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Successo per “Cavalleria Rusticana” del Coro Lirico La Spezia

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LA SPEZIA – Una serata impegnativa e intensa, al Teatro Palmaria che ha avuto l’onore di essere presentata dal Regista Alberto Paloscia che ha donato al pubblico in sala spunti di riflessione per seguire l’opera Cavalleria Rusticana e molto si è complimento con l’Associazione Coro Lirico La Spezia organizzatore e produttore dell’evento avente anche lo scopo di raccogliere fondi per le popolazioni che hanno subito il terribile sisma del 24 agosto scorso.

Così Ezia Di Capua Curatore dell’Associazione Coro Lirico La Spezia commenta l’evento:

Di certo non sono mancati gli applausi caldi e scroscianti del folto pubblico che non ha lasciato posti vuoti per il concerto dedicato alle gradi arie d’opera interpretate dal soprano Cristina Martufi e dal tenore Kentaro Kitaya, ambedue nel pieno della loro carriera artistica,  che hanno  preceduto e introdotto con le loro voci dalla particolare estensione e bellezza il melodramma in un atto del compositore livornese Pietro Mascagni su libretto di Giovanni Targioni -Tozzetti e Guido Menasci, proposto per la prima volta dallo stesso Mascagni al Teatro alla Scala di Milano nel 1926.

All’apertura del sipario, la scenografia realizzata da Franca Puliti ha catapultano immediatamente lo spettatore nella piazza di un paese siciliano di fine Ottocento con lo spaccato dell’esterno di una chiesa barocca, un’ ambientazione estremamente realistica, come del resto la foggia e i colori dei costumi creati da Alice Gozzi, Ester Impinna e Sabrina Maggiani costumiste dell’Associazione Coro Lirico La Spezia, e gli oggetti dei personaggi che hanno animato la scena in modo vivace, dinamico e armonico.

L’abile e raffinata Regia di Alberto Paloscia e la drammaturgia e le luci di Sergio Licursi, hanno messo in evidenza il popolo contadino e, come si esige nelle novelle di Verga, sono stati presentati l’amore per il lavoro quotidiano, il fermento religioso del giorno di Pasqua, la maldicenza nei confronti della disonorata Santuzza, l’accettazione incondizionata di quella cavalleria che porta al consumarsi di un fatto di sangue che, come ha voluto fortemente far emergere il regista, ha molte similitudini  con la tragedia Greca.

Sul podio il Direttore Kentaro Kitaya, fondatore e presidente dell’Associazione Coro Lirico la Spezia, che ad oggi ha prodotto dieci opere, ha diretto abilmente con sensibilità e competenza, così come coinvolgente è stata l’esecuzione al pianoforte di Miki Kitaya che ha sostenuto mirabilmente l’opera  e il concerto d’arie d’opera al pianoforte.

Applausi anche per Maria Lyasheva all’organo

Il risultato è stato quello di un allestimento convincente, in cui lo spettatore è stato catturato da un brillante Coro Lirico che con il canto e un’interpretazione eccellente, ha condotto nella leggerezza della vita di paese, nella solennità della preghiera e nell’intensità drammatica dei duetti.

Molti gli applausi per i cinque interpreti principali, sia nelle individuali caratterizzazioni dei personaggi sia nelle relazioni con gli altri; ha spiccato  l’incisività vocale della soprano Cristina Martufi che con la sua splendida voce intensa e vellutata dalla facile estensione verso gli acuti, ha dato espressione alla passionale dignità di Santuzza; da segnalare la forza espressiva di Gianni Tridente, tenore nei panni di Turiddu, commovente in “Mamma, quel vino è generoso”  nonché l’intensità, la sicurezza vocale e la presenza scenica del baritono Allan Rizzetti che ha dato vita ad un Alfio disinvolto tanto nei momenti distesi, come quello della godibile sortita “Il cavallo scalpita”, quanto in quelli di forte tensione emotiva, Marina Cattaneo, soprano ha interpretato una credibile e intensa Mamma Lucia, Valentina Marconi, soprano una Lola brillante vivace e fascinosa, efficace in “Fior di giaggiolo”.

Molto sensuale e interessante l’interpretazione artistica di Giorgia Macchi, ballerina che danzando armonicamente ha svelato in modo originale e molto apprezzato il “sogno di Santuzza”

Lo scorrere veloce degli eventi, ha portato fino alla tragica e ultima scena, dove le tre protagoniste femminili della storia, hanno gridato “Hanno ammazzato compare Turiddu!”,  restando pietrificate nella raffigurazione di una vera pietà michelangiolesca,  già  prima scena a preludio dell’opera, in un gioco enigmatico di sguardi, ognuna con il proprio e personale dolore, sebbene distrutte dalla stessa perdita.
Fiori, inchini,  applausi scroscianti e soprattutto la soddisfazione del regista Alberto Paloscia che vivamente ha esternato a tutto il cast, hanno concluso e reso la serata davvero magica .

Il Coro Lirico ringrazia quanti hanno contribuito alla realizzazione dell’opera, il fotografo Marco Mosti che ha realizzato le fotografie e  quanti hanno contribuito alla  promozione dell’evento.

Il Coro Lirico La Spezia ringrazia quanti hanno voluto dare un contributo da devolvere in favore ai terremotati e rende noto che già sono stati  presi contatti con il Sindaco di Amatrice.

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