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Inaugurazione anno pastorale

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LA SPEZIA – La santificazione del clero, l’attenzione al laicato e la trasmissione della fede alle nuove generazioni. Sono queste le tre direzioni fondamentali indicate dal vescovo Luigi Ernesto Palletti all’inaugurazione del nuovo anno pastorale, tenutasi ieri sera nella cattedrale di Cristo Re alla Spezia. Sarà un anno nel segno di Itala Mela, la mistica spezzina la cui cerimonia di beatificazione avverrà nella nostra città nel corso del 2017. «Di lei – ha detto Palletti – alcuni ancora conservano il ricordo di persona. E’ una santa vicina a noi nel tempo e nello spazio. Speriamo ci sia presto anche la canonizzazione. Ci sia di stimolo alla grande meta della santità!»

Il nuovo anno sarà caratterizzato dai semi gettati dai recenti eventi dell’anno della misericordia, che si chiuderà a novembre, del congresso ecclesiale di Firenze e del congresso eucaristico di Genova, perché «ogni volta che apriamo qualcosa di nuovo, si tratta di una nuova tappa, non una nuova avventura».

Mons. Palletti indica come metodo di cammino i cinque verbi del congresso ecclesiale: “uscire”, “annunciare”, “abitare”, “educare”, “trasfigurare”. Sono estratti da una pagina del Vangelo che racconta una tipica giornata di Gesù, e bisogna imparare a metterli in pratica nella vita quotidiana.

Il vescovo è quindi passato ai tre punti fondamentali del “nuovo cammino”, alla luce dell’esempio di Itala Mela. La mistica spezzina «era interessata – lei dice per particolare rivelazione – alla santificazione dei sacerdoti. Dobbiamo essere santi. E’ importante per il popolo di Dio avere sacerdoti santi. Nulla si può fare senza l’impegno personale di ciascuno. Anche riscoprendo gli scritti di Itala Mela».

«Le circostanze della vita l’hanno portata a vivere nel mondo, tra i fratelli. Era precisa nelle occupazioni quotidiane, tra cui l’insegnamento, puntuale, attenta a non perdere tempo, competente. La competenza e la professionalità sono già testimonianza evangelica».

«Un cammino pastorale richiede sempre di portare il Vangelo. E oggi più che mai bisogna portare attenzione alle giovani generazioni. Sono perse, frastornate da mille idee, spesso in contraddizione tra loro. E non sempre siamo in grado si portare loro la luce. Dobbiamo farci carico di nuove generazioni, proponendo loro le mete alte del Vangelo, evitando di appiattirsi sul terreno». La sfida è trovare «come proporre la fede alle nuove generazioni, in modo che sia coinvolgente».

Aprendo l’omelia, mons. Palletti ha portato all’assemblea – tra cui numerosi sacerdoti e religiosi – i saluti del vescovo emerito Bassano Staffieri, che proprio in quelle ore celebrava una Messa. «La distanza e la malattia non possono nè devono rompere alcuna comunione tra noi», ha commentato Palletti.

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