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Inclusione sociale: in arrivo bancomat con 400 euro al mese per chi ha i requisiti

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Nasce anche il progetto di mediazione lavorativa: altri 200 euro per le borse lavoro.

SARZANA – Dal 2 settembre presso i servizi sociali del Comune di Sarzana è possibile presentare domanda per accedere al SIA, il progetto nazionale Sostegno Inclusione Attiva che mira a dare aiuto concreto alle famiglie in difficoltà. Infatti, tutti i nuclei con un ISEE inferiore a 3mila euro all’anno, che non percepiscono contributi superiori ai 600 euro mensili provenienti da altri enti, che hanno al loro interno minori o disabili o donne in stato di gravidanza possono rivolgersi agli uffici sarzanesi è presentare domanda per ottenere una carta bancomat di 400 euro mensili. Successivamente le domande verranno inoltrate e verificate nei requisiti richiesti dall’Inps.

“Questo sistema introdotto a livello nazionale – spiega l’assessore ai servizi sociali Daniele Castagna – è innovativo e molto importante perché, per la prima volta, introduce una misura di contrasto alla povertà prevedendo in qualche modo una forma di inserimento sociale”. Il SIA non è l’unico progetto nazionale che vede impegnato il Comune di Sarzana che sta lavorando, sempre collegato al sostegno all’inclusione attiva, alla partecipazione ad un secondo progetto in questo caso volto a favorire l’incontro tra domanda e offerta occupazionale. Una sorta di mediazione lavorativa che, sulla scorta del progetto di mediazione abitativa che dalla sua attivazione ha aiutato 31 famiglie sarzanesi a trovare casa proprio facilitando l’incontro tra settore immobiliare e famiglie in cerca di abitazione, porterebbe in questo caso all’attivazione di borse lavoro per 200 euro mensili sullo stesso bancomat al fine di facilitare l’incontro le richieste del mercato del lavoro e chi è in cerca di occupazione. “In questo caso- spiega l’assessore alle politiche per il lavoro Beatrice Casini- ,sempre strettamente collegato al progetto dei servizi sociali, avremo la possibilità di facilitare l’incrocio tra l’offerta lavorativa del territorio e persone disoccupate. Contiamo che i risultati possano essere importanti come nel caso del servizio di mediazione abitativa”.

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