono pene da 1 a 5 anni.

Tutti e tre hanno a seguito di memoria difensiva dell’Avv. Massimo Lombardi del foro della Spezia, hanno visto archiviata definitivamente la loro posizione dal GIP del Tribunale di Novara Dott. Claudia Gentili perchè la condotta di indossare la maglietta ACAB e le altre condotte di protesta manifestate sono state valutate come lecite, all’interno del diritto della libera manifestazione di pensiero costituzionalmente garantiti e tali da non integrare i reati ipotizzati.

Indossare la maglietta ACAB pertanto, come sostenuto dal legale spezzino, non integra gli estremi di un reato e neppure sostenere democraticamente questa posizione può avere rilevanza penale.

Legittima soddisfazione dei tre ultras spezzini, uno dei quali era già ricorso al TAR Piemonte per il tramite dell’Avv. Giovanni Adami del foro di Udine ed aveva avuto annullato il DASPO mentre gli altri a questo punto e legittimamente posso auspicare che si addivenga ad una revoca e/o riduzione del provvedimento amministrativo, come da richiesta presentata fiduciosamente in questi giorni dall’Avv. Lombardi alla Questura di Novara.

Avv. Massimo Lombardi

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