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Manifesto Costitutivo dei Giacobini del Golfo

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«Siamo I GIACOBINI DEL GOLFO.

Rendiamo omaggio ad una rivoluzione i cui valori di Liberté, Egalité e Fraternité sono il fondamento dei moderni stati democratici.

Anche noi siamo rivoluzionari: vorremmo cambiare presto, bene e tanto, con una rivoluzione fatta con la forza delle idee, con gli strumenti della democrazia, nel rispetto di chi non la pensa come noi.

Siamo rivoluzionari perché vorremmo veder “cadere” qualche testa: ci piacerebbe mandare a casa chi gestisce il potere commettendo reati, favorendo banche e finanza a danno dei cittadini, uccidendo l’ambiente.

Siamo rivoluzionari perché vorremmo l’impossibile: battere le lobbies dei poteri finanziari, economici e dei politici loro asserviti; battere le burocrazie inefficaci ed inutilmente costose; far vincere la giustizia sociale, la libertà sostanziale, la trasparenza e la competenza.

Guardiamo in primo luogo, ma non esclusivamente, ai problemi della nostra città.

Chi l’ha governata negli ultimi 20 anni e chi la governa merita la bocciatura, anche se sarebbe soltanto propagandistico dire che non si sono realizzate cose positive, come la riqualificazione e rivitalizzazione del centro storico e l’incremento del turismo.

Ma non basta. Le cose negative sono troppe: l’Enel è ancora lì ad inquinare; le discariche non sono state bonificate; l’Arsenale, con la sua discarica del campo di ferro, anch’essa non bonificata, è sempre più fatiscente e inutilizzato, sempre più povero di posti di lavoro; dell’ospedale nuovo si parla da oltre vent’anni, ma se ne parla soltanto e, in nome di questo ospedale che forse ci sarà ma di sicuro non c’è, non si fa sufficiente manutenzione alle strutture vecchie, si tagliano i servizi e si distrugge la sanità pubblica; l’Acam è stata “salvata” vendendo il suo gioiello (Acam Gas) e rendendo la città più povera; il Porto, che è un’importante risorsa, ha perso volumi di traffico; la raccolta differenziata dei rifiuti, in sé giusta, è realizzata con modalità tali che hanno peggiorato la pulizia ed il decoro urbano; la microcriminalità e l’inciviltà hanno inquinato e stanno distruggendo alcuni quartieri cittadini.

Dio, che rivoluzionari lamentosi!

Basta piangersi addosso! Battiamoci per l’impossibile che vogliamo:

  • il Ministero della Difesa dica quali aree dell’Arsenale Militare intende tenere perché strategiche, le riqualifichi e le riempia di posti di lavoro; le altre le ceda al Comune perché vi realizzi progetti turistici, come, ad esempio, il terminal crocieristico che va spostato da Calata Paita all’Arsenale.

Vogliamo migliorie ambientali e posti di lavoro!

  • La centrale Enel chiuda al più presto e l’Enel risarcisca la città con un insediamento nel settore della ricerca e dei servizi.

Vogliamo abbattere l’inquinamento e posti di lavoro!

  • Il nuovo ospedale si faccia nei prossimi due anni!

Si eliminino gli sprechi della sanità principalmente costituiti da ridondanze burocratico – amministrative che complicano e paralizzano e dalla mancanza di sinergie con le altre ASL della Regione, ma si potenzino i servizi, a cominciare dal Pronto Soccorso.

Tuteliamo la nostra salute!

  • Troppi lavoratori sono morti a causa di tumori da amianto; i malati ed i familiari sono stati lasciati soli. L’amministrazione comunale costituisca uno sportello informativo che dica quali risarcimenti, in aggiunta agli indennizzi dell’Inail, si possono ottenere dalle Società datrici di lavoro responsabili e come fare per ottenerli.

Giustizia per chi ha pagato con gravi malattie e per i familiari di chi ha perso la vita!

  • L’amianto c’è ancora, nelle tubazioni dell’acqua, nelle coibentazioni delle fabbriche, nelle discariche, in alcuni uffici: si faccia una mappatura delle situazioni a rischio e si eseguano immediate bonifiche.

La salute è anche prevenzione!

  • Il porto è una risorsa, ma si verificano troppi incidenti sul lavoro ed alcune attività sono inquinanti. Le aziende che vi operano effettuino importanti investimenti ambientali e di sicurezza sul lavoro. L’Autorità Portuale ha gli strumenti per convincerli: li usi.
  • Le Pubbliche Amministrazioni conferiscono appalti ad aziende pirata, non le controllano, le aziende pirata chiudono senza pagare i lavoratori. Che il Comune e le aziende pubbliche partecipate controllino i regolari pagamenti dei lavoratori dell’appalto e obblighino le Società appaltatrici a rilasciare una fideiussione a garanzia dei crediti dei loro lavoratori.

Difendiamo i lavoratori dell’appalto contro la pirateria pseudo-imprenditoriale e l’indifferenza delle pubbliche amministrazioni!

  • Recuperiamo Calata Paita alla città presto e semplicemente. Basta con i megaprogetti che costano troppi soldi e che tutto cementificano (v. Piazza Verdi): ci “accontentiamo” di un prolungamento dell’attuale passeggiata Morin con una piscina e una ruota panoramica stabile. Un bel biglietto da visita per i turisti e la possibilità di godere maggiormente il nostro lungomare per noi cittadini!
  • Il turismo non è una manna che cade dal cielo, ma va aiutato con eventi attrattivi. Istituiamo un premio letterario Città della Spezia; i quadri dei nostri musei sono pieni di polvere perché non si muovono mai: prestiamoli ad altri musei perché organizzino mostre estemporanee e, in cambio, facciamoci prestare i loro quadri per organizzare mostre estemporanee importanti nella nostra città; organizziamo “convegni verità” nel periodo del centenario della prima guerra mondiale (2015-2018).
  • Cambiamo i vertici Acam secondo criteri di trasparenza e competenza perché ciò che di Acam rimane sia un’azienda che renda servizi efficienti e recuperi sani equilibri economici e non più un’azienda “politica” gestita secondo criteri clientelari.
  • Cambiamo il sistema di raccolta differenziata. I cittadini non depositino più i rifiuti davanti alle loro case in una sorta di festival espositivo dell’immondizia, ma li conferiscano in isole ecologiche adeguatamente presidiate e controllate.
  • Ogni ente pubblico, ogni azienda pubblica istituisca commissioni di controllo per verificare se c’è qualcuno che ruba. A pensar male si fa peccato, ma qualcuno che ruba c’è. Scommettiamo?
  • Furti nelle case, spaccio di droga, atti di teppismo: la collettività deve difendersi. L’Amministrazione Comunale chieda più poliziotti e carabinieri operativi sul territorio, i Governi nazionali non li daranno: sono troppo occupati a tagliare i servizi e le pensioni per salvare l’equilibrio che sta saltando per le speculazioni sbagliate delle banche di affari e dei fondi di investimento.

Assumiamo allora alcuni vigili urbani in più per rendere operative di notte una pattuglia e la centrale operativa della polizia locale, in stretta collaborazione con la Questura.

Installiamo telecamere anche nelle periferie, colleghiamole alla centrali operative delle forze dell’ordine e della polizia locale.

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Chi farà tutto questo?

Non certo chi ci governa/amministra: il cosiddetto centrodestra nonché il cosiddetto centrosinistra.

A livello nazionale ci governano insieme il centrosinistra (Renzi) e il centrodestra (Alfano e Verdini), per conto dell’Europa delle banche, della finanza e della burocrazia.

A livello regionale ci ha governato il centrosinistra di Burlando ed ora ci sta governando il centrodestra di Toti: vedete la differenza? Noi no.

A livello comunale ci amministra un mediocre PD, così impegnato nelle incomprensibili beghe correntizie interne (tutti contro tutti!) al punto che non ha tempo da dedicare ai temi reali del governo della città.

Ma, a livello comunale, ci amministra anche un po’ il centrodestra: di chi è la presidenza della Fondazione Cassa di Risparmio? Chi ha avuto la Presidenza della Camera di Commercio fino a qualche giorno fa? Ecco perché il centrodestra non ha fatto mai davvero un’opposizione: tra poteri non ci si fa la guerra.

E i 5 Stelle di Grillo (non il politico spezzino che ha evitato il processo accontentandosi di oltre due anni di carcere in virtù dell’istituto del patteggiamento; non lui, ma il comico genovese)?

Chi di noi nel passato ci ha sperato e li ha votati è rimasto deluso.

Ovunque vincono fanno caos: a Roma si azzannano tra di loro, a Parma hanno scomunicato il loro Sindaco.

Dove non hanno vinto, come nel Comune della Spezia, nemmeno ci si accorge che esistono: qualcuno si è accorto della loro opposizione in 4 anni di consiglierato comunale?

Sembrano troppo occupati nell’ardua impresa di cercare di capire le loro regole da setta esoterica che vengono applicate qualche volta sì e qualche volta no, con una democrazia interna che è a dir poco approssimativa.

E allora?

Allora confidiamo in chi non si è mai occupato di politica, sfidandolo con le parole scritte da Antonio Gramsci nel 1917: “Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita”.

Confidiamo in chi ha già fatto politica, ma senza cadere nella vischiosa ragnatela del potere né nazionale né locale, a cominciare dalle liste davvero civiche, ben diverse dalle false liste civiche di collateralismo ai partiti, a tanti militanti che hanno dedicato tempo ed energie per un mondo migliore.

Questo facciamo noi “Giacobini del Golfo”: cerchiamo chi, condividendo le linee programmatiche esposte sopra, esca dall’indifferenza per diventare davvero cittadino; chi ha fatto della buona politica di contrasto ad un sistema di potere che da troppo tempo soffoca la nostra città.

Mettiamo insieme queste energie, diamo loro un’organizzazione, insieme usiamo la ghigliottina democratica per mandare a casa una classe dirigente politica cittadina incapace di costruire un futuro con più lavoro, più rispetto per l’ambiente e per la salute, più giustizia sociale e più sicurezza.»

ALDO SEBASTIANI
ENRICO CALVO
ANTONIO PARRILLO
CLAUDIO ANGELOTTI
CLAUDIO GUELFI
LOREDANA MIRRA
DANIEL VENTURINI
EMILIANO BARBIERI
EMANUELE TEDESCHI
ROBERTO BATTINI
ROBERTO QUBER
ELVIRA VENEZIANO
ROSA DI VITTORIO
ANDREA TADDEI
NICOLA BUSCO
ALFONSO DI MARIA
ITALO CHIRIBIRI
STEFANIA RAFFELLINI
LUCA LIBORI
SILVIA PAVARELLI BALLONI
GIOVANNI BARDI
ROBERTO ALGERI
MICHELE DI VITTORIO
VINCENZO SMORTO
SERGIO ENEA

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