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Raschi (GdSS): “Giovani, con il referendum il coraggio di una scelta”

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“Comitato Giovani di Sarzana per il Sì”.

SARZANA – «Il 4 dicembre è una data che potenzialmente “storica” per il nostro Paese. In caso di vittoria del Sì, potremmo infatti parlare di un nuovo spartiacque nella storia della Repubblica Italiana, tanto è il valore di questa consultazione.

Non si può prescindere dalla conoscenza dei contenuti della riforma per poter elaborare un giudizio coscienzioso e obiettivo in vista della votazione, ma credo che sia arrivato il momento di chiederci perché molti giovani si sentono lontani da questa votazione, e non intendo nel solo senso di favorevoli alla riforma bensì di assoluta estraneità e disinteresse verso il quesito.  In poche parole non è più solo una questione di schieramenti: chi per il Sì, chi per il No ma è il problema di chi non andrà a votare, di quelli del “a me non importa niente”.
Mi stupisce che molti giovani ad oggi non abbiano ancora avuto il coraggio di mettersi in gioco, di prendere una posizione e di provare a convincere che quella sia la più valida e la più condivisibile . Ancora una volta, non intendo dire che devono tutti schierarsi per il Sì, piuttosto che ci sia la volontà di confrontarsi e di dialogare tra chi la pensa diversamente. E’ questo il primo intento con cui abbiamo creato il comitato Giovani di Sarzana per il Sì e continua ad essere l’obiettivo con cui ogni giorno portiamo avanti questo progetto.
In un clima di disaffezione generale per la politica, questo referendum può essere allora l’occasione per ricostruire nuovamente una partecipazione attiva. Per fare ciò è però necessario portare avanti un confronto nel merito delle questioni, rispettando gli altri e lasciando fuori dalla discussione valutazioni estranee al quesito o vicende interne agli schieramenti politici.
Sono convinto che da qui possa ripartire quella generazione di studenti, amministratori, lavoratori e giovani impegnati nell’associazionismo e nel volontariato che vive, ogni giorno, le difficoltà del presente e non per questo si dà per vinta, anzi, vuole essere protagonista nella costruzione di un futuro migliore. questo significa scegliere, e i giovani devono avere il coraggio di farlo.»

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