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Denunciato imprenditore per contrabbando mediante indebito utilizzo di plafond

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LA SPEZIA – In esito alla costante analisi dei flussi commerciali in ingresso sul territorio dello Stato attraverso i locali scali portuali e l’incrocio dei dati ottenuti con quelli presenti nella banca dati SERPICO, i funzionari della Dogana della Spezia hanno individuato la posizione di una società che, nel corso del periodo 2014/2016, ha introdotto sul territorio, attraverso diversi uffici doganali, numerose partite di fili per saldatura di provenienza estera utilizzando, all’atto dell’importazione in Italia, un plafond I.V.A. inesistente.

Già da un primo esame della posizione fiscale dell’importatore si è evidenziato che la società importatrice non aveva i requisiti per poter essere considerata un “esportatore abituale” e non poteva dunque fare in alcun modo uso del plafond I.V.A., né all’atto dell’importazione né tantomeno per gli acquisti effettuati all’interno del territorio comunitario.

Sono quindi scattate le indagini, dirette ad accertare l’effettivo luogo di destinazione delle merci importate. Successivamente, è stata presentata dettagliata informativa di reato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale della Spezia che ha emesso un decreto di perquisizione a carico della società, ipotizzando nei confronti dei suoi legali rappresentanti i reati di contrabbando aggravato e falso ideologico.

Le perquisizioni eseguite nei locali aziendali, hanno portato all’ acquisizione di documentazione contabile e commerciale il cui esame ha consentito di dimostrare l’ipotesi investigativa, ossia la sistematica evasione del pagamento dell’I.V.A. all’atto dell’importazione, mediante utilizzo di un plafond in realtà inesistente.

L’attività svolta ha consentito di recuperare oltre 159.000 euro di I.V.A. evasa.

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