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Nascita del Comitato Val di Magra per il NO al referendum

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SARZANA – Il 12 Ottobre, alle ore 21 presso il centro Barontini, è stato presentato il comitato “Val di Magra per il No” – fondato da Luigi Arpe, Francesco Bracco, Diego Brizzi (Portavoce), Maria Fede Muccini, Silvio Ratti(Presidente), Paolo Roina – che si propone di promuovere le ragioni del no in vista dell’imminente referendum costituzionale.

Nato in data 26/09, il Comitato “Val di Magra per il NO” è stato fondato con l’obiettivo di informare pubblicamente la popolazione sugli argomenti di cui tratta la nuova riforma costituzionale, e sostenere le ragioni del no rispetto a quest’ultima. «Una riforma – dichiarano i soci fondatori – che sta soprattutto a cuore all’Europa dei grandi sistemi finanziari. Una riforma “illegittima” in quanto proposta da un parlamento eletto con una legge elettorale dichiarata incostituzionale. Insomma, una riforma da rigettare sia nel merito che nel metodo con il quale è stata imposta». Il gruppo dei soci fondatori si è già mosso raccogliendo un numero cospicuo di adesioni al comitato – quasi un centinaio – e nei due mesi seguenti sarà operativo, nei punti di ritrovo dei principali centri urbani della Val di Magra e di Lerici, con gazebi ed eventi che intendono essere un punto di incontro nel quale scambiare con la cittadinanza informazioni, accogliere adesioni e consensi, divulgare le motivazioni del no tramite volantini e brochure.

«I cambiamenti proposti alla Carta dello Stato – spiegano i soci – sono antidemocratici, perché, qualora vincesse il sì, ridurrebbero ulteriormente il potere del popolo e limiterebbero la democrazia nel Paese. Per questo intendiamo stare tra la gente, e nelle piazze affollate dei paesi, per raggiungere chi oggi rischia inconsapevolmente di perdere le proprie libertà. Cercheremo di affermare e salvaguardare – concludono – i principi costituzionali che questa riforma, riducendo la partecipazione alla vita politica dello Stato, vuole asservire ad interessi privati (nell’ambito politico ed economico), ricordando ai cittadini il concetto inderogabile di sovranità popolare, caro a Rousseau e fondativo delle costituzioni democratiche europee».

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