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Consiglio Regionale di martedì 11 ottobre

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Delocalizzazione delle riparazioni navali situate nel porto di Genova

Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) con un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, ha ricordato che, secondo quanto emerso anche dall’indagine effettuata dall’ingegnere ambientale e consulente scientifico sull’inquinamento industriale incaricato dal Comitato Porto Aperto, le riparazioni navali situate nel porto di Genova starebbero gravemente inquinando la città e sarebbero una fonte di pericolo per i genovesi. Il consigliere ha, quindi, chiesto alla giunta se intenda attivarsi per delocalizzare le attività inerenti le riparazioni navali, alla luce di questo gravissimo fenomeno di inquinamento ambientale ed in caso  affermativo, con quali tempistiche.

L’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone, dopo aver tracciato il quadro della situazione e delle relative competenze, per quanto attiene il suo settore, ha anticipato che,  considerati i reiterati superamenti del parametro NO2 , è prevista entro fine anno  la messa in funzione dell’elettrificazione delle banchine. Si tratta di un progetto – ha spiegato – che si sta realizzando con finanziamenti ministeriale e con l’Autorità Portuale. Ha inoltre aggiunto che verifiche sui risultati ottenuti saranno effettuati in collaborazione con il dipartimento di Fisica dell’Università di Genova.

L’assessore alla sviluppo economico, Edoardo Rixi ha evidenziato la complessa situazione del porto di Genova, sia per il suo commissariamento sia per il quadro normativo, relativo alle competenze, che potrebbe cambiare con le riforme costituzionali previste nel prossimo referendum.

 

Esentare dalla tassa di circolazione le auto ibride

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta di fare un censimento delle autovetture ibride ed elettriche circolanti sul territorio regionale e di prevedere l’esenzione della tassa anteriormente alla data del 1 gennaio 2016, «per premiare i cittadini che hanno scelto di acquistare veicoli ibridi o elettrici negli anni passati». Il consigliere ha ricordato che la legge regionale n.8 del 21 giugno 2016 prevede l’esenzione dalla tassa automobilistica regionale per veicoli ad alimentazione ibrida: in particolare l’agevolazione riguarda  le autovetture nuove immatricolate per la prima volta a decorrere dal 1° gennaio 2016, con alimentazione ibrida benzina-elettrica, inclusiva di alimentazione termica, o con alimentazione benzina-idrogeno oppure gasolio-elettrica, sono esentate dal pagamento della tassa automobilistica regionale per il primo periodo fisso e per i quattro successivi.

L’assessore Ilaria Cavo ha evidenziato che l’incentivazione alla mobilità sostenibile, attuabile con la relativa legge regionale, non può essere estesa ad una data anteriore al primo gennaio 2016.  In quest’ultima data ha inizio, infatti, la decorrenza e l’efficacia della legge, per ragioni di esercizio finanziario. Cavo ha chiarito, inoltre, che si stanno facendo verifiche per poter calcolare  l’entità potenziale del mancato gettito.

 

Valorizzare il CEBR

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta di trovare una collocazione all’interno della Rete regionale della ricerca, al Centre of Excellence for Biomedical Research (CEBR). Secondo il consigliere va costituito un «rapporto sinergico» fra il “Centro per lo studio dei meccanismi molecolari di comunicazione tra cellule: dalla ricerca base alla clinica” con il polo genovese IRCCS San Martino IST, «varando misure per contenere le problematiche di sostentamento economico e di assunzione del personale». Pastorino ha chiesto, inoltre, «in virtù dell’importanza strategica del CEBR nello scenario della ricerca internazionale» di promuovere misure di sostegno attingendo a fondi comunitari. Il CEBR – ha ricordato – è stato istituito dal MIUR presso l’Università di Genova nel 2001 e il 1 gennaio 2011 è stato equiparato a un dipartimento dell’Università di Genova. «Tuttavia – ha concluso – il Centro incontra, problemati gestionali che potrebbero metterne a rischio la sopravvivenza perché non ha un riconoscimento nella Rete Regionale della Ricerca e, quindi, incontra difficoltà nell’avviare sperimentazioni cliniche, soprattutto di Fase 1, nella  stabilizzazione del personale e per il sostentamento economico».

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha risposto in maniera positiva, affermativa, a tutte le richieste di Pastorino. Viale ha quindi ribadito che il CEBR potrà partecipare ai bandi europei e ha evidenziato la valenza dell’attività ed  il ruolo del CEBR, sottolineando l’importanza di avviare un percorso di lavoro congiunto. Ha infine rimarcato come  il nuovo direttore generale dell’ San Martino Irccs, Giovanni Ucci ,sia fermamente convinto del valore della ricerca .

 

Necessità di interventi sulla strada Provinciale della Val d’Aveto.

Gabriele Pisani (Mov5Stelle) ha chiesto alla giunta, attraverso un’interrogazione sottoscritta dagli altri componenti del gruppo, di ripristinare la Strada provinciale 586 della Val d’Aveto che, «versando in condizioni manutentive disastrose, risulta pericolosa in particolare nel tratto che collega il Comune di Rezzoaglio a Bobbio dove è nota la presenza di una frana che causa continui disagi». Pisani ha riconosciuto che è in corso il passaggio di competenze della strada all’ANAS, ma ha sottolineato che la Giunta regionale sta valutando la possibilità di finanziare queste opere, per consentire una collaborazione fra Comune di Rezzoaglio, Regione ed ex Provincia per un progetto condiviso di ripristino della normale viabilità sulla Strada provinciale.

Per la giunta ha risposto l’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone il quale ha spiegato che gli interventi di ripristino della strada potranno avvenire attraverso i fondi messi a disposizione dalle accise regionali e ha annunciato che a novembre ripartirà la programmazione di questi fondi. Giampedrone ha sottolineato, però, il carattere aleatorio di queste risorse in quanto, in caso di nuove calamità alluvionali, dovranno essere dirottate sui danni da queste provocate. L’assessore ha assicurato comunque che, secondo una valutazione condivisa con la Città Metropolitana, l’intervento sulla strada provinciale 586 è ritenuto una delle priorità.

 

No ai pedaggi autostradali per gli abitanti della Val di Vara

Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini) ha presentato un’interrogazione in cui ha posto il problema della viabilità in Val di Vara: «A causa dell’assenza della linea ferroviaria e del percorso accidentato dell’Aurelia – ha rilevato – gli abitanti della zona sono costretti a percorrere ogni giorno uno dei tratti autostradali più cari d’Italia: Brugnato – La Spezia, circa 30 chilometri di percorso, al costo di euro 4.30». De Paoli ha aggiunto che il tratto di “bretella autostradale” fra Santo Stefano di Magra e La Spezia e Lerici è ancorato ad una tariffa aggiuntiva, legata ai lavori di costruzione del tratto, avvenuto peraltro molti anni fa,   che pagano tutti gli utenti che escono al casello di Santo Stefano, ma che dovrebbe essere stata già ammortizzata considerati i tanti anni trascorsi. Il consigliere ha chiesto alla giunta di intervenire presso la società concessionaria per risolvere il problema.

Per la giunta ha risposto l’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone il quale ha rilevato che la questione è di competenza ministeriale perché ormai da alcuni anni, le Concessioni autostradali non hanno più come concedente ANAS, ma lo stesso Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. SALT, quindi, è attualmente Concessionaria del MIT, fino al 2019, anno di scadenza della concessione attuale. L’assessore si è comunque impegnato a trasmettere, con il supporto degli uffici regionali, la segnalazione del consigliere al ministero delle infrastrutture.

 

Problemi applicativi per A.Li.Sa

Sergio Rossetti (Pd) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi del gruppo Valter Ferrando e Raffaella Paita, in cui ha chiesto alla giunta come avverrà il passaggio contrattuale del personale di A.Li.Sa. dal contratto nazionale di lavoro Enti Locali a quello del comparto Sanità con l’adeguamento dei differenti contratti integrativi aziendali e relativi fondi e quali servizi sono previsti all’interno dell’Azienda e quale sarà la pianta organica. Secondo il consigliere «a causa dell’accelerazione dell’approvazione, sempre voluta dalla Giunta Toti, non sono stati considerati, come denunciano le organizzazioni sindacali, aspetti relativi al personale con grave sottovalutazione dei problemi applicativi». Rossetti ha ricordato che il 29 luglio 2016 la Asl 3 aveva gestito gli stipendi dei dipendenti ARS Liguria, ma che da quella data sul portale del dipendente la Asl 3 aveva aggiornato il conteggio di ferie e di festività soppresse per i primi 9 mesi dell’anno, vista la cessazione delle attività al 30 settembre della precedente Agenzia regionale della sanità.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale, la quale ha precisato che le modalità relative al personale di A.Li.Sa e la tempistica erano già definite nella legge istitutiva dell’Azienda, legge che – ha assicurato – pone dei paletti a tutela dei lavoratori. Viale ha spiegato che non era possibile procedere ad accordi sindacali prima della nascita dell’Azienda e ha ricordato che giovedì scorso c’è stato un incontro in Regione, a cui ha partecipato anche l’assessore al personale Berrino, per avviare un percorso di relazioni sindacali.

 

No alla tassa di soggiorno a carico dei turisti

Andrea Melis (Mov5Stelle) ha chiesto alla giunta, attraverso un’interrogazione sottoscritta dagli altri componenti del gruppo, se il gettito derivante dalla tassa di soggiorno sè vincolato, e in quale percentuale, alla promozione di attività turistiche, ovvero a fornire garanzie ad albergatori e operatori del settore. Melis ha chiesto, inoltre, «se non sarebbe stato più opportuno programmare, in accordo con i singoli Comuni, un’offerta turistica cucita su misura e, successivamente, includere nel registro delle località turistiche solamente quelle realtà effettivamente caratterizzate da un flusso di presenze importante, in modo che la Regione potesse poi vigilare sull’attuazione di quanto concordato con i Comuni sul piano dell’offerta/promozione di attività turistiche». Il consigliere ha ricordato che Giunta regionale ha deliberato l’istituzione dell’elenco regionale delle località turistiche in cui sono stati inclusi tutti i comuni della Liguria «permettendo, così, alle amministrazioni locali di introdurre la “tassa di soggiorno”» mentre prima di quella data solo i Comuni capoluogo potevano istituire la tassa, ma rispettando il vincolo a destinare una parte del gettito, almeno il 30-40%, alla promozione turistica..

Per la giunta ha risposto l’assessore al turismo Gianni Berrino il quale ha ricordato che la materia non è competenza normativa regionale, ma statale e che, comunque, spetta ai Comuni inseriti nell’elenco attivare l’imposta o meno. Secondo l’assessore, infatti, solo le realtà a forte valenza turistica avranno interesse ad adottare la tassa. Berrino ha spiegato che la Regione non può imporre ai Comuni di vincolare percentuali delle risorse a particolari interventi, come promozione Iat e altro, ma ha annunciato che gli uffici stanno studiando un progetto di convenzione da sottoporre ai Comuni, che prevede premialità per le amministrazioni che utilizzano in modo virtuoso le risorse ottenute attraverso la tassa di soggiorno.

 

Piastra ambulatoriale a Santa Margherita Ligure,

Fabio Tosi (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, con la quale ha chiesto alla giunta se viene confermata la volontà di non creare la piastra ambulatoriale a Santa Margherita Ligure, «che tanto viene promessa ai cittadini da più di cinque anni» e se ci sia volontà da parte della Asl 4 di dare una sistemazione migliore agli attuali ambulatori

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale, la quale ha ribadito che non è prevista alcuna piastra ambulatoriale. Ha evidenziato che il nuovo direttore generale della Asl 4 ha intanto chiesto una relazione dettagliata circa  l’attività svolta negli ambulatori. E, poiché si evince  che le prestazioni erogate riguardino in larga parte persone non residenti e questo determina un sovraffollamento degli ambulatori, è stato deciso di dirottare i non residenti nella piastra ambulatoriale di Rapallo.

 

Ridimensionamento dell’ospedale “Padre Antero Micone” di Sestri Ponente

Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interpellanza, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, con la quale ha evidenziato che «il piano di riorganizzazione dei quattro ospedali del ponente e della Valpolcevera, redatto dalla Asl 3 genovese, che non è ancora definitivo, prevede un forte ridimensionamento dell’ospedale Padre Antero Micone di Sestri Ponente con la soppressione del reparto di Neurologia e quello di Otorinolaringoiatria». Il consigliere ha chiesto quali siano le intenzioni dell’amministrazione rispetto ai quattro ospedali «visto il loro progressivo ridimensionamento, a fronte di una maggiore emergenza sanitaria registrata nella zona più popolosa di Genova». Salvatore ha chiesto, inoltre, il motivo per cui, «invece di un repentino smantellamento avviato dalla Asl 3 genovese dei quattro ospedali, la giunta non realizzi il tanto atteso ospedale di Ponente».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale la quale ha ricordato che il piano di ridimensionamento era previsto già dal 2012, cioè dalla precedente amministrazione regionale. In particolare, rispetto al previsto trasferimento del reparto di neurologia dal Padre Antero Micone a Villa Scassi, Viale ha sottolineato che il polo ospedaliero di Sampierdarena, dotato fra l’altro di un reparto di rianimazione, è più idoneo a offrire garanzie per la salvezza del paziente colpito da ictus. L’assessore ha, invece, assicurato che il reparto di otorinolaringoiatria resterà nel polo di Sestri Ponente e solo alcuni interventi più complessi per pazienti oncologici potranno essere effettuati a Villa Scassi. L’assessore si è comunque dichiarata disponibile a incontrare i cittadini per illustrare gli orientamenti della giunta circa la rete ospedaliera nel ponente genovese.

 

Tutelare i lavoratori della Labocolor

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, proposto da tutti i gruppi nella seduta odierna della III Commissione Attività produttive, sulla situazione della Labocolor di Santo Stefano Magra. Il documento impegna la giunta ad attivarsi per garantire ai lavoratori “il più alto tasso di recupero occupazionale possibile, a costituire un tavolo tecnico di gestione della crisi occupazionale che, attraverso idonei percorsi formativi, provveda alla riconversione del personale eventualmente escluso e ne faciliti la ricollocazione al lavoro; ad attivarsi per cercare, studiare e avviare, anche in coordinamento con gli enti preposti forme di sostegno al reddito per i lavoratori che rimanessero eventualmente inoccupati a seguito del procedimento di fallimento dell’azienda”. Il 15 settembre scorso è stato decretato il fallimento della Labocolor, per decenni fiore all’occhiello dell’economia della zona, e i 36 lavoratori dell’azienda sono attualmente disoccupati.

Assenti: De Vincenzi, Garibaldi, Toti

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