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“Dalla parte dei forti”

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PORTO VENERE – La scorsa domenica è stata una giornata importante e “campale” per l’associazione “Dalla parte dei forti”, che è riuscita a gestire più iniziative contemporanee in luoghi diversi, con un numero elevato di presenze.

Infatti mentre i grosso dell’Associazione stava operando in Palmaria per la manifestazione legata alla rievocazione della trasmissione radio di soccorso del dirigibile Italia, oltre a garantire l’apertura della torre corazzata Umberto I a due numerosi gruppi di escursionisti (uno dell’associazione Mangia Trekking e un altro del CAI), altri volontari dell’associazione garantivano consulenza e spiegazioni tecniche ad un’altra escursione (organizzata dal il Labter) che si teneva lungo i sentieri del Monte Santa Croce.

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Il cuore della giornata è stata comunque l’attività in Palmaria, circa 400 presenze registrate a fine giornata, dove si sono svolti due distinte conferenze seguite da un folto pubblico, in entrambi i casi la buona capienza delle sala non è bastata a soddisfare tutti gli intervenuti.

L’evento internazionale, organizzato dall’associazione “Dalla parte dei forti” e dal Museo Tecnico Navale della Spezia, con il patrocinio del Comune di Porto Venere, era quello della rievocazione della mitica trasmissione radio che portò al salvataggio dell’equipaggio del Dirigibile Italia schiantatosi al Polo Nord. “Rispondete via ido 32. L’ondina del Dirigibile Italia torna a trasmettere”, questo il titolo della giornata prevista in Palmaria, dove saranno effettuate trasmissioni radio con gli apparati radio originali recuperati dal dirigibile Italia nel 1928 (Ondina Campale S), ci si metterà in comunicazione con il Cssn (Centro di supporto e sperimentazione navale della Marina Militare), con il Museo della scienza e della tecnica di Milano (dove è conservata la Tenda Rossa) e con il rompighiaccio Krassin (la nave che salvò i superstiti della spedizione) conservato a San Pietroburgo e con chiunque al mondo capterà i messaggi.

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“In due mesi di progetto sperimentale di apertura della torre corazzata Umberto I, dopo aver ottenuto una convenzione dal Comune di Porto Venere _ spiega il presidente Saul Carassale _ siamo riusciti a garantire una costante frequenza di visitatori, il tutto senza ancora promuovere in modo pressante le attività svolte in questa struttura. Ma cosa più importante siamo riusciti a far conoscere la reale destinazione di questo luogo, spiegando che cos’era, perché era stata costruita e come stata trasformata nel tempo. Questo è un luogo vivo, può essere utilizzato, così come ogni altra fortificazione, per mille iniziative. Ma è anche un qualcosa che ci racconta una storia, che è patrimonio del nostro passato e del nostro presente, con importanti aspetti tecnici. Il nostro obiettivo è quello di raccontare la storia, parlando anche di tecnologia di architettura e della piccola storia dei singoli personaggi che hanno vissuto e lavorato in queste fortificazioni, del sistema fortificato del Golfo della Spezia”.

L’associazione “Dalla parte dei forti” opera in tutto il golfo della Spezia con progetti, diversi collaborando con enti ed istituzioni storiche culturali, con associazioni ricreative, con privati e con realtà scientifiche. Nei prossimi mesi verranno sviluppate altre attività di recupero e valorizzazione di siti fortificati, anche in città, mentre sono in programma alcune conferenze per raccontare eventi suggestivi della storia spezzina.

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